Delitto di Garlasco, la controffensiva difensiva sugli audio di Andrea Sempio
La difesa di Andrea Sempio, indagato nel delitto di Garlasco, contesta le intercettazioni effettuate dai carabinieri della Moscova, oggi al centro delle nuove indagini della Procura di Pavia. Secondo gli inquirenti, i soliloqui di Sempio costituirebbero una sorta di auto‑confessione, mentre gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia sostengono che le frasi siano state trascritte in modo “suggestivo” e decontestualizzato.
Lunedì 18 maggio, in collegamento con la trasmissione Dentro la notizia, Cataliotti ha illustrato la strategia difensiva, fondata su sei consulenze tecniche e sul riascolto integrale degli audio. Sullo sfondo, il nodo cruciale: stabilire se le conversazioni intercettate possano davvero rappresentare elementi nuovi e attendibili per riaprire in modo decisivo il caso Garlasco, o se invece vadano ridimensionate per limiti tecnici e interpretativi.
In sintesi:
- La Procura di Pavia ritiene i soliloqui di Andrea Sempio una possibile auto‑confessione del delitto di Garlasco.
- La difesa denuncia trascrizioni “suggestive”, frasi decontestualizzate e passaggi incomprensibili nelle intercettazioni della Moscova.
- Sei consulenze tecniche contestano parole chiave come “video”, “penna”, “tre chiamate” e “ce l’ho”.
- L’ingegnere forense Michele Vitiello chiede di basarsi solo su momenti realmente intelligibili.
Come la difesa attacca le trascrizioni e l’uso dei soliloqui
Gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia stanno costruendo una controanalisi sistematica delle intercettazioni attribuite a Andrea Sempio, supportata da sei consulenze tra fonica, linguistica e informatica forense. Secondo la difesa, i dialoghi interiori sarebbero stati riportati “in modo suggestivo”, enfatizzando parole in realtà ambigue o difficilmente intellegibili.
Cataliotti, intervenendo a Dentro la notizia, ha spiegato che Sempio, quando ricostruisce dialoghi “virtuali, reali o compiuti da altri, li riporta come i bambini”, ossia in modo frammentario e imitativo, senza struttura logica pienamente adulta.
L’avvocato sottolinea inoltre che l’indagato commentava ciò che leggeva sui social: reazioni a podcast, commenti online e contenuti sul delitto di Garlasco e sulle indagini a suo carico. In questa chiave, le frasi intercettate sarebbero eco di discussioni pubbliche, non un’ammissione diretta. *“Nulla potrebbe dire che quei dialoghi siano una confessione, a meno che non contengano elementi inediti rispetto alle indagini”*, ribadisce Cataliotti.
Gli interrogativi tecnici sugli audio e gli scenari futuri
L’ingegnere informatico forense Michele Vitiello, già intervenuto a Quarto Grado, ha riascoltato gli audio contestati, evidenziando numerose criticità rispetto alle trascrizioni dei carabinieri della Moscova.
Vitiello osserva che, laddove i verbali riportano “tre chiamate”, lui percepisce soltanto *“mi ha chiamato”*. Nello stesso modo, mette in dubbio la presenza della parola “video”, che collegherebbe Sempio a presunto materiale intimo di Chiara Poggi e Alberto Stasi: *“La parola ‘video’ io non la sento, e anche la parola ‘penna’ mi resta di difficile ascolto”*.
Ancora più delicata la correzione su una frase chiave: dove è stato trascritto “ce l’ho” riferito al presunto video, Vitiello afferma di sentire *“Mica ce l’ho”*, ribaltando il significato probatorio. Pur riconoscendo il lavoro certosino degli inquirenti, l’esperto invita a concentrarsi solo su passaggi pienamente intelligibili.
L’esito delle sei consulenze difensive potrà incidere sulla solidità degli atti investigativi e, di conseguenza, sulla direzione delle nuove indagini sul caso Garlasco.
FAQ
Che cosa contesta la difesa di Andrea Sempio sulle intercettazioni?
La difesa sostiene con decisione che molte frasi siano state trascritte in modo suggestivo, decontestualizzate e basate su passaggi acusticamente poco intelligibili, privi di reale valore confessori.
Qual è il ruolo delle sei consulenze tecniche nella strategia difensiva?
Le sei consulenze mirano a riascoltare gli audio, verificare parola per parola le trascrizioni e dimostrare errori interpretativi, ridimensionando l’impatto probatorio dei soliloqui.
Cosa ha rilevato l’ingegnere forense Michele Vitiello sugli audio?
Vitiello afferma chiaramente di non sentire espressioni come “tre chiamate”, “video” e “ce l’ho”, proponendo invece formule diverse, meno accusatorie.
Perché i riferimenti ai social sono rilevanti per la posizione di Sempio?
Perché, secondo la difesa, Sempio stava commentando contenuti online sul caso, non raccontando azioni proprie, riducendo così il valore di eventuali frasi auto‑incriminanti.
Quali sono le principali fonti informative su cui si basa questo articolo?
L’articolo deriva esplicitamente da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborati dalla nostra Redazione.



