La notizia in sintesi
- Cassazione: affitti troppo bassi possono far scattare controlli fiscali.
- La registrazione del contratto non esclude verifiche dell’Agenzia delle Entrate.
- Il Fisco può stimare il canone reale con accertamento induttivo.
- Per difendersi servono prove concrete sul minor valore dell’immobile.
(Riassunto generato con AI).
Affitti bassi, cosa dice la Cassazione
La Corte di Cassazione ha chiarito che affittare un immobile a un canone molto inferiore ai valori di mercato può esporre il proprietario a controlli dell’Agenzia delle Entrate, anche se il contratto è regolarmente registrato. La pronuncia, richiamata dalla sentenza del 24 novembre 2020, riguarda il reddito da locazione e spiega che la sola registrazione non basta a escludere accertamenti fiscali.
Il punto centrale è che il Fisco può verificare se il canone dichiarato corrisponda a quello effettivamente percepito. Se emergono scostamenti rilevanti rispetto ai prezzi praticati per immobili simili nella stessa zona o nello stesso stabile, può nascere il sospetto di somme incassate non dichiarate.
Come scatta l’accertamento del Fisco
L’Agenzia delle Entrate può ricorrere all’accertamento induttivo per ricostruire il reddito reale da affitto. Questo strumento si fonda su elementi presuntivi che, come precisato dalla giurisprudenza, devono essere precisi, coerenti e concordanti.
Tra gli indici più utilizzati c’è il confronto tra il canone dichiarato e quelli applicati a immobili analoghi. La Cassazione, con la sentenza 26636 del 2020, ha ritenuto che una forte discrepanza possa essere sufficiente per avviare i controlli e spostare sul contribuente l’onere di dimostrare la correttezza del prezzo indicato.
Nel caso esaminato, una società aveva locato un immobile a un prezzo molto più basso rispetto al mercato nello stesso edificio, con un inquilino legato da rapporti familiari alle socie. Per la Corte, il legame di parentela non basta da solo a giustificare un canone così ridotto, soprattutto quando il locatore è una persona giuridica.
Quali prove possono evitare contestazioni
Per difendersi da un accertamento fiscale non bastano spiegazioni generiche. Servono elementi documentali concreti, capaci di giustificare in modo oggettivo un canone inferiore ai valori di mercato.
Possono essere utili perizie tecniche su problemi dell’immobile, come infiltrazioni o impianti obsoleti, oppure accordi che attribuiscano all’inquilino specifici oneri economici. La conseguenza pratica è chiara: chi concede in locazione a prezzi molto bassi deve poter dimostrare con documenti verificabili le ragioni economiche della scelta.
FAQ
Un contratto registrato evita i controlli fiscali?
Sì, la registrazione è obbligatoria, ma non impedisce all’Agenzia delle Entrate di effettuare accertamenti sul canone realmente percepito.
Quando un affitto può apparire sospetto al Fisco?
Sì, quando il canone risulta molto inferiore rispetto a quello di immobili simili nella stessa zona o nello stesso stabile.
Cos’è l’accertamento induttivo sugli affitti?
Sì, è il metodo con cui il Fisco stima il reddito reale usando presunzioni precise, coerenti e concordanti.
Come si giustifica un canone inferiore al mercato?
Sì, con prove concrete come perizie tecniche sull’immobile o accordi che prevedano oneri specifici a carico dell’inquilino.
Qual è la fonte originale di questo articolo?
Sì, il contenuto deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.



