Pensioni, da agosto trattenuta del 5% per chi non ha comunicato i redditi 2022

2 Agosto 2026

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La notizia in sintesi

  • INPS avvia trattenute sulle pensioni collegate al reddito.
  • Il provvedimento riguarda redditi percepiti nel 2022 non dichiarati.
  • La sospensione prevede una trattenuta del 5% sull’importo lordo.
  • La regolarizzazione deve avvenire entro il 15 settembre 2026.

(Riassunto generato con AI)

Tagli INPS sulle pensioni da agosto

INPS avvia da agosto la sospensione delle prestazioni pensionistiche collegate al reddito per migliaia di beneficiari che non hanno ancora comunicato i redditi percepiti nel 2022. Il provvedimento riguarda chi non ha rispettato l’obbligo dichiarativo entro la conclusione della campagna Red 2023, prevista per consentire all’Istituto di verificare il mantenimento dei requisiti economici.

La misura si applica in Italia e comporta una trattenuta del 5% dell’importo pensionistico lordo. L’intervento è previsto dalla normativa e nasce dalla mancata trasmissione dei dati reddituali necessari a valutare prestazioni la cui erogazione è legata alla situazione economica del percettore.

Per gli interessati, quindi, l’adempimento non è soltanto formale: la comunicazione dei redditi è il passaggio necessario per evitare che la sospensione evolva in una revoca della prestazione. Il termine indicato per regolarizzare la posizione è il 15 settembre 2026.

Come funziona la trattenuta del 5%

La fase avviata da INPS prevede una riduzione temporanea pari al 5% della pensione lorda per i beneficiari che non hanno presentato la dichiarazione richiesta. La trattenuta non equivale, in questa fase, alla perdita immediata della prestazione: rappresenta invece la sospensione prevista per chi non ha adempiuto entro la chiusura della campagna Red 2023.

Il dato centrale è l’anno di riferimento della comunicazione: i redditi percepiti nel 2022. Sono queste informazioni a dover essere trasmesse all’Istituto per aggiornare la posizione del pensionato e verificare l’eventuale diritto alle somme collegate al reddito.

La procedura distingue dunque tra la mancata comunicazione e l’accertamento definitivo dell’assenza dei requisiti. Finché la posizione può essere regolarizzata, il beneficiario ha indicato un termine entro il quale fornire i dati richiesti. La sospensione opera proprio per sollecitare questo passaggio amministrativo.

La percentuale si calcola sull’importo pensionistico lordo, non su quello netto effettivamente accreditato. Il provvedimento coinvolge prestazioni collegate al reddito e non descrive un taglio generalizzato rivolto a tutti i pensionati.

Questa distinzione è rilevante perché circoscrive l’intervento ai soggetti per i quali la dichiarazione reddituale costituisce un requisito per la verifica della prestazione.

Il rischio della revoca dopo la scadenza

Se la posizione non verrà regolarizzata entro il 15 settembre 2026, la conseguenza prevista è la revoca definitiva della prestazione. In questo scenario, INPS procederà anche al recupero delle somme eventualmente percepite senza averne diritto.

La scadenza segna quindi il passaggio più delicato della procedura: fino a quel momento la priorità è trasmettere i redditi del 2022 richiesti dall’Istituto. La documentazione consente di definire la posizione individuale e di evitare che la sospensione si trasformi in perdita stabile del beneficio.

Per i pensionati coinvolti, il punto operativo resta la verifica dell’avvenuto adempimento nella campagna Red 2023 e, in caso contrario, la regolarizzazione entro il termine indicato.

FAQ

Chi subisce la trattenuta sulle pensioni?

Sì, la trattenuta riguarda i beneficiari di prestazioni collegate al reddito che non hanno comunicato a INPS i redditi percepiti nel 2022.

A quanto ammonta il taglio previsto?

Sì, la sospensione comporta una trattenuta pari al 5% dell’importo pensionistico lordo, secondo la procedura avviata dall’INPS.

Quale dichiarazione manca ai pensionati interessati?

Sì, manca la comunicazione dei redditi percepiti nel 2022, da presentare nell’ambito degli obblighi connessi alla campagna Red 2023.

Entro quando si deve regolarizzare la posizione?

Sì, la posizione deve essere regolarizzata entro il 15 settembre 2026 per evitare la revoca definitiva della prestazione e il recupero di somme indebite.

Su quali fonti si basa questo contenuto?

Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata condotta dalla nostra Redazione su numerose fonti, tra cui Leggo.

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