La notizia in sintesi
- SpaceX ha annullato il tredicesimo test di Starship pochi istanti prima del decollo.
- L’abort automatico è scattato perché alcuni motori Raptor non si sono avviati.
- Elon Musk ha annunciato la sostituzione di due Raptor e un nuovo tentativo.
- Il rinvio coinvolge un test cruciale per Starlink e per i programmi lunari della NASA.
Riassunto generato con AI
Starship rinviata dopo l’abort automatico
SpaceX ha rinviato il tredicesimo volo di prova di Starship dalla base di Starbase, a Boca Chica in Texas, nella notte italiana del 17 luglio. Il razzo era pronto al decollo suborbitale quando, durante la sequenza di accensione del booster Super Heavy, il sistema automatico ha interrotto il conto alla rovescia.
La causa immediata indicata da Elon Musk riguarda il mancato avvio di alcuni motori Raptor. “Alcuni motori non si sono avviati, innescando un’interruzione automatica del lancio”, ha scritto il fondatore e amministratore delegato di SpaceX, precisando che il propellente è stato scaricato in sicurezza.
Il lancio era rilevante perché avrebbe dovuto inaugurare un nuovo test operativo della versione di terza generazione del sistema, verificando soluzioni destinate sia alla costellazione Starlink sia alle future missioni lunari della NASA.
https://x.com/SpaceX/status/2077785645645209727?ref_src=twsrc%5Etfw
Motori da sostituire e obiettivi della missione
La sospensione è avvenuta all’ultimo secondo, quando non tutti i 33 motori del booster si sono attivati. Le fonti convergono sul fatto che l’anomalia abbia interessato la fase iniziale di accensione, prima del distacco dalla rampa: il veicolo è quindi rimasto a terra e non risultano problemi derivanti dal volo.
Musk ha spiegato che, per aumentare la fiducia in un test regolare, due motori Raptor saranno rimossi e sostituiti. Il nuovo tentativo è indicato come probabile all’inizio della prossima settimana, dopo l’analisi tecnica dei dati raccolti durante l’abort.
La missione avrebbe impiegato Ship 40 e Super Heavy Booster 20. Il piano prevedeva il rilascio di 20 satelliti Starlink V3 funzionanti, con pannelli solari e antenne da dispiegare e collegare alla costellazione esistente; essendo su traiettoria suborbitale, i satelliti avrebbero dovuto rientrare e distruggersi nell’atmosfera circa 20 minuti dopo il rilascio.
Tra gli altri obiettivi figuravano la riaccensione nello spazio di un Raptor atmosferico, già tentata senza successo nel test precedente, e la verifica degli aggiornamenti allo scudo termico. Alcune piastrelle isolate, dotate di sensori, erano state predisposte per raccogliere dati nei passaggi più sollecitati della missione.
Un test importante per Luna e Starlink
Il rinvio non cancella il valore strategico di Flight 13: il test deve dimostrare l’affidabilità dell’intera sequenza, dal decollo alla separazione degli stadi fino al rientro controllato del booster nel Golfo del Messico. Nel precedente volo di maggio, anomalie ai propulsori impedirono il riavvio previsto per guidare il booster verso un ammaraggio più morbido.
SpaceX ha successivamente introdotto aggiornamenti hardware e software. La maturazione di Starship è osservata anche dalla NASA, che conta sul veicolo per il programma Artemis; Blue Origin di Jeff Bezos lavora parallelamente al proprio lander Blue Moon.
FAQ
Perché Starship non è decollata?
Sì, il decollo è stato annullato perché alcuni motori Raptor non si sono avviati, attivando automaticamente la procedura di abort.
Quando potrebbe ripartire Starship?
Sì, Elon Musk ha indicato l’inizio della prossima settimana come finestra più probabile, dopo la sostituzione di due motori Raptor.
Da dove sarebbe decollata la missione?
Sì, Flight 13 sarebbe partita dal Pad 2 di Starbase, il complesso di SpaceX situato a Boca Chica, in Texas.
Cosa trasportava il volo Starship 13?
Sì, la missione prevedeva il rilascio di 20 satelliti Starlink V3, destinati a collegarsi temporaneamente alla costellazione attraverso collegamenti ottici.
Come è stata verificata questa notizia?
Sì, il contenuto nasce da analisi approfondita e verifica incrociata della nostra Redazione su CNBC, Hardware Upgrade, Il Sole 24 ORE e RaiNews.




