Governo rinvia a ottobre il contributo sui pacchi extra Ue low cost

Governo rinvia a ottobre il contributo sui pacchi extra Ue low cost

22 Giugno 2026

La notizia in sintesi

  • Il governo rinvia al 1 ottobre il contributo sui pacchi extra Ue low cost
  • La misura riguarda spedizioni fino a 150 euro dirette in Italia
  • Coinvolti acquisti su Shein, Temu e AliExpress
  • Il prelievo previsto è di 2 euro per ogni spedizione

(Riassunto generato con AI)

Rinvio al 1 ottobre per i pacchi extra Ue

Il governo italiano ha rinviato al 1 ottobre l’avvio del contributo da 2 euro sulle spedizioni low cost provenienti da Paesi extra Ue e dirette in Italia, misura che coinvolge in modo diretto gli acquisti effettuati su piattaforme come Shein, Temu e AliExpress. La decorrenza, inizialmente prevista da luglio, slitta quindi di alcuni mesi dopo l’approvazione della proroga da parte del Consiglio dei ministri, secondo quanto si apprende.

Il provvedimento riguarda i pacchi con valore dichiarato non superiore a 150 euro, cioè la fascia nella quale si concentra gran parte degli ordini legati al fast fashion e ai piccoli accessori importati soprattutto dalla Cina.

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Il punto centrale è che il prelievo non colpisce il singolo articolo acquistato, ma l’intera spedizione. Questo significa che il contributo resta uguale sia per un ordine molto economico sia per un acquisto più alto, purché entro la soglia prevista.

La misura si inserisce nel confronto sempre più acceso sul peso crescente dell’e-commerce transfrontaliero a basso costo e sui suoi effetti sul mercato interno.

Il rinvio non modifica l’impianto della decisione, ma ne sposta soltanto l’entrata in vigore, lasciando invariati importo e perimetro di applicazione.

Chi paga e su quali acquisti si applica

Il meccanismo indicato è lineare: per ogni spedizione proveniente da un Paese extra Ue e con valore dichiarato fino a 150 euro sarà dovuto un contributo fisso di 2 euro. La soglia è rilevante perché coincide con il segmento più ampio degli acquisti online a basso prezzo, dove si concentra il traffico di capi di abbigliamento economici, oggetti di uso quotidiano e piccoli gadget.

Dal punto di vista operativo, il testo chiarisce un passaggio decisivo: non si tratta di una tassa sul prodotto, ma sul pacco.

Questa distinzione ha conseguenze pratiche immediate per i consumatori. Un ordine da 3 euro e uno da 40 euro, se arrivano in una singola spedizione e restano sotto i 150 euro di valore dichiarato, saranno assoggettati allo stesso prelievo.

Per questo la misura incide in modo proporzionalmente più visibile sugli acquisti di importo molto basso, perché il contributo fisso pesa di più rispetto al prezzo finale pagato dal cliente.

Al contrario, su ordini più vicini alla soglia dei 150 euro l’impatto relativo tende a ridursi, pur restando invariato l’importo richiesto per ciascun invio.

Nel perimetro della norma rientrano gli acquisti effettuati su grandi marketplace internazionali già molto diffusi tra i consumatori italiani, tra cui Shein, Temu e AliExpress, ma la formulazione riguarda in generale i siti extra Ue. Non conta quindi soltanto il nome della piattaforma, bensì l’origine della spedizione e il valore dichiarato del pacco.

Il rinvio deciso dal Consiglio dei ministri sposta l’effetto concreto della misura al periodo autunnale.

Questo concede più tempo a operatori, piattaforme e utenti per misurarsi con un cambiamento che, pur essendo limitato nell’importo nominale, tocca un’area molto ampia dell’e-commerce internazionale a basso costo.

Impatto su consumatori e marketplace

Il differimento al 1 ottobre ha un duplice effetto: da una parte evita l’entrata in vigore immediata durante l’estate, dall’altra conferma che la linea scelta dal governo resta quella di introdurre un costo aggiuntivo standard sulle spedizioni low cost extra Ue. Per il consumatore la variabile decisiva sarà la frequenza degli acquisti, perché il contributo si somma a ogni singolo pacco e non al totale degli ordini effettuati nel tempo.

Per i marketplace internazionali, invece, la misura richiama il tema dell’organizzazione logistica e della frammentazione delle spedizioni.

Se il contributo resta legato al pacco, la struttura degli invii diventa un elemento economicamente sensibile tanto quanto il prezzo dei prodotti. Il rinvio, in questo quadro, non archivia il nodo ma lo rimanda, lasciando aperta la questione del suo effetto reale sulle abitudini d’acquisto in Italia.

FAQ

Quando parte la tassa sui pacchi extra Ue?

Sì, l’entrata in vigore è prevista dal 1 ottobre e non più da luglio.

A quanto ammonta il contributo per ogni spedizione?

Sì, il prelievo indicato è di 2 euro per ciascun pacco proveniente da Paesi extra Ue.

Quali ordini sono coinvolti dalla misura?

Sì, sono interessate le spedizioni con valore dichiarato non superiore a 150 euro dirette in Italia.

La tassa si applica al prodotto o al pacco?

Sì, il contributo si applica alla spedizione e non al singolo bene acquistato.

Qual è la fonte originale della notizia?

Sì, la fonte originale è derivata da un’elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it ed Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.


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