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iPhone ed iPad in Italia la polemica sul disegno di legge Quintarelli: ecco cosa dice davvero

23 Giugno 2017

Un articolo sul Corriere della Sera ha generato un maremoto tra i fan della mela in Italia. Un progetto di legge a prima firma Quintarelli starebbe per costringere Apple a bloccare le vendite di iPhone in Italia.

Ma e’ davvero cosi’ ?

Fa riflettere che tra i vari virgolettati nell’articolo non ci sia nessuna dichiarazione dello stesso Quintarelli, come evidenziato dallo stesso su twitter.

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Un dubbio sorge leggendo che la legge sarebbe “sostenuta fortemente dai 5 stelle”, ma basta una semplice ricerca sul sito della Camera per scoprire che è stata approvata all’unanimità alla Camera con il parere favorevole del Governo Renzi.

Che l’autore non sia ferratissimo dell’argomento si scopre anche quando parla di “sorgente libera” dicendo che “su computer e dispositivi mobili Apple non è possibile installare software a sorgente libera”. Oltre all’errore lessicale, anche questo è notoriamente non vero.

Che una legge – come poi affermato nel paragrafo successivo – possa costituire un comportamento di dubbia legalità, è un ossimoro giuridico evidente anche ai non addetti.

La stranezza e gli errori continuano quando afferma che appariva su un binario morto e che invece sarebbe vicina una sua prossima calendarizzazione al Senato.

Anche qui una semplice ricerca sul sito del Senato smentisce l’articolo del Corriere perchè l’iter al Senato è iniziato a novembre 2016 e non si è mai arrestato; è stato votato in tutte le commissioni e a fine maggio ne è stata disposta la trattazione in aula nel mese di giugno.

In prima fila tra i critici vi sarebbero l’On. Boccadutri, che però non risulta agli atti si sia mai opposto al progetto di legge, e l’on. Gozi che in parlamento ha dato parere favorevole.

Una fila di svarioni impareggiabile, ripresa a pie’ sospinto da complottisti, webzine e fan della mela morsicata.

Quintarelli su twitter ha risposto a critici rinviando alla lettura del “combinato disposto dell’articolo 4 e dell’articolo 6”.

Cosa che noi abbiamo fatto ed abbiamo scoperto con l’aiuto del nostro avvocato che ci ha spiegato che l’unico caso in cui e’ sanzionata l’impossibilita’ di installare o disinstallare software, e’ se si causa all’utente un danno, secondo le norme relative alle pratiche commerciali scorrette sancite nel Codice del Consumo.

E’ sanzionabile cioè la violazione dell’articolo 4 se questo avviene con un comportamento che viola anche il Codice del Consumo. Entrambe le fattispecie devono essere presenti. e la valutazione è affidata caso per caso all’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

Questa legge prevede una strada per sanzionare discriminazioni diversa dalla disciplina antitrust, più veloce e meno costosa, passando per la tutela dei consumatori.

Nessuna penalizzazione per Apple fintanto che non attui pratiche discriminatorie.

Ma cosa ne pensano i produttori ? Anche Microsoft ha lo stesso modello di business con XBOX, Facebook vi si avvia con Oculus ed anche Google inizia a produrre hardware.

Lo abbiamo chiesto ad un deputato della commissione Trasporti e Comunicazioni della Camera: Apple e’ stata invitata in audizione, al pari degli altri, ma non e’ andata e quando è stato chiesto di inviare una memoria scritta ha risposto di essere impossibilitata per mancanza di risorse.

Ebbene, tutti i sopracitati hanno partecipato all’audizione in commissione alla Camera ed hanno dichiarato il proprio parere positivo alla legge.

Tanto rumore per nulla ?
In parte. Certamente messaggi fuorvianti rispetto ad una legge che propone un percorso più semplice, breve ed economico per chi si voglia difendere da eventuali discriminazioni compiute dalle piattaforme.


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