La notizia in sintesi
- Eurostat segnala inflazione Eurozona al 2,9% a luglio.
- La componente core sale al 2,5%, oltre il dato di giugno.
- I mercati aumentano le attese di un rialzo BCE a settembre.
- In Italia l’inflazione rallenta al 2,8%, secondo Istat.
(Riassunto generato con AI)
Inflazione Eurozona accelera a luglio
L’inflazione nell’Eurozona è tornata ad accelerare a luglio, secondo i dati preliminari diffusi il 31 luglio 2026 da Eurostat, rafforzando l’attenzione dei mercati sulle prossime mosse della BCE guidata da Christine Lagarde. L’indice dei prezzi al consumo è salito del 2,9% su base annua, dal 2,8% di giugno, in linea con le attese. Il dato è rilevante perché evidenzia pressioni sui prezzi ancora superiori al target del 2% perseguito dalla Banca centrale europea.
Il quadro riguarda l’intera area della moneta unica e arriva mentre gli investitori valutano la possibilità di una nuova stretta monetaria nella riunione BCE del 9 e 10 settembre a Berlino. A pesare è soprattutto l’aumento dell’inflazione core, calcolata al netto di energia e alimentari, salita al 2,5% dal 2,4% precedente. Questo indicatore viene osservato con particolare attenzione perché può segnalare una persistenza delle spinte inflazionistiche nell’economia.
Energia, servizi e segnali per la BCE
La lettura delle componenti dell’indice mostra dinamiche divergenti. I prezzi dell’energia hanno registrato un incremento annuo del 10%, in accelerazione dall’8,5%, mentre i servizi sono saliti del 3,3%, dal 3,2% di giugno. I beni alimentari hanno invece rallentato, con un aumento dell’1,2% rispetto all’1,5% precedente.
Su base mensile, l’energia è cresciuta del 2,4% e i servizi dell’1,1% rispetto a giugno. Sono dati che alimentano le valutazioni sui possibili effetti indiretti degli shock energetici, tema già richiamato da Lagarde. La presidente BCE aveva avvertito della presenza di “rischi al rialzo per l’inflazione”, legati anche alla possibilità che gli aumenti energetici si trasmettano più ampiamente all’economia.
“Non stiamo ancora vedendo effetti di secondo impatto”, aveva osservato Christine Lagarde dopo l’ultima riunione del Consiglio direttivo, il 23 luglio. L’accelerazione del dato core non prova da sola l’avvio di una spirale salari-prezzi, ma rende più delicata questa valutazione. La spirale si verifica quando le richieste salariali per recuperare potere d’acquisto e i rincari applicati dalle imprese si alimentano reciprocamente.
Mercati più cauti in vista di settembre
Dopo la pubblicazione dell’indice, i mercati hanno aumentato le scommesse su un rialzo dei tassi BCE a settembre: la probabilità indicata è salita a circa il 66%, dal 64% a inizio settimana. Il dato Eurostat resta preliminare e potrà essere confermato o rivisto. Nell’ultima riunione la BCE aveva lasciato invariati i tassi sui depositi al 2,25%, sulle operazioni principali al 2,40% e sui rifinanziamenti marginali al 2,65%.
In Italia, intanto, l’inflazione di luglio è scesa al 2,8% dal 3%, secondo le stime preliminari Istat. L’andamento italiano non elimina però la pressione sull’area euro, mentre il dibattito internazionale coinvolge anche la Fed e il suo presidente Kevin Warsh.
FAQ
Quanto è salita l’inflazione nell’Eurozona?
Sì, l’indice CPI dell’Eurozona è aumentato del 2,9% annuo a luglio, rispetto al 2,8% registrato nel mese di giugno.
Qual è il dato dell’inflazione core europea?
Sì, l’inflazione core è salita al 2,5% annuo a luglio, dal 2,4% di giugno, superando l’accelerazione dell’indice generale.
Perché i prezzi energetici preoccupano la BCE?
Sì, l’energia è rincarata del 10% annuo e del 2,4% mensile, aumentando il rischio di effetti più diffusi sui prezzi.
Quando si riunirà la BCE sui tassi?
Sì, la prossima riunione BCE è prevista il 9 e 10 settembre a Berlino, con mercati che stimano circa il 66% di probabilità di rialzo.
Come è stata verificata questa analisi?
Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata condotta dalla nostra Redazione su numerose fonti, tra cui Money.it.



