La notizia in sintesi:
- Fabio Maria Damato racconta la fine del rapporto con le società di Chiara Ferragni.
- La decisione viene comunicata in auto, durante uno spostamento di lavoro condiviso.
- Nel podcast di Selvaggia Lucarelli emergono dettagli sul monologo sanremese “Cara piccola Chiara”.
- Damato rivela il ruolo degli autori e l’idea alternativa con Katia Follesa mai realizzata.
(Riassunto generato con AI).
Damato racconta l’addio professionale a Chiara Ferragni
Fabio Maria Damato, ex manager e braccio destro di Chiara Ferragni, ha spiegato quando e perché ha interrotto la collaborazione con le sue società. Il racconto arriva nel podcast “Burnout” di Selvaggia Lucarelli, dove Damato ricostruisce il momento esatto della rottura. Il confronto decisivo avviene a Milano, in auto, mentre i due si stanno recando insieme a un appuntamento di lavoro. L’episodio risale alla fase più turbolenta della carriera dell’imprenditrice digitale, quando il “caos” interno avrebbe reso, secondo Damato, difficile mantenere una direzione chiara. L’ex general manager sostiene di essersi dimesso per scelta personale, ritenendo di non poter più dare un contributo strategico. La reazione di Ferragni, da lui descritta come fredda e sintetica, alimenta l’interesse mediatico sulla fine di un sodalizio professionale e di un’amicizia molto esposta, in un momento delicato per l’immagine pubblica del suo brand.
Come è maturata la rottura e cosa è accaduto in auto
Nel dialogo con Selvaggia Lucarelli, Fabio Maria Damato spiega di aver deciso l’uscita dalle aziende di Chiara Ferragni dopo un periodo segnato da “troppo caos” e dalla perdita di direzione strategica.
“Sentivo di non poter più essere utile e di non avere più nulla da dare alle aziende di Chiara”, racconta.
In quei giorni, Ferragni era spesso fuori ufficio: per questo Damato cerca un momento riservato e lo trova in auto, mentre i due stanno andando a un appuntamento.
“Quando io le ho detto questa cosa eravamo in macchina e le ho detto che non c’era più niente che io avessi potuto apportare e quindi le davo le mie dimissioni dalle sue società”, ricostruisce.
La reazione di Ferragni, secondo il suo racconto, è sintetica e poco emotiva: “E lei mi ha guardato e mi ha detto ok, è finita”. Un epilogo asciutto, sorprendente se rapportato al fatto che i due, oltre a lavorare insieme, erano considerati “migliori amici”. Damato precisa comunque che la sua è solo una versione dei fatti, senza pretendere di esaurire la complessità del rapporto.
Il monologo di Sanremo e il retroscena sulla “letterina”
Nell’intervista, Selvaggia Lucarelli chiede a Fabio Maria Damato di chiarire anche uno dei momenti più discussi dell’esposizione televisiva di Chiara Ferragni: la lettera “Cara piccola Chiara”, letta dall’imprenditrice sul palco del Festival di Sanremo all’Ariston.
Lucarelli domanda se l’autore del testo fosse proprio Damato. La risposta è netta: la lettera, afferma, è stata scritta da Ferragni stessa.
“L’autrice della letterina è Chiara Ferragni. Completamente”, spiega, aggiungendo che il testo è stato successivamente rivisto insieme agli autori del Festival, ma mantenendo l’impianto originario: “Chiara era diventata molto gelosa di quel testo: lo sentiva suo, totalmente personale”.
Damato rivela anche un’idea alternativa, mai realizzata: ispirarsi al monologo di Kim Kardashian al “Saturday Night Live”, quindici minuti di autoironia sui cliché che circondano la star. Per questo progetto era stato organizzato un incontro con la comica Katia Follesa, che avrebbe dovuto collaborare alla scrittura. Ferragni però, racconta Damato, ha cambiato rotta, scegliendo il registro più celebrativo e introspettivo che il pubblico ha visto in prima serata Rai.
Le ricadute sull’immagine di Ferragni e sul racconto pubblico
Le rivelazioni di Fabio Maria Damato arrivano in una fase in cui il “Ferragni system” è sotto osservazione continua, tra esiti giudiziari, riflessioni sulla crisi reputazionale e riposizionamento del brand. Il cambio di rotta sul monologo di Sanremo – da possibile esercizio di autoironia con Katia Follesa a testo motivazionale e identitario – illumina le scelte narrative che hanno contribuito a definire l’immagine pubblica di Chiara Ferragni.
Il racconto della rottura in auto e la descrizione di una gestione percepita come caotica suggeriscono una fase di transizione complessa per l’imprenditrice. Le prossime mosse, comunicative e imprenditoriali, diranno quanto queste testimonianze incideranno sulla fiducia del pubblico e dei partner commerciali.
FAQ
Chi è Fabio Maria Damato nel percorso di Chiara Ferragni?
È stato a lungo general manager e braccio destro di Chiara Ferragni, gestendo strategie e operatività delle principali società legate al suo brand.
Perché Fabio Maria Damato ha lasciato le società di Chiara Ferragni?
Ha dichiarato di essersi dimesso volontariamente perché, in un clima di “troppo caos”, non si sentiva più utile né strategico.
Chi ha scritto davvero la lettera sanremese “Cara piccola Chiara”?
Secondo Damato, l’autrice è completamente Chiara Ferragni; il testo è stato solo rivisto insieme agli autori del Festival.
Che ruolo avrebbe dovuto avere Katia Follesa nel monologo di Sanremo?
Avrebbe dovuto aiutare a scrivere un monologo autoironico, ispirato a Kim Kardashian al “Saturday Night Live”, progetto poi abbandonato.
Da quali fonti è stata ricostruita questa notizia?
La ricostruzione deriva da un’elaborazione congiunta di notizie Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



