Nuove ombre sul giallo di Garlasco e sul ruolo di Andrea Sempio
Nel caso di Garlasco, l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia in provincia di Pavia, torna sotto i riflettori. I pm ipotizzano il coinvolgimento di Andrea Sempio, ma la ricostruzione dei suoi movimenti e della fuga del killer presenta contraddizioni, soprattutto sul presunto uso di una bicicletta. Le testimonianze parlano di un “uomo in bici” e di una bicicletta avvistata vicino alla casa dei Poggi e poi ritrovata in campagna, ma il padre di Sempio afferma che quel giorno il figlio era a piedi. Anche la descrizione della bicicletta di Sempio non coincide con quella indicata dai testimoni. A complicare il quadro, i contestati soliloqui in auto e la discussa “impronta 33” sul muro, al centro di un serrato confronto tra accusa, difesa e consulenti tecnici.
In sintesi:
- La Procura ipotizza il coinvolgimento di Andrea Sempio nell’omicidio di Chiara Poggi.
- Restano dubbi sulla bicicletta usata per la fuga e sugli avvistamenti in campagna.
- I soliloqui in auto di Sempio sono contestati dalla difesa e dai periti audio.
- La “impronta 33” sul muro divide investigatori, legali e consulenti tecnici.
La pista della bicicletta e le incongruenze investigative
Il nodo centrale delle nuove valutazioni investigative riguarda la presunta fuga del killer in bicicletta dalla villetta dei Poggi. Un testimone riferisce di un “uomo in bici” nei pressi dell’abitazione, mentre un altro segnala il ritrovamento di una bicicletta in campagna, ipoteticamente collegata allo stesso soggetto.
Il padre di Andrea Sempio, però, in interrogatorio afferma che il figlio quel giorno “era a piedi”, escludendo quindi l’uso di una bici per gli spostamenti.
Nella testimonianza del 4 ottobre 2008 ai carabinieri di Vigevano, Sempio descrive la propria bici come una “bicicletta da uomo di colore rosso […] munita di un portapacchi a molla sul parafango posteriore”, dettaglio che contrasta con la bici nera indicata dai testimoni oculari. Restano così solo elementi indiziari, privi di un riscontro oggettivo univoco sul mezzo utilizzato per la fuga dopo il delitto.
Ulteriore terreno di scontro sono i soliloqui in auto registrati dagli inquirenti. Per i pm, alcune parole – come il presunto “stronza”, riferito a Chiara Poggi – avrebbero valenza autoaccusatoria.
I legali di Sempio e altri periti sostengono invece che l’audio indichi “stronzata”, con un significato radicalmente diverso e privo di valore confessori.
Su questa ambiguità lessicale si gioca una parte delicata della valutazione probatoria, con la difesa che definisce quelle frasi “incomprensibili” e inidonee a dimostrare un’ammissione di colpa.
L’enigma dell’“impronta 33” e gli scenari ancora aperti
La controversa “impronta 33” sul muro rappresenta uno dei punti più delicati del fascicolo. Per l’accusa sarebbe riconducibile a Andrea Sempio, ma i suoi difensori ritengono che “forse non è neppure sua”. Liborio Cataliotti, intervenendo a Quarto Grado, ha anticipato: *“Presto saprete, ci stiamo lavorando”*, lasciando intendere nuove iniziative difensive.
Anche i consulenti della famiglia Poggi mostrano cautela. Il tecnico Dario Redaelli, all’Agi, definisce “peccato originale” il fatto che l’analisi della 33 non sia stata svolta nell’ambito di un incidente probatorio, con protocolli più stringenti e ripetibili.
Secondo Redaelli, quell’impronta avrebbe potuto offrire riscontri analoghi alla celebre cavigliera di Chiara, magari rivelando tracce di soggetti diversi da Sempio o da
FAQ
Chi è attualmente sotto esame per l’omicidio di Chiara Poggi?
Attualmente l’attenzione investigativa è concentrata su Andrea Sempio, indicato dai pm come possibile responsabile, ma le prove restano esclusivamente indiziarie.
Che ruolo ha la bicicletta nelle nuove ipotesi investigative?
La bicicletta è centrale come possibile mezzo di fuga del killer, ma colore, modello e disponibilità di Sempio non coincidono con le testimonianze.
Cosa sono i soliloqui in auto attribuiti ad Andrea Sempio?
Sono registrazioni ambientali in cui Sempio parla da solo in macchina; l’interpretazione di alcune parole è contestata da difesa e periti.
Perché l’“impronta 33” è così discussa tra gli esperti?
È discussa perché non analizzata in incidente probatorio e potrebbe contenere tracce di soggetti diversi dagli indagati principali.
Da quali fonti è stata elaborata questa ricostruzione giornalistica?
Questa ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



