Delitto di Garlasco nuove rivelazioni sulle ultime conversazioni di Chiara prima dell’omicidio
Indice dei Contenuti:
Delitto di Garlasco, indagine verso la chiusura e nodi ancora irrisolti
Chi indagano oggi i magistrati sul delitto di Garlasco? Al centro resta la posizione di Andrea Sempio, unico indagato in concorso per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco (Pavia).
Che cosa accade ora? La Procura punta a chiudere il fascicolo entro fine maggio, dopo nuove consulenze tecniche, analisi informatiche e accertamenti biologici sul DNA trovato sotto le unghie della vittima.
Perché il caso torna al centro? Perché le ultime valutazioni del RACIS, le contraddizioni comportamentali attribuite a Sempio e i numerosi reperti mai repertati aprono scenari alternativi sulla dinamica dell’omicidio e sulla presenza di possibili terze persone sulla scena del crimine.
In sintesi:
- La Procura di Pavia punta a chiudere l’indagine sul delitto di Garlasco entro maggio.
- Il profilo di Andrea Sempio viene riesaminato anche sul piano psicologico e comportamentale.
- Restano irrisolti il mistero della bicicletta, del muretto rotto e dei reperti trascurati.
- Il secondo DNA “ignoto 2” sotto le unghie di Chiara Poggi resta parziale e poco interpretabile.
Nuove consulenze, profilo di Sempio e scenari alternativi dell’omicidio
Le ultime settimane hanno visto il deposito delle consulenze del RACIS, degli accertamenti informatici del perito Dal Checco e di ulteriori approfondimenti investigativi. Secondo la Procura di Pavia, questi elementi rafforzerebbero l’attuale impianto accusatorio e consentirebbero di ipotizzare anche un movente riconducibile ad Andrea Sempio.
Sul fronte della personalità di Sempio pesa la discrepanza tra l’immagine “ipersensibile” tracciata dall’avvocata Angela Taccia in un’intervista a Oggi – capace persino di fermarsi “per salvare delle formiche” – e una intercettazione diffusa da Bugalalla Crime e ripresa da Mattino Cinque, in cui l’indagato racconta, con tono distaccato: «Ho preso un gatto? Maledetto… ho preso un gatto? Eh, che devo fa…».
L’avvocato Elisabetta Aldrovandi osserva che *«la contraddizione non è nelle parole, ma nel comportamento»*, segnalando il contrasto tra la presunta empatia verso gli animali e l’indifferenza mostrata nell’episodio del gatto investito. Non si tratta di indizi sufficienti per sostenere un’accusa di omicidio, ma di tasselli significativi nel lavoro del RACIS sul profilo psicologico: vengono esaminati audio, immagini social, scritti, reazioni, biglietti, disegni, in una lettura complessiva della personalità.
Parallelamente si rafforza l’ipotesi che, la mattina del 13 agosto 2007, Chiara Poggi possa aver ricevuto verso le 9:12 una visita “nota”: avrebbe disattivato l’allarme, fatto entrare la persona, forse consumato qualcosa e fumato (cenere sul tavolo), prima di allontanarsi brevemente dall’abitazione.
In questo scenario, l’aggressore sarebbe già nei dintorni, forse nascosto in giardino, pronto a entrare in casa dopo il rientro di Chiara. Da qui l’azione violenta che ne provoca la morte. Resta aperto l’interrogativo: la seconda persona ipotizzata avrebbe scavalcato il famoso muretto, rompendolo per non farsi vedere?
Muretto, bicicletta, reperti mancati e DNA: cosa resta ancora da chiarire
Il nodo di via Pascoli ruota attorno a due elementi mai del tutto chiariti: la bicicletta trovata all’esterno e il muretto danneggiato. A chi apparteneva la bici? E perché lasciarla in posizione esposta se l’ingresso in casa era stato, in apparenza, “consensuale”?
