La notizia in sintesi
- Apple rimuove diverse app di VK dall’App Store statunitense.
- Il Cremlino chiede chiarimenti formali alla società di Cupertino.
- VK denuncia l’assenza di preavviso e di spiegazioni sulle rimozioni.
- Il caso si inserisce nel crescente controllo digitale della Russia.
Riassunto generato con AI
Apple e Mosca, nuovo confronto sulle app VK
Apple è al centro di un nuovo confronto con Mosca dopo la rimozione dall’App Store statunitense di varie applicazioni sviluppate da VK, gruppo tecnologico controllato dallo Stato russo. Il Cremlino ha chiesto spiegazioni perché, secondo VK, le app sarebbero sparite senza alcun preavviso o motivazione comunicata all’azienda. La vicenda riguarda servizi utilizzati in Russia da decine di milioni di persone, tra social network, messaggistica, video, posta elettronica e strumenti per l’istruzione.
Il confronto nasce mentre le autorità russe rafforzano il controllo sull’ecosistema digitale nazionale e mentre Apple mantiene nel Paese una presenza soprattutto legata ai servizi online. La società di Cupertino sostiene che le rimozioni siano necessarie per rispettare le sanzioni in vigore e le leggi dei Paesi nei quali opera.
Le rimozioni dall’App Store e il nodo sanzioni
La sequenza è iniziata con la scomparsa di due app bancarie russe presentate sotto altra veste sull’App Store, a meno di un mese dalla rimozione di un’altra applicazione analoga arrivata fino al terzo posto delle classifiche statunitensi. Nello stesso giorno, Apple ha eliminato anche diverse app firmate VK, facendo scattare la richiesta ufficiale di chiarimenti da parte del governo russo. In una nota, VK ha affermato che le sue applicazioni sono state rimosse “senza alcun avviso o spiegazione”, precisando che la società non risulta sottoposta a sanzioni statunitensi.
Un portavoce del Cremlino ha avvertito che, senza una risposta di Apple, sarà necessario “trarre le dovute conclusioni” sulla prosecuzione di qualsiasi forma di collaborazione con il gruppo. Il punto più delicato è la distinzione tra la posizione dell’azienda e quella dei suoi vertici: VK non è indicata come soggetto sanzionato, ma il suo amministratore delegato Vladimir Kiriyenko è destinatario di provvedimenti di Unione Europea, Regno Unito e Stati Uniti. Kiriyenko è figlio di Sergei Kiriyenko, primo vice capo dello staff del presidente Vladimir Putin: un legame che colloca il caso in un contesto politico oltre che commerciale.
Servizi digitali, mercato russo e possibili conseguenze
Il caso Apple-VK si sovrappone alle misure adottate dalla Russia per rafforzare l’uso di piattaforme locali. L’anno scorso il governo ha imposto che telefoni e tablet venduti nel Paese fossero distribuiti con MAX, l’app di messaggistica sviluppata da VK e sostenuta dallo Stato, già preinstallata. Parallelamente sono state introdotte limitazioni alle chiamate effettuate attraverso WhatsApp e Telegram.
Apple ha sospeso le vendite ufficiali in Russia nel marzo 2022, quindi le nuove misure sulla vendita dei dispositivi non la colpiscono direttamente. La conseguenza potenziale riguarda invece App Store e servizi: per Apple rappresentano il principale canale di presenza residua nel mercato russo, mentre per Mosca sono un elemento del confronto sulla disponibilità delle piattaforme digitali.
FAQ
Perché il Cremlino contesta Apple?
Sì: il Cremlino chiede spiegazioni per la rimozione di varie app di VK dall’App Store statunitense senza preavviso, secondo la società russa.
Quali servizi offrivano le app di VK?
Sì: le applicazioni citate comprendevano social network, messaggistica, piattaforme video, posta elettronica e prodotti destinati all’istruzione.
VK è sottoposta a sanzioni statunitensi?
No: VK sostiene di non essere mai stata sottoposta a sanzioni statunitensi, pur avendo il suo amministratore delegato Vladimir Kiriyenko sanzionato da più Paesi.
Qual è la posizione ufficiale di Apple?
Sì: Apple afferma che le rimozioni servono a rispettare le sanzioni vigenti e le normative dei Paesi nei quali l’azienda opera.
Come è stata verificata questa ricostruzione?
Sì: il contenuto nasce da un’analisi approfondita e da una verifica incrociata della nostra Redazione su numerose fonti, tra cui TecnoAndroid.




