Uno Bianca il capo banda rivela in tv una verità inedita

Uno Bianca il capo banda rivela in tv una verità inedita

6 Maggio 2026

Uno Bianca, nuove accuse sui servizi segreti riaprono il caso dopo 30 anni

La storica vicenda criminale della banda della Uno Bianca torna al centro dell’attenzione giudiziaria e mediatica. Roberto Savi, ex poliziotto e capo del gruppo responsabile di 24 omicidi tra Emilia-Romagna e Marche, ha suggerito in tv un coinvolgimento dei servizi segreti in alcuni delitti. Le dichiarazioni sono state rese dal carcere di Bollate, in un’intervista concessa a Francesca Fagnani per “Belve Crime” su Rai2, andata in onda martedì sera. La Procura ha avviato verifiche su quanto emerso, valutando se si tratti di nuove rivelazioni o di un depistaggio tardivo. Le affermazioni di Savi riaprono interrogativi su uno dei casi più oscuri degli anni Novanta e provocano la dura reazione dei familiari delle vittime.

In sintesi:

  • In tv Roberto Savi suggerisce il coinvolgimento di apparati dei servizi segreti in alcuni omicidi.
  • La Procura valuta nuove indagini e sentirà Savi nel carcere di Bollate.
  • I familiari delle vittime contestano l’intervista e minacciano azioni legali.
  • Il caso Uno Bianca torna centrale nel dibattito su Stato, sicurezza e verità.

Le frasi di Roberto Savi e l’impatto sulle indagini ancora aperte

Nel colloquio con Francesca Fagnani, dopo 32 anni di silenzio pubblico, Roberto Savi ha affermato che “alcuni omicidi non li abbiamo voluti noi”, lasciando intendere pressioni o ordini esterni.
Ha inoltre evocato contatti con “apparati che prima hanno evitato ci prendessero e poi ci hanno fatto prendere”, sostenendo di essere stato a Romatutte le settimane almeno 2 o 3 giorni”.

Queste frasi, inserite in un contesto di allusioni e silenzi, hanno indotto la Procura a programmare un nuovo interrogatorio in carcere, per verificare se esistano elementi concreti su eventuali legami con i servizi o se si tratti di un tentativo di riscrivere il passato.
La banda della Uno Bianca fu attiva tra il 1987 e il 1994, con oltre 100 azioni criminali, 24 morti e 114 feriti: quasi tutti i componenti erano poliziotti, guidati dai fratelli Roberto, Fabio e Alberto Savi, condannati all’ergastolo insieme a Marino Occhipinti.

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La rabbia dei familiari e l’eredità mediatica del caso Uno Bianca

Le nuove dichiarazioni hanno scatenato l’indignazione dei familiari delle vittime. Alberto Capolungo, figlio di Pietro Capolungo, ex carabiniere indicato come vicino ai servizi, ha definito l’intervista “una operazione indegna” e valuta una querela.
Se ha qualcosa da dire, lo dica ai magistrati. Mio padre non ha mai fatto parte dei servizi segreti”, ha precisato, contestando ogni allusione.

Francesca Fagnani ha rivendicato l’obiettivo giornalistico di contribuire alla ricerca della verità, auspicando che quanto emerso venga vagliato “nelle sedi competenti”.
Il caso Uno Bianca continua anche ad alimentare l’immaginario collettivo: nel 2001 il regista Michele Soavi ha firmato una miniserie di successo in due puntate, con Kim Rossi Stuart nel ruolo dell’ispettore Valerio Malesi, il poliziotto che, ispirato a figure reali delle indagini di Rimini, porta all’arresto della banda.

FAQ

Chi era la banda della Uno Bianca e dove agiva?

La banda della Uno Bianca era un gruppo di poliziotti criminali, attivo tra Emilia-Romagna e Marche tra 1987 e 1994.

Quante vittime ha causato la banda della Uno Bianca?

La banda ha compiuto oltre 100 azioni criminali, causando 24 morti e 114 feriti secondo le sentenze definitive.

Cosa ha dichiarato di nuovo Roberto Savi in televisione?

Roberto Savi ha suggerito che alcuni omicidi sarebbero stati decisi da apparati esterni, evocando possibili coinvolgimenti dei servizi segreti.

Perché i familiari delle vittime contestano l’intervista a Savi?

Contestano perché considerano l’intervista offensiva, temono depistaggi mediatici e chiedono che eventuali nuove verità emergano solo davanti ai magistrati.

Quali sono le fonti principali utilizzate per questo articolo?

L’articolo deriva da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.


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