Ecobonus moto e scooter, partono le nuove prenotazioni incentivi statali

Ecobonus moto e scooter, partono le nuove prenotazioni incentivi statali

17 Marzo 2026

Ecobonus moto e motorini 2024: chi può chiedere gli incentivi e come

Da lunedì 18 marzo 2024, alle ore 12, i concessionari di tutta Italia possono prenotare gli incentivi Ecobonus per l’acquisto di nuovi ciclomotori e motocicli elettrici o ibridi di categoria Le, attraverso il portale ufficiale ecobonus.mimit.gov.it.
La misura, finanziata dalla legge di Bilancio 2021 e gestita da Invitalia per il ministero delle Imprese e del Made in Italy, punta a sostenere la mobilità a basse emissioni e il rinnovo del parco veicoli circolante.
Gli sconti arrivano fino al 40% del prezzo di listino, con tetti massimi differenziati a seconda che vi sia o meno rottamazione di un mezzo vecchio.

In sintesi:

  • Incentivi dal 18 marzo 2024 per ciclomotori e motocicli elettrici e ibridi categoria Le.
  • Sconto del 30% senza rottamazione fino a 3.000 euro sul prezzo d’acquisto.
  • Sconto del 40% con rottamazione fino a 4.000 euro, tramite concessionari aderenti.
  • Fondi complessivi 150 milioni 2021-2026, gestione operativa affidata a Invitalia.

Come funziona l’ecobonus per ciclomotori e motocicli categoria Le

La legge di Bilancio 2021 ha stanziato complessivamente 150 milioni di euro per gli incentivi ai veicoli di categoria Le: 20 milioni l’anno dal 2021 al 2023 e 30 milioni l’anno dal 2024 al 2026.

Il contributo riguarda esclusivamente veicoli nuovi di fabbrica elettrici o ibridi, nelle sottocategorie L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e, L7e, comprendendo ciclomotori e motoveicoli a due, tre o quattro ruote. L’incentivo è erogato sotto forma di sconto direttamente in fattura da parte del concessionario e viene poi rimborsato allo stesso tramite la piattaforma ecobonus.mimit.gov.it.

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La percentuale di contributo è del 30% del prezzo di acquisto fino a un massimo di 3.000 euro in assenza di rottamazione. Sale al 40%, con tetto di 4.000 euro, se l’acquisto è abbinato alla rottamazione di un vecchio veicolo, secondo i requisiti normativi vigenti.

La gestione amministrativa e informatica della misura è affidata a Invitalia, che opera per conto del ministero delle Imprese e del Made in Italy, garantendo controllo delle domande e monitoraggio dei fondi disponibili.

Impatto sulla mobilità urbana e possibili sviluppi futuri

Il rilancio degli incentivi per moto e motorini elettrici o ibridi può incidere significativamente sulla mobilità urbana, riducendo emissioni e inquinamento acustico nelle principali città italiane.

La stabilità del fondo, programmato fino al 2026, offre a costruttori, concessionari e consumatori un orizzonte temporale sufficiente per pianificare investimenti e sostituzioni di veicoli obsoleti.

Resta da monitorare il tasso di utilizzo dei fondi e l’eventuale necessità di rimodulare le percentuali di contributo o i tetti di spesa, alla luce dell’evoluzione dei prezzi dei veicoli elettrici e dell’adozione reale da parte degli utenti urbani ed extraurbani.

FAQ

Chi può ottenere l’ecobonus per moto e motorini categoria Le?

Possono ottenerlo persone fisiche e, secondo i decreti attuativi vigenti, specifiche categorie di imprese che acquistano veicoli nuovi elettrici o ibridi di categoria Le tramite concessionari aderenti.

Come si richiede l’incentivo ecobonus per i veicoli Le?

L’incentivo viene richiesto esclusivamente dal concessionario, che prenota il contributo sul portale ufficiale ecobonus.mimit.gov.it e applica lo sconto direttamente in fattura all’acquirente.

È obbligatoria la rottamazione per accedere all’ecobonus moto?

Non è obbligatoria. Senza rottamazione lo sconto è del 30% fino a 3.000 euro; con rottamazione sale al 40% fino a 4.000 euro.

Quali veicoli rientrano nella categoria Le per l’ecobonus?

Rientrano ciclomotori e motoveicoli elettrici o ibridi nuovi di fabbrica delle categorie L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e e L7e, a due, tre o quattro ruote.

Quali sono le fonti ufficiali utilizzate per queste informazioni?

Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.


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