In Italia 9,6 milioni di case risultano vuote: il 27% del totale

13 Luglio 2026

La notizia in sintesi

  • ISTAT stima 9,6 milioni di abitazioni vuote su 35 milioni in Italia.
  • Le case inutilizzate non coincidono necessariamente con immobili abbandonati.
  • Il fenomeno è più marcato nel Sud e in Valle d’Aosta.
  • Eredità, costi e domanda locale condizionano la reale vendibilità degli immobili.

(Riassunto generato con AI)

Case vuote, il paradosso immobiliare italiano

In Italia, dove il patrimonio immobiliare delle famiglie valeva circa 6.000 miliardi di euro nel 2025, l’ISTAT stima 9,6 milioni di case vuote su 35 milioni di abitazioni esistenti. Il dato, ripreso da InvestireOggi in un’analisi di Giuseppe Timpone, equivale a una media nazionale del 27% e apre un confronto sulla distanza tra disponibilità teorica degli immobili e offerta realmente accessibile sul mercato. Il fenomeno riguarda il territorio nazionale, con differenze rilevanti tra regioni, e riflette dinamiche demografiche, patrimoniali e locali.

La definizione di casa vuota è decisiva per leggere correttamente il dato. Non include soltanto immobili abbandonati: comprende abitazioni ereditate e non valorizzate, case in attesa di vendita o ristrutturazione, immobili concessi saltuariamente ai familiari e seconde case utilizzate per le vacanze. Per questo, l’elevato numero di unità non occupate non smentisce automaticamente la carenza di alloggi nelle aree dove la domanda resta forte.

Differenze territoriali e cause strutturali

La quota di abitazioni vuote varia dal 20% della Lombardia al 50% della vicina Valle d’Aosta; in generale, le percentuali più elevate si concentrano nel Sud. Una prima spiegazione è legata agli spostamenti della popolazione: la migrazione dal Meridione verso il Nord può accrescere, in molte aree di origine, il divario tra case disponibili e domanda effettiva. Al contrario, territori ad alta intensità demografica come Milano o Bologna registrano una domanda tendenzialmente più sostenuta.

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Nel Mezzogiorno, inoltre, una parte degli immobili può essere destinata a uso turistico o rappresentare una seconda abitazione. I minori valori di mercato possono rendere queste proprietà una possibile fonte di reddito integrativo, ma non garantiscono che siano immediatamente disponibili per chi cerca una prima casa. Al Nord, dove l’acquisto dell’abitazione principale è più impegnativo, è invece meno probabile che le famiglie comprino una seconda casa destinata a restare inutilizzata per gran parte dell’anno.

Il nodo è anche generazionale. Le famiglie cresciute durante il miracolo economico investirono ampiamente nel mattone per proteggere i risparmi dall’inflazione; oggi, con meno figli per nucleo familiare, le eredità immobiliari possono concentrarsi su persone che possiedono già un’abitazione. Da qui la volontà, spesso espressa dai proprietari, di vendere per non “lasciare pensieri ai figli”.

Quando la ricchezza immobiliare diventa un costo

Un immobile ereditato può trasformarsi in un bene difficile da gestire. Le seconde case comportano IMU, manutenzione ordinaria e straordinaria e adeguamenti alle norme di sicurezza ed efficienza energetica. Se non sono “ready to live” o “ready to invest”, aumentano il rischio di abbandono e degrado, soprattutto nei centri storici.

Secondo l’analisi pubblicata da InvestireOggi, nei quindici anni tra 2010 e 2025 le abitazioni nuove sono rincarate di quasi il 31%, mentre quelle usate si sono deprezzate dell’11%. Considerando l’inflazione, le prime risultano sostanzialmente ferme e le seconde registrano un calo reale del 41%. Il dato nazionale non descrive ogni singolo territorio, ma segnala quanto la liquidità di un immobile dipenda da condizioni, costi di recupero, domanda locale e accesso al credito.

FAQ

Quante case vuote stima ISTAT in Italia?

Sì, la stima riportata indica 9,6 milioni di abitazioni vuote su 35 milioni di case esistenti, pari a una media del 27%.

Una casa vuota è sempre abbandonata?

No, può essere ereditata, in vendita, in ristrutturazione, usata saltuariamente da familiari oppure destinata a vacanze e turismo.

Quale regione registra la quota più alta citata?

Sì, tra i dati indicati, la Valle d’Aosta raggiunge il 50% di abitazioni vuote, contro il 20% della Lombardia.

Perché le case ereditate restano spesso inutilizzate?

Sì, costi di manutenzione, IMU, lavori di adeguamento e limitate risorse disponibili possono rendere non conveniente ristrutturarle o venderle.

Come è stata verificata questa analisi?

Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui InvestireOggi.

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