La notizia in sintesi
– L’Università Statale dell’Arizona ha sviluppato il modello DAMM su digestione, assorbimento e microbiota.
– Lo studio suggerisce che contare le calorie da solo può non descrivere l’energia realmente disponibile.
– Una dieta ricca di fibre è stata associata a un assorbimento energetico inferiore.
– Il microbiota intestinale emerge come fattore chiave per peso, metabolismo e nutrizione personalizzata.
(Riassunto generato con AI)
Il modello DAMM e il peso corporeo
L’Università Statale dell’Arizona è al centro di una nuova ricerca che prova a chiarire perché persone diverse reagiscano in modo diverso alla stessa dieta. Il lavoro presenta DAMM, un modello matematico che analizza digestione, assorbimento e metabolismo microbico, includendo il ruolo del microbiota intestinale. Secondo quanto riportato, l’obiettivo è capire meglio come l’organismo ricavi energia dagli alimenti e perché il solo conteggio calorico non basti sempre a spiegare aumento o perdita di peso.
Il tema è rilevante perché riguarda sovrappeso, obesità, diabete di tipo 2 e altre condizioni metaboliche. La premessa resta valida: il bilancio calorico conta. Ma questa ricerca indica che l’energia effettivamente assorbita può variare in base a fattori biologici e intestinali.
Perché il microbiota cambia il bilancio energetico
Il modello DAMM segue virtualmente il percorso del cibo nel sistema digestivo e stima quanta energia venga assorbita dall’organismo e quanta raggiunga il colon, dove interviene il microbiota. Qui i batteri fermentano fibre e componenti non completamente digeriti, producendo acidi grassi a catena corta che possono essere assorbiti e usati come energia.
Nel confronto tra due schemi alimentari, uno ricco di fibre e amido resistente e uno di tipo occidentale con cibi più raffinati, i risultati hanno mostrato differenze: chi seguiva la dieta occidentale assorbiva in media circa 116 calorie in più al giorno. Il gruppo con più fibre non riportava una maggiore sensazione di fame. Gli studiosi hanno inoltre stimato che gli acidi grassi a catena corta possano contribuire mediamente a circa 140 calorie al giorno, pari a oltre il 7% dell’energia totale disponibile. Il dato rafforza l’idea che non conti solo quanto si mangia, ma anche come l’intestino elabora il cibo.
Le implicazioni per le diete future
La ricerca non elimina il valore delle calorie, ma propone una lettura più precisa del metabolismo. Secondo gli autori, due persone con la stessa assunzione calorica potrebbero assorbire quantità diverse di energia per effetto del microbiota.
DAMM è ancora in sviluppo e richiede ulteriori validazioni cliniche, ma indica una direzione chiara: una nutrizione più personalizzata. Nel frattempo, il messaggio più solido resta il ruolo delle fibre, già descritte come supporto alla salute intestinale e metabolica.
FAQ
Che cos’è il modello DAMM?
Sì, è un modello matematico che valuta digestione, assorbimento ed effetto del microbiota sull’energia ricavata dagli alimenti.
Perché contare le calorie può non bastare?
Sì, perché persone diverse possono assorbire energia in modo differente anche con lo stesso apporto calorico.
Quale dieta ha mostrato maggiore assorbimento energetico?
Sì, la dieta occidentale ha mostrato in media circa 116 calorie al giorno in più assorbite.
Che ruolo hanno le fibre nello studio?
Sì, le fibre risultano associate a minore assorbimento energetico e non a una maggiore sensazione di fame.
Da dove deriva la fonte originale dell’articolo?
Sì, la fonte originale è stata derivata da un’elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it ed Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



