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Il braccio di ferro tra Hyperledger ed EEA

4 Giugno 2018

La lotta tra Hyperledger ed Enterprise Ethereum Alliance sembra destinata ad essere una battaglia a tutto campo che determinerà quale sarà la piattaforma a governare. Proprio come ai vecchi tempi in cui la lotta tra formati di macchine video portava al progresso di una a discapito dell’altra e alla scomparsa della piattaforma perdente, così poteva essere la battaglia tra le piattaforme Hyperledger e Enterprise Ethereum Alliance (EEA).

Nella famosa battaglia tra le macchine video, la piattaforma di Sony, Betamax, era in lotta con il videoregistratore VCR. Mentre molti credevano che Betamax fosse la piattaforma migliore, fu VCR che vinse la battaglia e prese il controllo del mercato. È stata una triste storia per Sony Betamax, che poco dopo è stata relegata ai margini.

Siamo ora nello stesso tipo di lotta per la quota di mercato nello spazio blockchain, ma vedremo presto la scomparsa di una delle due una volta che il mercato avrà determinato quale migliorerà l’investimento, l’uso del tempo e l’energia? Forse no. Questa battaglia potrebbe effettivamente finire in un pareggio, e questo potrebbe essere il miglior risultato trattandosi di tecnologia blockchain.

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La differenza fondamentale tra le due piattaforme è la loro base di utenti. Ethereum si rivolge ad applicazioni che sono facilmente distribuite, mentre Hyperledger si rivolge ad applicazioni aziendali in cui la flessibilità è la chiave. Ethereum, ad esempio, non è in grado di proteggere le sue transazioni da alcuni mentre garantisce l’accesso ad altri, il che è un aspetto che le applicazioni aziendali richiederanno indubbiamente. Hyperledger consente questo, mentre dà alla sua base di utenti un po’ più di flessibilità.

La ragione per cui questo potrebbe finire in un pareggio è che ci sono alcuni colossi come BNY Mellon, JP Morgan e altri che hanno messo le loro risorse in entrambe le tecnologie concorrenti, e potrebbero eventualmente spingere entrambe le estremità verso il centro e far funzionare queste due entità insieme perseguendo un obiettivo comune.

Brian Behlendorf, il direttore di Hyperledger, ha infatti detto che nessuno nel suo gruppo crede che appartenere ad uno escluda l’altro, e nessuno ha cancellato la loro appartenenza. Monax vorrà utilizzare Eris per collegarsi ad EEA e, se gli standard sono compatibili, potrebbe significare una cooperazione tra i due, che potrebbe portare a buone notizie su entrambi i fronti.

Behlendorf ha anche affermato che “potrebbero essercene altri in futuro. Oppure qualcuno potrebbe persino creare i giusti complementi per far lavorare la sruttura con gli standard EEA. Al di là della collaborazione tecnica, verificheremmo se ci potrebbe essere interesse a lavorare insieme”.

Quindi, alla fine, la questione è davvero se i due gruppi vogliano collaborare o meno, e questo deve ancora essere determinato. Per quanto riguarda gli aspetti tecnici della fusione dei due, sarà probabilmente solo una questione di tempo prima che sia possibile, purché la volontà di collaborare sia presente e manifestata.

Fonte themerkle.com


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Paolo Brambilla

Consigliere Ordine dei Giornalisti di Lombardia. PhD, MBA, CPA, MD

Paolo Brambilla, bocconiano, ha seguito il mondo economico-finanziario per molti anni. Giornalista pubblicista dal 1993. Direttore responsabile di LMF La Mia Finanza Sostenibile. Direttore responsabile di Trendiest Media Agenzia di stampa e Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti di Lombardia, scrive di finanza, cultura e innovazione digitale su varie testate. Rotariano, è stato Assistente del Governatore del Distretto 2041 e tuttora é un membro di Spicco del Rotary Milano 2041.

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