Binance e Changpeng Zhao citati da 1.692 investitori britannici per derivati crypto

12 Luglio 2026

La notizia in sintesi

  • Binance e Changpeng Zhao citati da 1.692 investitori britannici.
  • La causa è stata depositata all’Alta Corte di Londra il 29 giugno.
  • I ricorrenti contestano derivati crypto offerti senza autorizzazione dal 2019.
  • La richiesta effettiva di risarcimento supera 150 milioni di sterline.

Riassunto generato con AI

Class action britannica contro Binance

Un gruppo di 1.692 investitori britannici ha avviato una class action contro Binance, il fondatore ed ex CEO Changpeng Zhao (창펑 자오) e altre entità collegate alla piattaforma, depositando il ricorso presso l’Alta Corte di Londra il 29 giugno. L’accusa riguarda la presunta vendita e promozione, dal 2019, di prodotti derivati sulle criptovalute a consumatori del Regno Unito senza la necessaria autorizzazione.

Secondo quanto riportato da Coinpost il 2 luglio, i ricorrenti chiedono danni e compensazioni per perdite subite attraverso token con leva, futures crypto, opzioni e operazioni con margine. L’azione è stata presentata dallo studio KP Law Firm a nome di Thomas Stas.

Il nodo della causa è stabilire se le attività di Binance fossero soggette alle norme finanziarie britanniche e quali soggetti della struttura societaria debbano risponderne. Per gli investitori, la contestazione non riguarda soltanto i prodotti negoziati, ma anche il periodo in cui sarebbero stati messi a disposizione degli utenti britannici.

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Le accuse e le società coinvolte

Nel ricorso, i prodotti contestati sarebbero stati offerti a utenti del Regno Unito a partire dal 13 settembre 2019 circa. I ricorrenti sostengono che tali servizi siano stati resi disponibili senza autorizzazione, in presunta violazione del Financial Services and Markets Act. Viene inoltre chiesto il riconoscimento degli interessi previsti dall’High Court Act 1981.

Tra i convenuti figurano Binance Holdings, registrata nelle Isole Cayman, Nest Exchange, registrata ad Abu Dhabi, e Changpeng Zhao. È indicato come quarto convenuto anche un gruppo non identificato di persone che avrebbe gestito o gestirebbe la piattaforma Binance.

I querelanti affermano che Zhao e Binance Holdings avrebbero agito secondo un “common design” con l’operatore effettivo del servizio. Su questa base, chiedono di riconoscere una responsabilità congiunta per gli illeciti denunciati.

Nel documento depositato, l’importo della domanda è indicato come superiore a 200mila sterline, soglia vicina al minimo utilizzato per il calcolo delle spese giudiziarie. KP Law Firm ha però precisato che il valore complessivo effettivamente richiesto supera i 150 milioni di sterline. Alcuni investitori dichiarano perdite nell’ordine di decine di migliaia di sterline.

Il contesto normativo è centrale: nel 2021 la Financial Conduct Authority ha vietato alle società crypto di offrire derivati agli investitori retail nel Regno Unito. Binance ha successivamente introdotto restrizioni d’accesso, inclusa la richiesta di informazioni aggiuntive agli utenti britannici.

Implicazioni per Binance in Europa

Il procedimento londinese si aggiunge alle questioni regolatorie europee che coinvolgono Binance. La società ha recentemente ritirato in Grecia una richiesta di licenza collegata al quadro europeo MiCA, che stava perseguendo.

Changpeng Zhao ha dichiarato che la domanda “soddisfaceva pienamente i requisiti ed era appena prima dell’approvazione”, attribuendo lo stop a “pressioni politiche”. Il processo britannico dovrà quindi chiarire se le vendite passate abbiano violato la normativa locale e individuare le entità effettivamente responsabili.

L’esito potrà incidere soprattutto sulla definizione delle responsabilità all’interno della governance della piattaforma, tema che il ricorso pone direttamente davanti all’Alta Corte di Londra.

FAQ

Chi ha avviato la causa contro Binance?

La causa è stata promossa da 1.692 investitori del Regno Unito, rappresentati da KP Law Firm nel ricorso presentato a nome di Thomas Stas.

Dove è stata depositata la class action?

È stata depositata presso l’Alta Corte di Londra il 29 giugno, secondo le informazioni riportate da Coinpost.

Quali prodotti crypto sono contestati?

Sono contestati token con leva, futures sulle criptovalute, opzioni e prodotti di margin trading che sarebbero stati offerti a utenti britannici.

Quanto chiedono gli investitori britannici?

La richiesta complessiva supera 150 milioni di sterline, secondo la precisazione di KP Law Firm, oltre alla domanda di interessi prevista dalla legge.

Come è stato verificato questo contenuto?

Il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata condotta dalla nostra Redazione su numerose fonti, tra cui DigitalToday.

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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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