Garlasco, nuova lettura della traccia di sangue di Chiara Poggi rafforza l’ipotesi dell’assassino familiare
Indice dei Contenuti:
Delitto di Garlasco, nuove tracce riaprono il dibattito su dinamica e colpevoli
Chi: il caso riguarda l’omicidio di Chiara Poggi e la condanna di Alberto Stasi.
Che cosa: riemergono la goccia di sangue sul mobile della cucina, una presunta impronta di piede femminile e nuovi audio investigativi.
Dove: nella villetta di via Pascoli a Garlasco, in provincia di Pavia.
Quando: le nuove ipotesi e perizie circolano in queste settimane, a 19 anni dal delitto del 2007.
Perché: le nuove analisi, incluse quelle medico-legali della dottoressa Cattaneo, potrebbero incidere sulla ricostruzione dell’omicidio, riaccendendo interrogativi su tempi, movimenti e possibili protagonisti.
In sintesi:
- Rivalutata la goccia di sangue di Chiara Poggi sul mobile sotto il microonde.
- La Bloodstain Pattern Analysis indica un passaggio in cucina dell’aggressore dopo il delitto.
- Segnalata un’impronta di piede nudo femminile 37-38 con possibile alluce valgo.
- Nuove perizie e audio rilanciano dubbi su dinamica, tempi e responsabilità penali.
Goccia di sangue in cucina e dinamica dell’aggressione
La perizia dei Carabinieri del Ris del 2007 ha individuato in cucina la cosiddetta “traccia 61”, una macchia bruna sullo sportello del mobile sotto il microonde, positiva al test per il sangue.
Secondo la Bloodstain Pattern Analysis, quella goccia sarebbe caduta dall’arma o da un oggetto insanguinato mentre l’aggressore, dopo aver colpito Chiara, si muoveva verso la cucina in cerca di qualcosa.
Il corpo di Chiara Poggi fu trovato sulle scale interne, con le principali concentrazioni di sangue nel salotto, rendendo da anni cruciale capire perché una traccia ematica sia presente in un ambiente diverso.
Il consulente della famiglia Poggi, Marzio Capra, ricostruisce così quella fase: “Dopo l’omicidio l’assassino si è spostato in cucina forse per cercare un sacchetto dove mettere l’arma del delitto e in quel caso gli è caduta la goccia di sangue”.
Una dinamica compatibile anche con la sentenza che ha condannato Alberto Stasi, secondo cui “l’aggressore conosceva quella casa […] si portava poi in cucina, dove sostava brevemente (forse per cercare un sacchetto in cui occultare l’arma e altro), quindi usciva”.
Per i consulenti della parte civile, una fase dell’aggressione sarebbe iniziata o comunque passata dalla zona cucina-soggiorno: “Più elementi ci consentono di ritenere che una fase aggressiva, e anche particolarmente violenta, era già avvenuta in cucina prima di continuare nel soggiorno […] proprio lì è stato rinvenuto a terra il famoso portavasi d’ottone con piedistallo in ferro che è stato preso dentro ed è caduto durante l’aggressione”.
Gli accertamenti su stoviglie, tovaglia, fazzoletti e rifiuti della cucina avrebbero però restituito solo tracce di Chiara Poggi e di Alberto Stasi, coerenti con l’uso domestico precedente, comprese le impronte sul cartone della pizza consumata la sera del 12 agosto.
Un elemento di ulteriore frizione investigativa arriva dalla nuova perizia medico-legale della dottoressa Cattaneo, che collocherebbe il momento della morte almeno mezz’ora più tardi rispetto alla ricostruzione originaria, “rendendo incompatibile la presenza di Alberto Stasi nella villetta” in quella finestra temporale.
Impronta femminile, audio e nuovi scenari investigativi
Le più recenti analisi nella villetta di via Pascoli, riferite dal sito Darkside, avrebbero evidenziato una nuova traccia: un’impronta di piede nudo femminile, numero 37-38, con possibile alluce valgo, rinvenuta davanti alla porta a soffietto dove il corpo di Chiara Poggi sarebbe scivolato dopo l’aggressione.
Chi ha esaminato la traccia sostiene che non coinciderebbe con il piede della vittima, ipotizzando possa appartenere all’autore – o a uno degli autori – del delitto.
Parallelamente circolano nuovi audio e dichiarazioni mediatiche che rilanciano piste alternative. La criminologa Roberta Bruzzone ha sostenuto pubblicamente che il delitto sarebbe stato “commesso da Andrea Sempio e Michele Bertani, con la regia di Stefania Cappa”, chiamando in causa figure già emerse nel contesto relazionale di Garlasco.
Si tratta di ipotesi che, per assumere un reale peso giudiziario, dovranno essere vagliate con metodologie forensi aggiornate, incrociate con i dati storici del fascicolo e compatibili con le motivazioni della condanna di Alberto Stasi, passata in giudicato.
La riapertura tecnica di singoli aspetti – dall’orario della morte ai pattern ematici, fino alle impronte compatibili con un piede femminile – mostra come il delitto di Garlasco resti un caso-scuola per investigatori, magistrati e criminologi.
Le eventuali richieste di revisione o nuovi accertamenti dovranno misurarsi con il principio di certezza del diritto e, al contempo, con l’esigenza di massima aderenza alla verità storica e scientifica, in un equilibrio delicato tra decisione giudiziaria definitiva e nuove evidenze tecniche.
FAQ
Che cos’è la traccia 61 nel caso di Garlasco?
La traccia 61 è una goccia di sangue sul mobile sotto il microonde, rilevata dal Ris nel 2007 tramite test ematico positivo.
Dove è stata trovata l’impronta di piede femminile 37-38?
L’impronta sarebbe stata individuata davanti alla porta a soffietto, nella zona in cui il corpo di Chiara sarebbe scivolato dopo l’aggressione.
La nuova perizia Cattaneo cambia l’orario della morte di Chiara Poggi?
Sì, la perizia posticipa di almeno mezz’ora il momento del decesso, creando una possibile incompatibilità temporale con la presenza di Alberto Stasi.
Cosa sostiene la criminologa Roberta Bruzzone sul delitto di Garlasco?
La criminologa Bruzzone afferma che il delitto sarebbe stato commesso da Andrea Sempio e Michele Bertani, con regia di Stefania Cappa.
Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo sul caso Garlasco?
Questo articolo deriva da una elaborazione congiunta di notizie Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

