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6 Marzo 2026

Percezione dell’immigrazione in Italia: dati reali e paure sociali

In Italia, nel 2026, gli stranieri residenti sono circa il 9% della popolazione, i cittadini di religione islamica il 5% e quelli di origine africana il 2%.
L’indagine “Immigrazione in Italia: tra opinione e realtà” dell’Eurispes, condotta su un campione rappresentativo nazionale, mostra come la maggioranza degli italiani sovrastimi questi numeri, collegando spesso il fenomeno migratorio a rischi per la sicurezza e la convivenza quotidiana.
Lo studio analizza chi è davvero presente sul territorio, quanto le percezioni divergano dai dati ufficiali e perché l’immigrazione venga inserita in un quadro più ampio di paure sociali, che comprende incompetenza politica, corruzione e criminalità organizzata.

In sintesi:

  • Solo il 40,2% degli italiani stima correttamente la quota di stranieri residenti.
  • Islamici e africani sono sistematicamente sovrastimati rispetto ai dati reali ufficiali.
  • L’immigrazione è percepita rischiosa dal 57,8%, ma dopo politica e corruzione.
  • Un italiano su quattro non affitterebbe casa a persone immigrate.

Scarto tra realtà statistica e percezione degli italiani

Gli stranieri sono il 9% dei residenti, ma solo il 40,2% degli intervistati individua correttamente questo valore. Oltre la metà (51,4%) lo sovrastima: il 34,8% pensa che superino il 20% e il 16,4% arriva a immaginare uno straniero ogni tre residenti.
La distorsione cresce per gruppi specifici. I cittadini di religione islamica, pari al 5% della popolazione, sono correttamente riconosciuti solo dal 39,7%. Il 25,9% li stima al 10%, il 24,5% al 16% e il 9,9% oltre il 25%.
Ancora più marcato il caso degli africani: a fronte di un dato reale del 2%, solo il 23,8% fornisce una stima corretta. Il 30,3% li valuta al 9%, il 26,2% al 5% e quasi due italiani su dieci li percepiscono al 19%.

Nell’immaginario collettivo, l’immigrazione appare soprattutto africana: il 28,4% indica l’Africa del Nord come principale area di provenienza, il 18,7% l’Africa sub-sahariana. L’Europa dell’Est, che in realtà rappresenta uno dei maggiori bacini migratori verso l’Italia, è citata solo dal 18% del campione, risultando sistematicamente sottostimata rispetto ai flussi effettivi documentati dalle statistiche ufficiali.

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Paure, rapporti quotidiani e discriminazioni abitative

Nel quadro delle paure sociali, gli italiani indicano come principali minacce l’incompetenza politica (89,8%) e la corruzione (88,4%), seguite dalle organizzazioni mafiose (82,2%) e dalle emergenze ambientali, come inquinamento dell’aria (76,1%) e crisi dell’acqua (72%).
La presenza degli immigrati è considerata pericolosa dal 57,8% del campione, quella degli islamici dal 55% e il ruolo dei cinesi nell’economia dal 55%, pur rimanendo comunque dietro ai fattori legati alla governance e alla criminalità organizzata.
Sul piano emotivo prevale la solidarietà (23,7%), seguita da diffidenza (17,9%) e indifferenza (11,7%). Compassione e fastidio sono indicati nel 9,7% dei casi, il timore nell’8,6%, l’ostilità nel 5,1% e la simpatia nel 5%. “Dipende con chi ci si confronta. A volte anche la nazionalità di provenienza è una discriminante nelle interazioni con gli stranieri”, osserva l’Eurispes.

Alla domanda sui rapporti con gli immigrati, il 30,1% risponde che dipendono dalle singole persone. Seguono rapporti neutri (19,4%) e positivi (17,4%), mentre il 12,1% li definisce negativi e il 10,8% dichiara di basarsi sulla nazionalità. Il 10,2% non ha alcun rapporto.
La forma più frequente è la conoscenza cordiale tra vicini, colleghi o compagni di studio: esperienza ricorrente per il 39,6% e singola per il 17,5%, mentre il 42,9% non ha mai avuto relazioni di questo tipo. L’amicizia con stranieri è abituale per il 31,2% e occasionale per il 19,2%; quasi la metà (49,5%) non ne riporta. Il 90,1% non ha mai avuto legami sentimentali con persone di origine straniera.
Sul fronte abitativo, il 54,3% affitterebbe a immigrati a seconda delle persone, il 24,8% non lo farebbe mai e il 20,9% non avrebbe problemi ad avere locatari stranieri.

Il 17,5% dichiara di aver avuto problemi con immigrati una sola volta, il 17,2% più volte (34,7% complessivo). Le criticità maggiori si registrano tra i 25-34 anni (40,7%) e nel Nord-Ovest (39%). Gli episodi citati riguardano insistenza molesta (56,8%), schiamazzi (45,8%), furti o tentativi di furto (42,1%), offese o minacce (40,8%), litigi (38,9%), mancato rispetto delle regole condominiali (27,6%) e danneggiamenti (23,1%). Un quinto (19,3%) riferisce aggressioni fisiche, il 14,2% comportamenti scorretti sul lavoro.

FAQ

Quanti stranieri vivono realmente in Italia oggi?

In base all’indagine Eurispes, gli stranieri rappresentano circa il 9% della popolazione residente, includendo tutte le principali provenienze geografiche.

Qual è la percentuale reale di cittadini islamici in Italia?

Secondo i dati analizzati dall’Eurispes, i cittadini di religione islamica in Italia sono circa il 5% dei residenti.

Gli italiani hanno rapporti personali frequenti con immigrati?

Sì, ma non in modo uniforme: il 57% descrive rapporti cordiali, mentre il 42,9% dichiara di non avere alcun tipo di relazione personale.

Quanto è diffusa la diffidenza verso gli immigrati in Italia?

Secondo l’indagine, la diffidenza è indicata dal 17,9% degli italiani, mentre la solidarietà verso gli immigrati raggiunge il 23,7%.

Da quali fonti sono stati ricavati e rielaborati questi dati sull’immigrazione?

I contenuti derivano da una elaborazione congiunta di fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.


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Michele Ficara Manganelli ✿∴♛🌿🇨🇭

Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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