Giappone, il governo propone di ridurre dal 55% al 20% la tassa sulle cripto

13 Luglio 2026

La notizia in sintesi

  • Sanae Takaichi rilancia il ruolo del Web3 nella strategia nazionale giapponese.
  • Il Parlamento valuta un’aliquota crypto uniforme al 20%.
  • La riforma potrebbe entrare in vigore dal 2028.
  • SBI Holdings e Ripple rafforzano l’ecosistema privato.

(Riassunto generato con AI)

Giappone, Web3 al centro della strategia digitale

Il governo del Giappone, attraverso il primo ministro Sanae Takaichi, ha ribadito il sostegno a startup e imprese Web3 durante il WebX 2026 di Tokyo, il 13 luglio. L’intervento video della premier ha presentato blockchain e asset digitali come componenti della più ampia politica nazionale per l’innovazione, non come un comparto separato del mercato crypto. La scelta della conferenza, che secondo gli organizzatori ha riunito circa 15.000 partecipanti, punta a rafforzare il dialogo tra imprenditori, investitori e organizzazioni impegnate nello sviluppo di applicazioni blockchain.

Il messaggio politico arriva mentre il Paese discute una riforma che potrebbe ridurre la tassazione sui profitti da criptovalute fino al 20%, rispetto all’attuale aliquota massima del 55%. L’obiettivo è rendere il quadro fiscale più comparabile a quello previsto per azioni e obbligazioni. La proposta resta tuttavia in fase di approvazione parlamentare e non introduce modifiche immediate per le imprese del settore.

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Riforma fiscale e capitali privati: cosa cambia

Il fulcro della strategia pubblica è il Comprehensive Startup Support Package, formalizzato nel maggio 2025 come evoluzione del piano quinquennale avviato nel 2022. Il governo mira a portare gli investimenti annui nelle startup a circa 10 trilioni di yen entro l’anno fiscale 2027. Nel medesimo orizzonte quinquennale, l’esecutivo indica l’obiettivo di creare 100 aziende unicorno e 100.000 startup.

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La continuità istituzionale è uno degli elementi rilevanti: prima di Takaichi, al WebX erano intervenuti anche gli ex premier Fumio Kishida, nel 2024, e Shigeru Ishiba, nel 2025. Tuttavia, il discorso del 13 luglio non ha annunciato nuovi fondi dedicati né scadenze operative per specifiche misure Web3. Il passaggio decisivo rimane quindi la traduzione degli impegni politici in investimenti effettivamente mobilitati.

La proposta fiscale potrebbe inoltre aprire la strada a ETF crypto domestici. Se approvata, la possibile entrata in vigore dal 2028 renderebbe più chiaro il trattamento degli asset digitali per investitori retail e istituzionali. La riforma viene descritta come un passaggio verso il riconoscimento delle criptovalute quali strumenti finanziari soggetti a supervisione e trasparenza.

Infrastrutture digitali, il banco di prova

Il settore privato si sta già muovendo prima della certezza normativa. SBI Holdings sta sviluppando una presenza integrata negli asset digitali, tra exchange, tokenizzazione, piattaforme di mercato e distribuzione retail, definita dal gruppo “onchain transformation”. Joseph Goh, director e head of Asia Pacific di Areta, ha sintetizzato la strategia affermando: “SBI non sta comprando esposizione alle crypto — sta comprando l’infrastruttura del prossimo sistema finanziario”.

Parallelamente, Ripple e Web3 Salon, sostenuto dalla Japan External Trade Organization, offrono grant fino a 200.000 dollari ai team giapponesi che sviluppano sull’XRP Ledger. I progetti riguardano pagamenti, tokenizzazione di asset reali e finanza decentralizzata. La conseguenza futura dipenderà dalla capacità di far convergere riforme, capitale e infrastrutture in un mercato operativo.

FAQ

Quale riforma crypto valuta il Giappone?

Sì, è in discussione un’aliquota uniforme del 20% sui profitti da criptovalute, allineata al trattamento di azioni e obbligazioni.

Quanto sono tassate oggi le criptovalute?

Sì, in Giappone i guadagni da asset digitali possono oggi essere tassati fino al 55%, secondo le informazioni riportate.

Quando potrebbe partire la nuova tassazione?

Sì, le disposizioni fiscali potrebbero entrare in vigore a partire dal 2028, ma sono ancora all’esame del Parlamento.

Quali obiettivi startup fissa il governo?

Sì, il piano indica circa 10 trilioni di yen annui entro il 2027, oltre a 100 unicorni e 100.000 startup in cinque anni.

Come è stata verificata questa analisi?

Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui The Cryptonomist.

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