Cgia: entro il 2029 oltre 3 milioni di lavoratori usciranno dal mercato

18 Luglio 2026

La notizia in sintesi

  • Cgia: oltre 3 milioni di lavoratori usciranno dal mercato entro il 2029.
  • I giovani italiani tra 15 e 34 anni sono calati di quasi 550 mila.
  • Le piccole imprese rischiano maggiori difficoltà nel reperire personale qualificato.
  • La pressione demografica coinvolge occupazione, pensioni, sanità e non autosufficienza.

(Riassunto generato con AI)

Italia, il ricambio del lavoro diventa un’emergenza

Cgia lancia l’allarme sul mercato del lavoro italiano: entro il 2029 oltre 3 milioni di persone usciranno da fabbriche, uffici e attività autonome per pensionamento o raggiunti requisiti contributivi. L’analisi dell’Ufficio studi della confederazione, diffusa nelle ultime ore, lega il fenomeno alla crisi demografica che sta riducendo la popolazione giovane e aumentando il peso delle fasce d’età più anziane. Il nodo riguarda l’intero Paese, ma è particolarmente rilevante per le imprese che dovranno sostituire una generazione numerosa di lavoratori, in larga parte baby boomer.

Negli ultimi dieci anni, tra il 2015 e il 2025, gli italiani tra 15 e 34 anni sono diminuiti di quasi 550 mila unità, pari al 4,3%. Il calo è più marcato della media dell’Eurozona, ferma a -0,4%, e rende più difficile garantire il ricambio nelle professioni, nei mestieri tecnici e nei servizi. Per Cgia, la domanda decisiva non è soltanto quante persone lasceranno il lavoro, ma chi potrà sostituirle in modo stabile e con competenze adeguate.

Il tema non riguarda esclusivamente l’occupazione: l’invecchiamento della popolazione incide anche sulla sostenibilità sociale ed economica del Paese. Meno occupati e più pensionati significano una sfida per contributi, welfare e assistenza sanitaria. La lettura della Cgia è quindi strutturale: il ricambio generazionale non può essere affrontato soltanto quando le uscite dal lavoro saranno già avvenute.

Le uscite previste e le imprese più esposte

Le previsioni del sistema informativo Excelsior di Unioncamere-Anpal, richiamate dalla Cgia, indicano che quasi 3 milioni di addetti lasceranno il mercato del lavoro tra il 2025 e il 2029. Poco più di 1,6 milioni sono dipendenti privati, 768.200 dipendenti pubblici e 665.500 lavoratori autonomi. La composizione del dato mostra che il ricambio non interesserà un solo comparto, ma coinvolgerà imprese, amministrazioni e lavoro indipendente.

Le difficoltà maggiori potrebbero concentrarsi nelle aziende di minori dimensioni, considerate meno attrattive per molti giovani rispetto ai grandi gruppi. Tra le regioni con la quota più elevata di uscite dei dipendenti privati sul totale figurano Lombardia, con il 64,6%, Emilia-Romagna, con il 58,6%, e Veneto, con il 56,5%. Sono territori ad alta densità produttiva, dove la carenza di personale può tradursi direttamente in rallentamenti operativi.

Sull’immigrazione, la posizione della Cgia distingue tra breve e lungo periodo. La confederazione ritiene insufficiente pensare che i flussi migratori possano colmare stabilmente tutti i vuoti occupazionali, ma considera l’ingresso di nuovi lavoratori extracomunitari uno strumento utile nell’immediato. La condizione indicata è la preparazione delle persone nei Paesi d’origine, così da favorire un inserimento professionale coerente con i fabbisogni delle imprese.

Pensioni e assistenza, la sfida dopo il ricambio

Le proiezioni di Istat e Mef citate dalla Cgia stimano un aumento temporaneo della spesa previdenziale dal 15,4% del Pil a circa il 17% verso il 2040, prima di una graduale discesa sotto il 14% entro il 2070. La confederazione avverte però che le stime di lungo periodo restano soggette a margini di errore. Il problema futuro riguarda anche l’importo degli assegni per giovani con carriere discontinue e retribuzioni basse.

La Cgia propone la possibilità di aderire volontariamente a un risparmio previdenziale nominativo presso Inps. Parallelamente, la fascia d’età più avanzata potrebbe arrivare a rappresentare circa il 35% della popolazione entro il 2050, rendendo più difficile contenere le spese sanitarie, sociali e per la non autosufficienza.

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FAQ

Quanti lavoratori usciranno dal mercato entro il 2029?

Sì, le stime richiamate dalla Cgia indicano oltre 3 milioni di uscite dal lavoro entro il 2029, prevalentemente legate al pensionamento dei baby boomer.

Quali lavoratori lasceranno maggiormente l’occupazione?

Sì, il gruppo più numeroso è quello dei dipendenti privati: poco più di 1,6 milioni di persone, seguiti da 768.200 dipendenti pubblici e 665.500 autonomi.

Perché le piccole imprese sono più vulnerabili?

Sì, le piccole aziende hanno una capacità di attrarre giovani inferiore rispetto alle imprese maggiori, secondo l’analisi dell’Ufficio studi della Cgia.

L’immigrazione può risolvere la carenza di lavoratori?

No, per la Cgia non può colmare stabilmente tutti i vuoti; nel breve periodo può aiutare se i lavoratori vengono adeguatamente preparati nei Paesi d’origine.

Come è stata verificata questa analisi?

Sì, il contenuto nasce da un’analisi approfondita e dalla verifica incrociata della nostra Redazione sulle fonti Adnkronos e Agenzia ANSA.

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