Niente sembra riuscire a fermare lo sviluppo di Uber, sempre alla ricerca di nuovi innesti per migliorare la tecnologia offerta ai suoi clienti.
Va in questa direzione anche l’accordo siglato nelle ultime ore, e riportato in anteprima da TechCrunch, fra la startup di San Francisco e Microsoft, un’importante partnership che riguarda le mappe di Bing per il quale non sono stati resi noti i dettagli economici.
In sintesi Uber acquista le mappe di Microsoft, ma non solo, perché l’operazione comprende anche un data center, le macchine fotografiche, la proprietà intellettuale, e 100 ingegneri che lasceranno Redmond per traslocare a San Francisco.
Microsoft non uscirà totalmente dal progetto Bing Maps, ma avrà un ruolo dedicato all’esperienza utente: l’operazione va inquadrata nella volontà di Uber di offrire un servizio di cartografia ai propri utenti, e si aggiunge alla recente assunzione di Brian McClendon, una delle figure chiave dello sviluppo di Google Maps.
Questi due indizi stanno sollevando molti dubbi sul rapporto fra Google e Uber: il colosso di Mountain View ha investito, nei mesi passati, circa 250 milioni di dollari nella startup del trasporto condiviso.
Se per molto tempo si è discusso di quanto Big G conti all’interno di Uber, la storia delle mappe, con Kalanick e soci che hanno snobbato Google Maps, apre comunque ulteriori e nuovi scenari.
Intanto, parallelamente, all’interno di una operazione di cessione più ampia, si inserisce anche un altro accordo importantissimo: Microsoft ha ceduto ad AOL il business della pubblicità.
La multinazionale mass mediatica Aol assumerà infatti i circa 1200 dipendenti della società di Redmond impiegati in questo settore, ponendo la parola fine all’esperienza di Microsoft nel campo dell’advertising.
Accordo di durata decennale che prevede, tra le altre cose, che Bing diventi il motore di ricerca predefinito di Aol: questa cessione, insieme a quella di Bing Maps, riflette una volontà precisa del CEO di Microsoft, Satya Nadella, ostinato a portare l’azienda verso obiettivi più legati al vero business di Microsoft.
Ora non ci rimane che aspettare altre e imprevedibili novità.
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