Guerra in Medio Oriente fa impennare gas, carburanti e bollette fisse

Carburanti, prezzi in calo alla pompa ma emergenza costi energetici
Il prezzo medio della benzina in Italia è oggi, secondo il Mimit, nettamente inferiore alle medie 2022‑2025, mentre il gas registra forti rincari sul mercato libero.
Le associazioni dei consumatori Codacons e Unc denunciano però che il taglio delle accise non si traduce integralmente in sconti alla pompa.
Il comparto agricolo, rappresentato da Confagricoltura Sardegna, resta escluso dalle misure di calmierazione, mentre la Cgia di Mestre segnala un “caro diesel” che colpisce autotrasporto e mobilità professionale.
La tensione sui prezzi del carburante ha effetti globali, come dimostra la decisione di United Airlines di ridurre la capacità di volo a causa dell’impennata del costo del petrolio legata alla guerra in Medio Oriente.
In sintesi:
- Benzina alla pompa sotto le medie 2022-2025, ma benefici parziali per gli automobilisti.
- Tariffe del gas nel mercato libero in crescita fino al +45% sulle offerte fisse.
- Agricoltura e autotrasporto penalizzati da costi di gasolio, fertilizzanti e trasporti.
- Rincari internazionali del petrolio impattano compagnie aeree come United Airlines.
Prezzi benzina, gas e diesel: numeri reali e ricadute su famiglie e imprese
Secondo il Mimit, il prezzo medio attuale della benzina è inferiore alla media del 2025 di 2 centesimi al litro, del 2024 di 10 centesimi, del 2023 di 15 e del 2022 di 9, anno del taglio delle accise.
Sul fronte gas, l’indagine di Assium rileva che le migliori offerte a prezzo fisso sul mercato libero segnano in media +13% rispetto a gennaio, con un aggravio annuo di circa 180 euro e picchi fino al +45%. Molti operatori hanno ritirato le offerte fisse, rendendo oggi più competitive le tariffe variabili (+6,4% le migliori).
Le proposte a prezzo fisso si sono drasticamente ridotte: in media, circa 350 per città contro 1.100 variabili. Nel domestico, solo il 17% delle offerte (escluse le “placet”) è a prezzo fisso; tra le Pmi la quota scende al 7%. Per Assium, *“per le aziende è quasi impossibile oggi bloccare il prezzo, restando esposte a ogni minima oscillazione del mercato”*.
Taglio accise, settori esclusi e impatto internazionale dei rincari energetici
Il Codacons calcola che, con il taglio delle accise, il gasolio self costa in media 1,965 euro/litro e la benzina 1,713; sulle autostrade 2,032 e 1,782 euro/litro.
Nonostante la riduzione fiscale di 24,4 centesimi, il gasolio scende di soli 13,8 centesimi rispetto al 18 marzo, con un “mancato risparmio” di 5,3 euro su un pieno; per la benzina il calo effettivo è di 15,4 centesimi, circa 4,5 euro in meno del potenziale beneficio.
Massimiliano Dona (Unc) rileva tagli effettivi tra -12,6 e -19,7 centesimi, lontani dai 24,4 previsti, con forti differenze regionali: Campania la peggiore sulla benzina, Valle d’Aosta la più virtuosa.
Per Confagricoltura Sardegna, rappresentata da Stefano Taras, il decreto sul caro carburanti esclude l’agricoltura, già colpita da fertilizzanti oltre +30% e Urea oltre +50%, con rischio di contraccolpi speculativi e tagli produttivi globali.
La Cgia di Mestre segnala che dall’inizio del 2026 il diesel è salito del 20,9% (+34 cent/litro) e la benzina del 3%. Riempire un autocarro fino a 7,5 tonnellate costa oggi circa 172 euro in più, pari a 12.350 euro annui per mezzo. Servono, secondo la Cgia, interventi Ue per ridurre stabilmente la tassazione energetica.
La dinamica è globale: United Airlines, guidata da Scott Kirby, prevede un petrolio fino a 175 dollari al barile e stima 11 miliardi di dollari di extra-costi carburante nel 2026, annunciando tagli alle rotte meno redditizie pur mantenendo occupazione e investimenti.
Prospettive: volatilità energetica e necessità di politiche strutturali
L’attuale fase vede una contraddizione: benzina mediamente più bassa rispetto agli ultimi anni, ma filiera energetica nel complesso più fragile e costosa.
La riduzione parziale dei benefici del taglio accise, l’esclusione di comparti chiave come agricoltura e trasporti e la scomparsa delle offerte gas a prezzo fisso indicano una transizione verso una maggiore volatilità strutturale.
Per famiglie e imprese diventa cruciale monitorare con attenzione offerte, contratti e consumi; per il legislatore, la sfida sarà estendere gli strumenti di tutela oltre gli interventi temporanei, coordinandosi con l’Unione europea e tenendo conto degli effetti delle tensioni geopolitiche sul mercato globale del petrolio e del gas.
FAQ
Perché la benzina oggi costa meno rispetto agli ultimi anni?
Attualmente la benzina risulta inferiore alle medie 2022-2025 fino a 15 centesimi al litro, secondo i dati ufficiali Mimit.
Conviene scegliere offerte gas a prezzo fisso o variabile?
Oggi risultano più convenienti le offerte a prezzo variabile, che registrano un incremento medio del 6,4%, contro rincari fino al 45% sulle fisse.
Quanto ha realmente inciso il taglio delle accise sui carburanti?
Il taglio teorico è di 24,4 centesimi al litro, ma i ribassi effettivi alla pompa si fermano tra circa 12,6 e 19,7 centesimi.
Quali settori subiscono maggiormente il caro diesel?
Ne risultano particolarmente colpiti autotrasportatori, taxisti, Ncc, bus operator e agricoltura, con extra-costi annui fino a oltre 12.000 euro per singolo mezzo.
Qual è la fonte delle informazioni su prezzi carburanti e gas?
Le informazioni derivano da un’elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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