Ursula Andress recupera patrimonio milionario rubato nascosto nel Chianti

Ursula Andress recupera patrimonio milionario rubato nascosto nel Chianti

26 Marzo 2026

Ursula Andress, maxi-sequestro in Toscana: come è stato salvato il patrimonio

La storica Bond Girl svizzera Ursula Andress, 90 anni, è al centro di un intricato caso di riciclaggio internazionale. L’attrice, celebre accanto a Sean Connery in “Agente 007 – Licenza di uccidere”, ha denunciato in Svizzera l’erosione dei propri conti.
Le indagini elvetiche hanno fatto emergere una complessa rete finanziaria che ha portato fino alla Toscana, dove la Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze e la Guardia di Finanza hanno disposto il sequestro di beni per circa 20 milioni di euro.
L’operazione, culminata a San Casciano Val di Pesa, risale agli ultimi mesi e nasce per bloccare il presunto frutto illecito di una frode orchestrata dall’ex gestore patrimoniale ginevrino Eric Freymond.

In sintesi:

  • Maxi-sequestro in Toscana di beni riconducibili ai risparmi di Ursula Andress.
  • Valore complessivo dei sequestri: circa 20 milioni di euro in immobili, terreni e opere d’arte.
  • Al centro dell’inchiesta l’ex gestore patrimoniale ginevrino Eric Freymond, poi suicida.
  • Indagini ancora aperte su avvocato e notaio nel Canton Vaud per presunte complicità.

Come è stato rintracciato il tesoro di Ursula Andress in Toscana

Tutto parte dalla denuncia in Svizzera di Ursula Andress, insospettita da un progressivo svuotamento dei conti affidati a fiduciari finanziari. Le autorità elvetiche, analizzando il “paper trail”, hanno individuato una fitta trama di operazioni opache, mirate a rendere irraggiungibili i fondi.
Il flusso di denaro conduce in Toscana, dove la Procura di Firenze apre un autonomo fascicolo e affida alla Guardia di Finanza accertamenti bancari e societari di dettaglio.
Gli investigatori ricostruiscono il circuito di riciclaggio e individuano a San Casciano Val di Pesa 11 immobili e 14 terreni – tra cui vigneti e oliveti di pregio – oltre a opere d’arte e liquidità, per un valore equivalente a 18 milioni di franchi svizzeri.

Si tratta, secondo gli inquirenti, di beni acquistati con capitali drenati dal patrimonio dell’attrice e reimpiegati in un’operazione immobiliare di lungo periodo nel cuore del Chianti, tipica strategia di riciclaggio ad alto profilo utilizzata per schermare l’origine illecita dei fondi.

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L’architetto della frode, i complici e il dramma personale di Andress

Al centro del meccanismo viene individuato l’ex gestore patrimoniale di Ginevra Eric Freymond, già emerso in un contenzioso con l’erede Hermès Nicolas Puech. Secondo l’inchiesta, Freymond avrebbe progressivamente drenato il patrimonio di Ursula Andress, investendo in titoli di scarso valore e compiendo operazioni non autorizzate.
Parte dei capitali sarebbe stata destinata all’acquisto di opere d’arte intestate alla moglie del finanziere, in un gioco di schermi societari e prestanome. Messo alle strette, Freymond avrebbe ammesso parte degli illeciti, salvo togliersi la vita due settimane dopo, lasciando agli inquirenti una rete di conti e intermediari da decifrare.

Nel Canton Vaud sono ora sotto esame un avvocato e un notaio, sospettati di aver fornito copertura legale e organizzativa. L’avvocato respinge ogni accusa di complicità, mentre il notaio oppone il segreto professionale.

Per l’attrice, il caso è anche un trauma personale. In una intervista a “Blick” ha dichiarato: “Sono ancora sotto choc, sono stata scelta deliberatamente come vittima. Per otto anni sono stata adulata e manipolata”. E ancora: “Speravo di vivere serenamente gli ultimi anni della mia vita, invece sono stata ignobilmente truffata”.

Il sequestro in Toscana rappresenta un passaggio cruciale verso la possibile restituzione dei beni, ma le verifiche sui flussi finanziari e sui soggetti coinvolti restano in corso fra Italia e Svizzera.

Prospettive future e lezioni per i patrimoni degli artisti

Il caso Andress diventa paradigma dei rischi legati alla gestione fiduciaria dei patrimoni di artisti e personaggi pubblici anziani, spesso dipendenti dalla buona fede verso consulenti e gestori.
Le indagini italiane e svizzere definiranno ora i percorsi di eventuale rientro dei capitali e di responsabilità civili e penali dei presunti complici, con possibili effetti giurisprudenziali sui controlli antiriciclaggio nel wealth management transfrontaliero.

Per Ursula Andress, il maxi-sequestro in Chianti segna un primo, concreto passo verso la tutela dei propri diritti patrimoniali e della dignità personale, dopo anni di manipolazioni e insonnia raccontati in pubblico con rara franchezza.

FAQ

Chi è coinvolto nel caso di frode ai danni di Ursula Andress?

La vicenda coinvolge l’attrice Ursula Andress, l’ex gestore patrimoniale ginevrino Eric Freymond e, in indagine, un avvocato e un notaio svizzeri.

Quanto vale il sequestro disposto in Toscana a favore di Ursula Andress?

Il sequestro vale circa 20 milioni di euro, equivalenti a 18 milioni di franchi svizzeri, in immobili, terreni, opere d’arte e liquidità.

Dove si trovano gli immobili e i terreni sequestrati collegati al patrimonio Andress?

Gli immobili e i terreni sequestrati si trovano nel comune di San Casciano Val di Pesa, nel comprensorio del Chianti fiorentino.

Cosa rischiano eventuali complici nella gestione fraudolenta del patrimonio Andress?

Eventuali complici, se riconosciuti responsabili, rischiano imputazioni per riciclaggio, appropriazione indebita e concorso in frode, con sequestri patrimoniali e possibili condanne penali.

Da quali fonti è stata rielaborata questa ricostruzione giornalistica sul caso Andress?

La ricostruzione deriva congiuntamente da fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.


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