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La dipendenza da caffè é genetica: leggi perché accade in Italia

30 Agosto 2016

Qui in Italia il caffè è quasi una religione e non è un caso: se all’estero non amano questa bevanda come qui da noi un motivo c’è e non è perché lo bevono slavato.

Ad affermarlo è una ricerca condotta dall’Università di Edimburgo, tramite il suo coordinatore Nicola Pirastu, che ha pubblicato un interessante articolo sul Scientific Report, il mega giornale online che pubblica notizie da tutto il mondo scientifico.

Ebbene, se gli italiani non possono fare a meno del caffè questo è da ricondurre ad una questione di DNA, e per la precisione alla mancanza di una sorta di “inibitore”.

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Le ragioni genetiche del consumo di tanto caffè

A quanto pare la voglia di bere più o meno tazzine di caffè dipende da una variante del gene chiamato PDSS2 che funziona come una sorta di regolatore: chi possiede questa variante non ne avverte il bisogno perché essa esercita il controllo su un altro gene che regola il metabolismo del nostro organismo in merito alla digestione della caffeina.

In pratica, il PDSS2 attivando poco il gene sotto il suo controllo determina uno smaltimento molto più lento della caffeina e la conseguente mancanza del desiderio di assumerne di ulteriore.

Lo studio effettuato su italiani ed olandesi

Per realizzare lo studio che ha portato a questo risultato, sono stati presi in esame due campioni di soggetti italiani, per la precisione 370 pugliesi e 843 Friulani, che sono stati messi a confronto con altrettanti olandesi; a tutti è stato chiesto il numero di caffè bevuti giornalmente ed i dati sono stati incrociati con il patrimonio genetico degli individui, dimostrando così proprio che la passione italiana per il caffè è tutta da attribuire ai geni.

Lo stesso Pirastu ha tuttavia aggiunto che per avere una valenza scientifica definitiva saranno necessari ulteriori indagini, in grado di avallare questa tesi e le precedenti che andavano in questa direzione, così da poter contare su campioni più vasti e quindi dati più consistenti, che chiariscano anche in modo più preciso la correlazione tra i due geni di cui sopra.

 

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