Gravina lascia la Figc dopo Euro trionfale e mancati Mondiali, si apre la corsa alla successione

Gravina lascia la Figc dopo Euro trionfale e mancati Mondiali, si apre la corsa alla successione

2 Aprile 2026

Dimissioni di Gabriele Gravina, come cambia il futuro della Figc

Il presidente della Figc Gabriele Gravina ha presentato le dimissioni dopo otto anni alla guida del calcio italiano, segnati dal trionfo a Euro 2021 e da tre clamorose mancate qualificazioni consecutive ai Mondiali.
La decisione arriva a Roma, al termine di giorni di pressioni crescenti da parte di politica sportiva, club e opinione pubblica, esplose dopo l’ultima eliminazione ai rigori contro la Bosnia.

Il passo indietro chiude una stagione iniziata nel 2018 con un consenso quasi plebiscitario e proseguita con ruoli di vertice anche in Uefa, ma logorata dai risultati fallimentari della Nazionale maggiore. Le dimissioni aprono ora una fase di transizione istituzionale e il dibattito su una riforma strutturale dell’intero sistema calcistico italiano.

In sintesi:

  • Dimissioni di Gabriele Gravina dopo otto anni alla presidenza Figc.
  • Dalla vittoria a Euro 2021 alle tre mancate qualificazioni ai Mondiali.
  • Rapporti tesi con Cosimo Sibilia e riforme contestate della governance federale.
  • Restano i nodi su stadi, riforma dei campionati e sostenibilità economica.

L’ascesa di Gravina inizia nell’ottobre 2018, quando lascia la presidenza della Lega Pro e viene eletto alla guida della Figc con il 97,2% dei voti, dopo il commissariamento di Roberto Fabbricini seguito alle dimissioni di Carlo Tavecchio per la mancata qualificazione al Mondiale 2018.

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Il suo mandato nasce nel segno dell’emergenza e della promessa di riformare il sistema: un’operazione politica costruita insieme a Cosimo Sibilia e Damiano Tommasi, con l’avallo dell’allora presidente del Coni Giovanni Malagò. Ma proprio quel “patto” interno si rompe alla vigilia delle elezioni del 2021, quando Sibilia denuncia la mancata staffetta concordata.

Nonostante lo strappo, Gravina viene rieletto con il 73,45% dei voti e consolida il proprio peso internazionale: il 20 aprile 2021 entra nel Comitato Esecutivo Uefa con 53 voti su 55, diventando uno degli uomini di fiducia di Aleksander Ceferin.

Dall’Europeo vinto al tracollo della Nazionale azzurra

Il primo vero turning point del mandato di Gravina è la gestione della pandemia. In piena emergenza Covid riesce a salvare la stagione 2019/20, ottenendo dal governo il via libera alla conclusione estiva del campionato dopo quasi tre mesi di stop.

Il culmine sportivo arriva l’11 luglio 2021: l’Italia di Mancini vince l’Europeo a Wembley contro l’Inghilterra, riportando il titolo continentale dopo oltre mezzo secolo. È il momento di massimo consenso, la “Gravina Story” diventa modello mediatico e il presidente arriva persino a interpretare se stesso nel film tv *“Crazy for Football – Matti per il calcio”* di Volfango De Biasi.

La parabola cambia però rapidamente. Il 24 marzo 2022 la Nazionale fallisce per la seconda volta consecutiva l’accesso al Mondiale, quello in Qatar: uno shock che nel 2018 aveva travolto Tavecchio ma che non induce Gravina alle dimissioni, forte di una maggioranza ancora ampia in Consiglio federale. Nel 2023 ottiene la vicepresidenza Uefa e, con la Turchia, l’assegnazione dell’Europeo 2032 all’Italia, nonostante il pessimo stato degli stadi nazionali.

L’ultima parte della sua presidenza è dominata dalle riforme di governance: modifica dello Statuto, pianificazione pluriennale, aumento del peso della Lega Serie A dal 12% al 18% in Consiglio (con un consigliere in più) e riduzione della rappresentanza dell’Associazione Italiana Arbitri del 2%.

Nel febbraio 2025 arriva una nuova rielezione con il 98,68% dei voti, senza avversari, sostenuto da gran parte dei club di vertice. La piattaforma “a vele spiegate” promette sostenibilità e stabilità per il calcio italiano: “rispettare un impegno preso con me stesso e con gli altri”, lo definisce Gravina, parlando di “atto di forza interiore”.

L’ostinazione politica non regge però al terzo fallimento mondiale consecutivo, consumato ai rigori contro la Bosnia. Le crescenti richieste di dimissioni da parte di tifosi, media e componenti federali spingono anche l’“Iron Gravina” a cedere, chiudendo un ciclo in cui si sono avvicendati tre commissari tecnici, con rotture dolorose e risultati alterni.

Le prossime mosse per rifondare governance e progetto tecnico

La fine dell’era Gravina apre ora un fronte politico e tecnico complesso. Bisognerà definire rapidamente un commissariamento o un percorso elettivo condiviso, ridisegnare i pesi tra Lega Serie A, dilettanti, calciatori e arbitri, e assicurare continuità nei rapporti con Uefa e con il progetto Euro 2032.

Al tempo stesso servirà un nuovo progetto per la Nazionale: scelta del commissario tecnico, investimenti su vivai, riforma dei campionati per aumentare minutaggio agli italiani e intervenire su stadi e infrastrutture. Il vero banco di prova del dopo-Gravina sarà trasformare l’ennesima crisi in un’occasione di rifondazione strutturale e non in un semplice cambio di vertice.

FAQ

Perché Gabriele Gravina si è dimesso dalla Figc?

Le dimissioni arrivano dopo il terzo fallimento consecutivo nella qualificazione ai Mondiali, culminato con l’eliminazione ai rigori contro la Bosnia e fortissime pressioni interne.

Quali sono i principali successi di Gravina alla guida della Figc?

Il successo maggiore è la vittoria di Euro 2021, oltre alla gestione del campionato 2019/20 durante il Covid e all’assegnazione congiunta di Euro 2032 a Italia e Turchia.

Che ruolo ha avuto Gravina in Uefa durante il suo mandato?

Ha ricoperto un ruolo di primo piano: membro del Comitato Esecutivo Uefa dal 2021, poi vicepresidente dal 5 aprile 2023, diventando interlocutore diretto di Aleksander Ceferin.

Cosa cambia ora per la governance della Figc e delle Leghe?

Cambia l’equilibrio politico: saranno ridiscusse riforme su pesi in Consiglio federale, rappresentanza della Lega Serie A e ruolo dell’Associazione Italiana Arbitri.

Qual è la fonte delle informazioni riportate su Gravina e la Figc?

Le informazioni derivano da un’elaborazione congiunta di fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.


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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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