Garlasco, Infante ipotizza sabotaggio digitale Stasi e Garofano replica
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Nuove indagini sul delitto di Garlasco al centro di “Ore 14 Sera”
Il talk di Rai 2 “Ore 14 Sera”, condotto da Milo Infante, nella puntata di giovedì 16 aprile 2026 torna sul delitto di Garlasco, riesploso mediaticamente dopo le nuove attività investigative su Andrea Sempio. In studio, tra gli altri, intervengono l’ex comandante del RIS di Parma Luciano Garofano, la giornalista Rita Cavallaro, il penalista Fabio De Rensis, il criminalista del team Poggi Dario Redaelli e il legale dell’ex pm
Le novità riguardano la possibile richiesta di rinvio a giudizio per Sempio, l’analisi di impronte, DNA e vecchi reperti, nonché l’ipotesi di corruzione contestata al padre di Sempio e allo stesso Venditti. Il confronto televisivo mette a nudo vent’anni di dubbi investigativi, ipotetici errori e contrapposizioni tecniche che potrebbero incidere su una futura istanza di revisione della condanna di Alberto Stasi.
In sintesi:
- Nuove analisi su Andrea Sempio e possibili sviluppi verso il rinvio a giudizio.
- Scontro su presunti “88 errori” della prima indagine sul delitto di Garlasco.
- Ipotesi corruttiva su padre di Sempio e ex pm Vincenzo Venditti ancora sotto esame.
- Difesa Stasi valuta la revisione, ma solo dopo la chiusura delle nuove indagini.
La trasmissione ricostruisce le nuove attività tecnico-scientifiche: la Bloodstain Pattern Analysis del colonnello Andrea Berti del RIS di Cagliari viene incrociata con le valutazioni antropometriche dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, che ha misurato arti e piede di Andrea Sempio per confrontarli con le tracce sulla scena del crimine di via Pascoli a Garlasco.
È attesa anche la consulenza genetica del professor Carlo Previderè, che in passato ha individuato un aplotipo Y maschile compatibile con la linea patrilineare di Sempio. A questo si aggiunge un’analisi del RACIS sulla produzione scritta dell’indagato, con particolare attenzione alle pagine anteriori al 2017 oggi mancanti.
In parallelo, emergono nuovi dettagli sui rapporti economici fra il padre di Sempio e l’ex pm Vincenzo Venditti, sulla gestione dei dispositivi elettronici e sulle possibili ricadute di un’eventuale nullità procedurale mai formalmente sollevata dalla difesa di Alberto Stasi nei processi passati.
Impronte, DNA e presunti errori: il confronto tra esperti in studio
Nel dibattito sull’impronta 33, Luciano Garofano chiarisce che l’intonaco è stato completamente consumato e che la traccia residua, una semplice “ombra”, non è risultata riconducibile al sangue, quindi giudicata “non utile”. Sottolinea che tutte le operazioni furono seguite dai consulenti della difesa Avato e Fabbri, senza che fossero mai sollevate nullità procedurali.
La giornalista Rita Cavallaro, che collabora con il settimanale Gente, insiste invece su un elenco di presunti errori investigativi saliti a 88, inclusi gli accertamenti irripetibili sull’impronta 33 effettuati – secondo lei – senza adeguata presenza difensiva. Garofano replica che si tratta di contestazioni mosse da soggetti non presenti sulla scena del crimine.
L’avvocato Fabio De Rensis ricorda i capelli mai analizzati trovati nel lavandino e la tardiva attivazione dei RIS, chiamati a intervenire solo tre giorni dopo l’omicidio di Chiara Poggi. Infante evidenzia poi le anomalie informatiche, come lo svuotamento del cestino del computer di Alberto Stasi, che a suo avviso può far pensare a un sabotaggio, mentre Garofano difende l’operato dei carabinieri territoriali nel contesto tecnico dell’epoca.
Sulla presunta corruzione che coinvolgerebbe il padre di Andrea Sempio e l’ex pm Vincenzo Venditti, la trasmissione ricostruisce le versioni discordanti degli avvocati sul denaro ricevuto. L’avvocato Aiello, legale di Venditti, invita a “mettere la parola fine” ricordando che, in assenza di prove nuove concrete, la condanna di Stasi è definitiva e la sua scarcerazione si avvicina.
Di segno opposto la posizione di Fabio De Rensis, che, insieme all’avvocato Bocellari, ribadisce di non voler presentare una revisione finché non saranno concluse le attuali indagini su Sempio: “La revisione va fatta al momento giusto, solo un avvocato cretino la presenterebbe oggi”. A suo dire, gli elementi già disponibili – DNA, nuove perizie, criticità sui pedali insanguinati e sulle tracce sotto le unghie di Chiara Poggi – aprono margini concreti per future iniziative in sede giudiziaria.
Le prospettive future tra revisione, nuove prove e memoria del caso
Il confronto finale tra il criminalista del team Poggi Dario Redaelli e il penalista Fabio De Rensis mostra due letture opposte del quadro probatorio. Redaelli ribadisce di non aver rilevato alcuna traccia che collochi sulla scena soggetti diversi dalla vittima e dall’unico autore riconosciuto in via definitiva, Alberto Stasi. De Rensis replica richiamando il referto del 118, che non documenta graffi né escoriazioni sull’imputato, in contrasto con quanto riferito da due carabinieri.
Il nodo genetico resta centrale: il DNA sotto le unghie di Chiara Poggi, estraneo a Stasi, viene definito dalla genetista Albani un profilo misto non idoneo all’identificazione, mentre la difesa lo considera determinante nel senso dell’estraneità di Stasi ai fatti. Le prossime consulenze di Andrea Berti e Carlo Previderè, unite agli accertamenti su presunte condotte corruttive, potrebbero aprire uno scenario inedito: una nuova attribuzione di responsabilità o, al contrario, la conferma definitiva dell’impianto accusatorio originario. In entrambi i casi, il caso Garlasco resta destinato a influenzare ancora a lungo la giurisprudenza italiana in tema di indagini scientifiche e revisione dei processi.
FAQ
Chi è Andrea Sempio e perché è tornato al centro del caso Garlasco?
Andrea Sempio è un conoscente dei Poggi, oggi indagato: nuove analisi BPA, antropometriche e genetiche potrebbero portare a una richiesta di rinvio a giudizio.
Cosa si intende per impronta 33 nel delitto di Garlasco?
L’impronta 33 è una traccia muraria ormai consumata. Secondo il generale Garofano non è riconducibile con certezza a sangue, quindi giudicata non utile.
Perché la difesa di Alberto Stasi non ha ancora chiesto la revisione?
La difesa ritiene strategico attendere la chiusura delle indagini su Sempio, per usare eventuali nuovi elementi probatori in modo più solido.
Che ruolo hanno le nuove perizie genetiche nel caso Garlasco?
Le perizie, in particolare quelle del genetista Carlo Previderè, possono chiarire la rilevanza del DNA maschile non riconducibile ad Alberto Stasi.
Da quali fonti è stata ricostruita questa analisi sul caso Garlasco?
Questa analisi deriva da una elaborazione congiunta di contenuti provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.