Alcune valutazioni escludono che né Alberto Stasi né un ospite atteso avessero motivo di entrare scavalcando il muretto. Questo alimenta l’ipotesi di un accesso “clandestino” da parte di chi voleva evitare di essere visto. L’avvocato Fabrizio Gallo contesta la gestione dei rilievi: *«Come si può affermare che non ci siano tracce sul muretto senza aver svolto accertamenti approfonditi?»*.
Analoghe perplessità riguardano i dettagli mai analizzati nella villetta: in particolare le palline di carta sul tavolo della cucina, potenziale segnale di una conversazione informale avvenuta poco prima del delitto. Questo elemento stride con il racconto di Alberto Stasi, che descrisse la cucina come “in ordine” quando lasciò l’abitazione. Le palline di carta si aggiungono alla lista dei reperti “mai repertati”, a conferma degli errori iniziali nelle indagini.
Resta centrale il capitolo genetico: sotto le unghie di Chiara Poggi sono stati individuati due profili. Il primo, compatibile con la linea maschile della famiglia di Andrea Sempio; il secondo, definito “ignoto 2”, caratterizzato da un aplotipo Y su soli 11 loci, non quantificato con precisione già nel 2014 e quindi parziale.
Queste lacune rendono complesso attribuire con certezza il DNA a un soggetto specifico, limitando il valore probatorio del dato. È stato ipotizzato che Chiara abbia graffiato l’aggressore nel tentativo di difendersi, ma – ricorda il consulente Linarello – si tratta solo di una delle possibili dinamiche: la giovane potrebbe aver cercato di proteggere il volto o respingere l’assalitore in altro modo, senza necessariamente lasciare tracce biologiche interpretate in modo univoco.
Con la chiusura delle indagini ormai prossima, la sfida per la Procura sarà integrare profilo psicologico, dinamica spaziale nella villetta, reperti incompleti e DNA parziale in un quadro coerente. In caso contrario, il rischio è quello di un nuovo capitolo giudiziario destinato a essere rimesso in discussione nei prossimi anni.
Verso la decisione finale e le possibili ricadute future del caso
La probabile chiusura entro maggio del fascicolo sul delitto di Garlasco non rappresenterà soltanto una tappa giudiziaria, ma anche un banco di prova per l’intero sistema investigativo italiano. La vicenda ha evidenziato, nel tempo, limiti strutturali: repertazioni incomplete, reperti trascurati, lettura tardiva di elementi potenzialmente decisivi.
Qualunque sarà l’esito, la gestione di DNA parziali come l’“ignoto 2”, le valutazioni comportamentali su soggetti come Andrea Sempio e la ricostruzione della dinamica nella villetta di via Pascoli diventeranno casi scuola per la formazione di investigatori e consulenti. Il modo in cui verrà argomentata l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio – o di archiviazione – sarà osservato con attenzione anche da Corte d’Appello e Cassazione, delineando standard futuri per la gestione dei cold case in Italia.
FAQ
Quando è prevista la chiusura delle nuove indagini su Garlasco?
La Procura di Pavia punta formalmente a chiudere il fascicolo sul delitto di Garlasco entro la fine di maggio.
Qual è oggi la posizione giudiziaria di Andrea Sempio?
Attualmente Andrea Sempio risulta indagato in concorso per l’omicidio di Chiara Poggi; non è stato emesso alcun rinvio a giudizio.
Cosa si sa del DNA “ignoto 2” trovato sotto le unghie di Chiara Poggi?
Il profilo “ignoto 2” è parziale (aplotipo Y su 11 loci), non quantificato con precisione e difficilmente attribuibile in modo certo a un soggetto.
Perché il muretto rotto e la bicicletta sono considerati elementi chiave?
Perché suggeriscono un possibile accesso “clandestino” alla villetta di via Pascoli, mai documentato con rilievi tecnici adeguati durante le prime indagini.
Da quali fonti è stata rielaborata questa ricostruzione giornalistica?
Questa analisi deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

