La notizia in sintesi:
- Il regista premio Oscar Daniel Roher firma il thriller musicale “Tuner – L’accordatore”.
- Dustin Hoffman e Leo Woodall interpretano due accordatori di pianoforti dal passato complesso.
- Il giovane Niki, con udito assoluto e iperacusia, viene coinvolto in un pericoloso heist.
- Il film unisce tensione criminale, riflessione identitaria e profondo amore per il pianoforte.
(Riassunto generato con AI).
Un thriller sul suono che diventa viaggio nell’identità
Chi guida “Tuner – L’accordatore” è il regista canadese Daniel Roher, vincitore dell’Oscar 2023 per il documentario Navalny. Dopo un blocco creativo, ha ritrovato ispirazione incontrando a Los Angeles l’accordatore di pianoforti Peter White, il cui approccio quasi spirituale al suono ha acceso la scintilla del nuovo film.
Che cosa porta in sala dal 28 maggio è un thriller psicologico e heist movie incentrato su due accordatori: il veterano Dustin Hoffman e il giovane talento ferito Leo Woodall. Dove si sviluppa la storia è il mondo nascosto dei pianoforti, tra salotti privati, caveau e stanze d’albergo dove l’orecchio umano diventa strumento di precisione criminale.
Quando la vita di Niki viene stravolta è il momento in cui qualcuno intuisce che il suo “orecchio assoluto” può servire ad aprire cassaforti. Perché “Tuner – L’accordatore” punta al cuore del pubblico è la domanda identitaria che lo attraversa: chi siamo quando il talento che ci definisce viene spezzato?
Musica, crimine e redenzione: il cuore di “Tuner – L’accordatore”
In “Tuner – L’accordatore” Dustin Hoffman è Harry Horowitz, maestro accordatore che conosce ogni vibrazione del pianoforte e custodisce il mestiere come un’arte segreta. Il suo apprendista Niki, interpretato da Leo Woodall, è un ex enfant prodige costretto ad abbandonare il concertismo a causa dell’iperacusia, disturbo che rende insopportabili i rumori del mondo e lo obbliga alle cuffie protettive.
Niki possiede però un’arma rarissima: l’udito assoluto. È questo dono-maledizione a trasformarlo in una pedina preziosa per chi vuole svaligiare caveau, sfruttando la sua capacità di leggere le vibrazioni meccaniche come note di una partitura. Il ragazzo si ritrova così stretto tra la lealtà verso il mentore, la tentazione del crimine e il rischio di perdere definitivamente se stesso.
Woodall racconta di aver accettato il ruolo “per tre motivi”: lavorare con Dustin Hoffman, la forza della sceneggiatura e la possibilità di incarnare un personaggio che ogni giorno convive con dolore e frustrazione. Il film, spiega, lo ha colpito per la domanda centrale posta da Daniel Roher: “Se la tua passione, il tuo talento o ciò che ti fa sentire te stesso ti vengono portati via, tu chi sei?”. È su questo crinale emotivo che il thriller costruisce tensione, trasformando il suono in campo di battaglia morale.
Il legame personale di Dustin Hoffman con il pianoforte
Il personaggio di Horowitz è stato scritto su misura per Dustin Hoffman, che prima di diventare attore aveva studiato al Conservatorio di Los Angeles con l’ambizione di fare il pianista. Per Daniel Roher il sì di Hoffman alla sceneggiatura è stato “il più grande riconoscimento” del proprio lavoro.
Hoffman è rimasto colpito dal modo in cui il film rinnova il genere heist, rendendolo “fresco e coinvolgente” attraverso l’angolo inedito dell’accordatura. Il ruolo lo ha toccato anche sul piano biografico: «Ho passato la vita a suonare e a studiare il piano con insegnanti che erano anche accordatori», racconta, sottolineando come spesso questi artigiani siano pianisti di altissimo livello ma poco valorizzati.
La memoria di un vecchio maestro torna emblematica: «Ricordo che uno di loro una volta mi disse: “Penso che ogni pianoforte abbia un’anima diversa”». È proprio questa idea – ogni strumento come creatura unica, da ascoltare e non solo da suonare – a permeare il film, che unisce conoscenza tecnica, sguardo autoriale e tensione narrativa pensata per il pubblico internazionale.
Un film che apre nuove strade al thriller musicale
“Tuner – L’accordatore” arriva in un momento in cui il cinema di genere cerca linguaggi originali per distinguersi nell’offerta globale delle piattaforme. Roher sceglie di usare il suono come vero protagonista, trasformando la disabilità uditiva in lente drammaturgica e metafora esistenziale.
Il film potrebbe inaugurare una nuova stagione di thriller musicali ad alto tasso autoriale, dove la precisione del mestiere – l’accordatura – diventa chiave per riflettere su identità, abuso del talento e mercificazione dei doni individuali. Per il pubblico di Google News e Google Discover “Tuner – L’accordatore” rappresenta così non solo un’uscita cinematografica di rilievo, ma anche un caso di studio su come il racconto del suono possa evolvere nel cinema contemporaneo.
FAQ
Quando esce al cinema “Tuner – L’accordatore”?
Il film “Tuner – L’accordatore” arriva nelle sale italiane a partire dal 28 maggio, con distribuzione tradizionale in circuito nazionale.
Chi è il regista di “Tuner – L’accordatore”?
Il film è diretto da Daniel Roher, premiato con l’Oscar 2023 per il documentario Navalny, qui al suo nuovo progetto di finzione.
Qual è il ruolo di Dustin Hoffman nel film?
Dustin Hoffman interpreta Harry Horowitz, esperto accordatore di pianoforti e mentore del protagonista Niki, coinvolto in un rischioso heist.
Che cos’è l’iperacusia del protagonista Niki?
L’iperacusia è un’eccessiva sensibilità ai suoni. Nel film costringe Niki a portare cuffie e ad abbandonare la carriera di pianista.
Da quali fonti deriva la ricostruzione della notizia sul film?
La ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it rielaborate dalla nostra Redazione.



