Cloudflare avvia il blocco dei siti pirata e apre il dibattito sui nuovi poteri online

Cloudflare avvia il blocco dei siti pirata e apre il dibattito sui nuovi poteri online

16 Marzo 2026

Cloudflare blocca siti pirata: cosa è successo e perché conta

Il commissario Agcom Massimiliano Capitanio ha annunciato il blocco, da parte di Cloudflare, di un noto sito di streaming illegale attivo in Italia.
Il provvedimento, attuato con il messaggio “Error http 451, Unavailable For Legal Reasons”, deriva da un ordine del Tribunale di Milano del 18 febbraio, richiesto da titolari dei diritti quali Medusa, Indiana e Canal+.

L’azione impone allo storico provider di servizi internet di rendere irraggiungibili 31 domini di pirateria audiovisiva, tra cui Altadefinizione, Cineblog e Streaming Community.
Il blocco è “dinamico”: se i gestori pirata migrano verso nuovi domini sempre ospitati da Cloudflare, il provider deve estendere automaticamente l’inibizione, senza nuovi passaggi giudiziari.

Per Capitanio la decisione conferma che i grandi operatori tecnologici dispongono degli strumenti tecnici e giuridici per contrastare efficacemente la pirateria online, tutelando l’industria dei contenuti legali.

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In sintesi:

  • Il Tribunale di Milano ordina a Cloudflare il blocco di 31 siti di streaming pirata.
  • Il messaggio “Error http 451” segnala l’inaccessibilità per violazione del diritto d’autore.
  • Il blocco è dinamico: si estende automaticamente a nuovi domini pirata su Cloudflare.
  • Agcom ribadisce: nessuna censura generale, ma tutela dell’economia legale dei contenuti.

Come funziona il blocco dinamico e cosa dice Agcom

Secondo Massimiliano Capitanio, Cloudflare ha limitato l’accesso ai siti incriminati “tramite i servizi di sicurezza pass-through e CDN di Cloudflare in Italia”, in esecuzione di un preciso ordine dell’autorità giudiziaria.

Cliccando sul messaggio di blocco, l’utente può consultare un database che indica l’organo che ha emesso il provvedimento (il Tribunale di Milano), il titolare dei diritti che ha promosso l’azione giudiziaria e la società destinataria dell’ordine, cioè Cloudflare.

“Cloudflare ha i mezzi tecnici per adottare misure di inibizione dei siti pirata”, sottolinea Capitanio, evidenziando come i proprietari dei domini colpiti dispongano di tutte le informazioni sulle ragioni giuridiche del blocco.
“Nessun rischio quindi di blocco indiscriminato o inconsapevole”, aggiunge, per respingere l’accusa di censura generalizzata.

Il commissario insiste su un punto politico e regolatorio: “In Italia non c’è nessuna ‘legge illegale’ che censura internet e che non tenga conto del funzionamento della rete”. L’obiettivo, afferma, non è comprimere la libertà online, ma colpire le “mafie della pirateria” che drenano ricavi e investimenti dall’ecosistema legale.

Perché la lotta alla pirateria resta una sfida aperta

Per Agcom la finalità è una sola: abbattere strutturalmente la pirateria audiovisiva, non sanzionare in modo punitivo i singoli attori della filiera digitale.

Capitanio richiama il Regolamento n. 680/13/CONS, in vigore da dodici anni, come quadro di riferimento che dimostra l’esistenza di strumenti tecnici e giuridici sufficienti a intervenire.
“Agcom non ha l’obiettivo di sanzionare nessuno, ma quello di abbattere la pirateria assieme a chi è disposto a collaborare nel far funzionare il sistema”, ribadisce.

La resilienza dei siti illegali, tuttavia, rimane alta: piattaforme note come Altadefinizione, Cineblog e Streaming Community spesso tornano operative poche ore dopo i primi blocchi, cambiando dominio o infrastruttura tecnica.

Questa capacità di rigenerarsi, unita ai rischi informatici per gli utenti (malware, phishing, furti di dati) che accedono a contenuti pirata, rende decisiva la collaborazione continuativa tra autorità, titolari dei diritti, provider di connettività e grandi intermediari globali come Cloudflare. Il blocco dinamico rappresenta un salto di qualità, ma richiede monitoraggio costante e aggiornamento delle liste per restare efficace.

FAQ

Cosa significa l’errore http 451 su un sito di streaming

Significa che l’accesso alla pagina è stato bloccato per motivi legali, ad esempio violazioni del diritto d’autore ordinate dall’autorità competente.

Perché il Tribunale di Milano ha ordinato il blocco a Cloudflare

Perché titolari dei diritti come Medusa, Indiana e Canal+ hanno documentato gravi violazioni di copyright su 31 siti di streaming pirata.

I siti pirata possono riapparire dopo un blocco dinamico

Sì, possono tentare di riapparire su nuovi domini o infrastrutture diverse, ma i blocchi dinamici riducono significativamente tempi e spazi di manovra.

La normativa italiana sulla pirateria limita la libertà di internet

No, mira specificamente a contenuti che violano il copyright, salvaguardando la circolazione lecita delle informazioni e tutelando investimenti dell’industria culturale.

Da quali fonti deriva l’elaborazione di questa notizia

Deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.

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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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