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Confronto tra lampadine: qual è la migliore?

15 Novembre 2016

Ogni volta al supermercato è la stessa storia, ci piazziamo davanti allo scaffale e le soppesiamo: facciamo il confronto tra lampadine e cerchiamo di intuire come per magia quale sia la migliore.

Solo che senza le informazioni necessarie è ben difficile riuscirci a colpo sicuro, abbiamo sentito qualcosa qua e là ma non siamo del tutto certi, i prezzi sono diversi, in fondo c’è davvero differenza?

La risposta è sì, assolutamente. Adesso vediamo perché e quali aspetti tenere in considerazione per valutare una lampadina, non ci sono infatti solo il prezzo ed il risparmio da valutare.

Come fare il confronto tra lampadine.

Per fare un confronto completo non si può considerare solamente due componenti, ma bisogna mettere sul piatto della bilancia anche altri fattori come ad esempio la durata, le eventuali componenti nocive, l’inquinamento prodotto, la dispersione termica, la direzionalità e lo smaltimento.

Prendiamo quindi in esame la durata delle lampadine: la durata della maggior parte dei esse dipende dal numero di accensioni che viene effettuato, infatti all’aumentare del numero di accensioni diminuisce la vita  delle lampadine, indipendentemente dal numero di ore in cui sono rimaste accese.

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Presentano questo inconveniente le lampadine a incandescenza, quelle alogene e quelle a risparmio energetico, diversamente da quelle a LED che hanno mediamente una durata di circa vent’anni essendo molto spesso in grado di andare oltre le 30.000 ore di accensione.

La composizione delle lampadine non è estranea alla presenza di componenti tossiche di vario grado: sia quelle di vecchio tipo a incandescenza che quelle a LED contengono alcune sostanza nocive denominate ROHS Compliant; mentre quelle fluorescenti (comunemente chiamate a risparmio energetico) hanno invece al loro interno del mercurio, che quindi necessita una procedura particolare per lo smaltimento richiedendo infatti di essere separate dagli altri rifiuti e consegnate direttamente presso l’isola ecologica (discarica) competente per area.

Parlando invece dell’inquinamento generato, si evidenzia chiaramente la progressione delle vecchie lampadine a incandescenza a quelle di ultima generazione, infatti il volume prodotto va via via assottigliandosi: si passa infatti da una produzione di 31 kg. annui di anidride carbonica delle lampadine a incandescenza ai 7 Kg. delle lampadine a risparmio energetico, fino ad arrivare ai 4 kg., sempre su base annua, delle lampadine a LED.

Considerato quindi il numero di lampadine presenti in una casa, si tratta della quantità complessiva annuale non indifferente alla luce dei recenti studi sulle problematiche create da riscaldamento globale, di cui l’aumento di CO2 è tra i primi responsabili.

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In questo caso, una produzione maggiore o minore di anidride carbonica non incide minimamente sulla qualità dell’illuminazione degli ambienti domestici, ecco perché in questo caso un comportamento ecologista è da considerarsi proprio di una persona responsabile.

La dispersione termica è ciò che comporta l’elevato consumo energetico da parte delle lampadine a incandescenza tradizionali, queste infatti disperdono la maggior parte dell’energia prodotta in calore che non è naturalmente funzionale all’illuminazione in sé, questa tipologia infatti consuma 21 kcal/h, contro le 7,6 kcal/h delle lampadine fluorescenti per arrivare ad un valore inferiore all’unità delle lampadine a LED.

Proprio questo fattore è quello che condiziona maggiormente il risparmio che può derivare da un tipo di lampadina piuttosto che da un altro infatti, benché le lampadine tradizionali abbiano un costo più basso in fase di acquisto, si rivelano poi maggiormente energivore al momento del loro utilizzo generando quindi successivamente una spesa superiore per il loro mantenimento.

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Le lampadine a risparmio energetico e quelle a LED hanno invece un costo iniziale superiore, che viene però poi ampiamente ammortizzato e genera un risparmio successivo che nell’arco dei 12 mesi può valere anche decine di euro, dato che la spesa domestica per l’illuminazione si aggira mediamente intorno al 13% dei consumi effettuati da una famiglia.

Alcune lampadine a incandescenza e tutte quelle fluorescenti hanno inoltre l’inconveniente di essere sensibili all’umidità, è pertanto sconsigliato impiego in determinati ambienti, dato che queste condizioni atmosferiche potrebbero influenzarne sensibilmente la durata.

L’accensione risulta immediata per le lampadine tradizionali e per quelle a LED, ma ci mettono invece più tempo ad andare a regime quelle a risparmio energetico.

Un altro elemento che in alcuni casi può essere degno di nota è la direzionalità delle lampadine, infatti mentre la maggior parte delle lampadine non riescono ad indirizzare il flusso luminoso solamente nella zona di interesse quelle a LED ne prevedono la possibilità.

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Tale fattore tuttavia non può essere considerato necessariamente un plus nel caso in cui si tratti di illuminare un ambiente di medie o grandi dimensioni, poiché per poter utilizzare l’illuminazione a LED per una stanza si renderebbero quindi necessari più faretti contemporaneamente.

Come funzionano le lampadine

Ma perché tanta differenza tra un tipo di lampadina ed un altro? I motivi stanno semplicemente nel diverso modo di funzionare di ciascun modello.

Ad esempio, nelle lampadine tradizionali ad incandescenza la corrente passa attraverso un filamento interno molto sottile che si riscalda fino al punto da generare la luce ed è proprio questo principio che genera tanta dispersione di calore.

Le lampadine fluorescenti compatte invece (quelle a risparmio energetico) contengono un meccanismo in grado di generare una differenza di potenziale tra due elettrodi immersi in un gas e che quale genera una scarica in grado di creare luce.

Quelle alogene, che come costo di acquisto e come risparmio si collocano tra queste due precedenti, contengono un filamento di tungsteno, sigillato in un involucro di materiale trasparente contenente bromo o iodio in quantità minime, che è in grado di aumentare l’efficienza luminosa rispetto alle lampadine tradizionali.

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Concludendo quindi l’esame delle lampadine più diffuse e conosciute, passiamo infine a quelle a LED, che si prevede andranno pian piano a sostituire le altre per via delle loro caratteristiche intrinseche che permettono un maggiore risparmio.

In questo caso siamo in presenza di una tecnologia che emette fotoni da parte di diodi alimentati da un circuito elettronico all’interno di un semiconduttore,  meccanismo in grado di assicurare standard di efficienza e durata particolarmente elevati.

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