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8 Marzo 2026

Menarini, crescita 2025 e allarme su politiche Ue per il farmaco

Il Gruppo farmaceutico Menarini, guidato dall’azionista e board member Lucia Aleotti, ha presentato a Firenze i risultati 2025, confermando una crescita solida autofinanziata, senza debito bancario. L’annuncio è avvenuto presso la Camera di Commercio, alla presenza anche del Ceo Elcin Barker Ergun, in un contesto di forte espansione internazionale e investimenti crescenti in ricerca e sviluppo.
Al centro dell’incontro non solo i numeri del bilancio, ma anche un duro monito sulle politiche europee per il settore farmaceutico, ritenute da Aleotti penalizzanti rispetto a Stati Uniti e Cina.
La manager ha rivendicato il radicamento industriale a Firenze, con nuovi investimenti produttivi, e ha chiesto un cambio di rotta urgente dell’Unione europea su proprietà intellettuale, data protection e tassazione ambientale, tema definito emblematicamente “direttiva sulla pipì”.

In sintesi:

  • Crescita 2025 di Menarini solida, interamente autofinanziata, senza esposizione bancaria.
  • Investimenti in R&S a 540 milioni, oltre l’11% del fatturato farmaceutico.
  • Nuovo investimento da 14-15 milioni nello stabilimento storico di Firenze.
  • Critica di Lucia Aleotti alle politiche Ue su brevetti e “tassa sulle acque reflue”.

Numeri, investimenti globali e strategia industriale di Menarini

Lucia Aleotti ha evidenziato come il 2025 confermi “una crescita solida” di Menarini, ottenuta “attraverso autofinanziamento, senza esposizione bancaria” e con il “totale reinvestimento degli utili”. L’Ebitda è atteso “più o meno in linea” con i 450 milioni di euro dell’anno precedente.

La ricerca e sviluppo resta il perno strategico: l’azienda ha incrementato gli investimenti da 500 milioni nel 2024 a 540 milioni nel 2025, pari a oltre l’11% del fatturato farmaceutico, confermando l’orientamento a nuovi farmaci innovativi.

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Sul piano geografico, Aleotti ha indicato performance in miglioramento nella penisola arabica, negli Emirati e in America Latina, nonostante l’effetto cambio. Dopo una fase di rallentamento, anche la Cina è tornata a crescere “in modo solido”, insieme ad altre aree del Sud-est asiatico, considerate molto promettenti per il 2026.

Particolare rilievo alla “fiorentinità” del gruppo: nello stabilimento di Firenze, a poche centinaia di metri dal Duomo, è stato approvato un investimento da 14-15 milioni di euro per ristrutturare il reparto fiale e installare una nuova linea in asepsi, con l’obiettivo di rendere il sito “sempre più efficiente e al passo con i tempi”.

Aleotti ha definito Menarini “un’azienda solida, con un modello gestionale estremamente sano e produttivo”, capace di condividere una visione integrata di breve, medio e lungo termine e di sostenere sviluppo, occupazione e autonomia industriale europea nel comparto salute.

L’allarme di Aleotti su proprietà intellettuale e direttiva Ue “sulla pipì”

Accanto ai numeri industriali, Lucia Aleotti ha lanciato un forte appello politico sul quadro regolatorio europeo. A suo giudizio, “andrebbe aumentata la durata della proprietà intellettuale in Europa”, poiché nella farmaceutica “la proprietà intellettuale è l’incentivo numero uno” a investire in R&S e a generare ritorni che alimentano ulteriori innovazioni.

In particolare, ha richiamato il regime di data protection, definito “estremamente importante soprattutto per i farmaci biologici, ma non solo”, sottolineando come Stati Uniti e Cina garantiscano livelli di protezione più elevati, con il rischio di attrarre lì la maggior parte degli investimenti globali.

Aleotti ha ricordato che “dieci anni fa Europa e Stati Uniti avevano lo stesso numero di brevetti farmaceutici e la Cina era a un terzo”; oggi l’Europa è scivolata al terzo posto, “un segnale di urgenza” per rilanciare la ricerca nel continente.

Sul ruolo crescente dei governi come “player ancora più grandi” nel pharma, Aleotti ha contrapposto le politiche cinesi, basate su sovvenzioni, e quelle americane, mirate ad attrarre aziende, alle scelte dell’Unione europea, criticando in particolare la direttiva sulle acque reflue.

“Mentre la Cina sovvenziona la ricerca e gli Stati Uniti attuano politiche per attrarre le aziende, l’Europa mette la tassa sulle acque reflue, che poi non è altro, scusate la parola, che una tassa sulla pipì”, ha affermato.

Secondo Aleotti, la norma obbliga le imprese a farsi carico dei costi di depurazione dei residui farmaceutici presenti nelle urine e quindi nei reflui, con un impatto stimato da Farmindustria tedesca in 12 miliardi di euro l’anno.

“Considerando che per lo sviluppo di un farmaco serve un investimento di circa 1,2 miliardi, questo significa dieci farmaci che ogni anno non verranno sviluppati”, ha spiegato, definendo la misura “politica anti-industriale, non politica industriale”.

Da qui la richiesta a Bruxelles e ai governi nazionali, inclusi quelli di Italia, Francia e Germania, di sostenere con politiche coerenti la competitività delle aziende europee e l’indipendenza strategica delle economie nel settore salute.

FAQ

Quanto ha investito Menarini in ricerca e sviluppo nel 2025?

Nel 2025 Menarini ha investito 540 milioni di euro in ricerca e sviluppo, in crescita rispetto ai 500 milioni del 2024.

Qual è l’ammontare dell’investimento di Menarini nello stabilimento di Firenze?

Lo stabilimento storico di Firenze riceverà un investimento compreso tra 14 e 15 milioni di euro per reparto fiale e nuova linea asettica.

Perché Lucia Aleotti critica la direttiva europea sulle acque reflue?

Aleotti la definisce “tassa sulla pipì” perché trasferisce sulle aziende costi di depurazione stimati in 12 miliardi l’anno, sottraendo risorse a dieci nuovi farmaci.

Qual è il ruolo della proprietà intellettuale per l’innovazione farmaceutica?

La proprietà intellettuale, inclusa la data protection, garantisce il ritorno sugli investimenti in R&S, incentivando lo sviluppo di nuovi farmaci innovativi.

Da quali fonti è stata rielaborata la notizia su Menarini?

La notizia è stata elaborata dalla nostra Redazione sulla base congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.


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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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