Servizi digitali, svolta deleghe online senza Spid né Cie

Servizi digitali, svolta deleghe online senza Spid né Cie

10 Marzo 2026

Deleghe digitali per i servizi pubblici: cosa cambia per chi non ha Spid

Il Governo italiano introduce un nuovo sistema di deleghe digitali per consentire anche a chi non possiede Spid o Carta d’identità elettronica (Cie) di accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione.
Il meccanismo, operativo sul territorio nazionale e rivolto ai cittadini iscritti all’Anagrafe nazionale della popolazione residente, permette di autorizzare fino a due persone di fiducia ad agire online in propria vece.
La misura, varata nel 2026 con il via libera del Garante per la protezione dei dati personali, punta a ridurre il divario digitale e a rendere effettivo il diritto di accesso ai servizi pubblici anche per anziani, fragili e cittadini in difficoltà tecnologica.

In sintesi:

  • Nuovo portale deleghe per chi non possiede Spid o Cie.
  • Possibile nominare fino a due persone di fiducia come delegati.
  • Delegato accede con la propria identità digitale ma opera per conto del delegante.
  • Sistema tracciato e autorizzato dal Garante Privacy, legato agli obiettivi Pnrr.

Il cuore della riforma è un portale nazionale per la gestione delle deleghe online, pensato per integrare e non sostituire Spid e Cie.
Ogni cittadino potrà conferire delega a massimo due soggetti di fiducia, che utilizzeranno i propri strumenti di identificazione digitale per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione, ma con la facoltà di operare espressamente “per conto” del delegante.
Il sistema, strutturato per rispettare i principi del Garante Privacy, è accessibile a tutti gli iscritti all’Anagrafe nazionale della popolazione residente e costituisce uno dei tasselli chiave della strategia di digitalizzazione della Pa prevista dal Pnrr, con termine di completamento fissato a giugno 2026.

Come funziona il portale delle deleghe e quali servizi include

In fase di attivazione della delega, il cittadino dovrà indicare i dati identificativi del delegato (nome, cognome, codice fiscale e riferimenti di contatto), specificando con attenzione l’ambito di utilizzo: tipologia di servizi, durata temporale, eventuali limitazioni.
Il delegato accederà ai portali della Pubblica Amministrazione con il proprio Spid o Cie, ma l’interfaccia mostrerà chiaramente che sta operando per conto del delegante; le operazioni saranno registrate con tracciatura separata per garantire trasparenza, responsabilità e possibilità di verifica successiva.
Tra i servizi tipicamente delegabili rientrano pratiche fiscali, consultazione e richiesta di certificati anagrafici, gestione di posizioni contributive e previdenziali, oltre all’accesso a referti e dati sanitari laddove previsto dalle singole amministrazioni.

Sia il delegante sia il delegato dovranno essere identificati attraverso procedure robuste, che possono includere riconoscimento di persona presso gli sportelli abilitati, video-identificazione o utilizzo di credenziali già qualificate.
L’obiettivo è evitare deleghe fittizie o estorte, assicurando che l’autorizzazione sia volontaria, consapevole e revocabile in ogni momento tramite lo stesso portale o canali alternativi predisposti.
Ogni operazione del delegato costituirà attività pienamente valida verso la Pubblica Amministrazione, ma resterà documentata in appositi registri, così da permettere controlli, contestazioni e audit in caso di abusi o utilizzi impropri.

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Impatto su inclusione digitale e prossimi sviluppi del sistema deleghe

Il nuovo meccanismo di delega digitale introduce un passaggio cruciale: riconosce formalmente il ruolo dei “facilitatori di fiducia” – familiari, caregiver, professionisti – nella gestione dei rapporti online con la Pubblica Amministrazione.
Nel medio periodo, il portale potrà diventare un hub unico di gestione dei poteri di rappresentanza digitale, integrando procure, tutele e altri istituti già presenti nell’ordinamento civile.
Questo approccio, se correttamente implementato e monitorato, può rafforzare l’inclusione di milioni di cittadini oggi esclusi dai servizi digitali per motivi anagrafici, sociali o tecnologici, riducendo il rischio di intermediazioni opache e segmentando con precisione chi può fare che cosa, quando e per conto di chi.

FAQ

Chi può utilizzare la nuova delega digitale per i servizi pubblici online?

Possono utilizzare il sistema tutti i cittadini iscritti all’Anagrafe nazionale della popolazione residente, inclusi anziani e persone prive di Spid o Cie.

Quante persone posso nominare come delegati per i servizi online?

È possibile nominare fino a due persone di fiducia, definendo per ciascuna ambito, durata e limiti operativi della delega digitale.

Come posso revocare una delega digitale già concessa a un familiare?

La revoca avviene in modo esplicito, accedendo al portale delle deleghe oppure recandosi presso gli sportelli abilitati della Pubblica Amministrazione.

Le operazioni del delegato sui servizi online sono tracciate e verificabili?

Sì, tutte le attività del delegato sono registrate con data, ora e servizio utilizzato, consentendo controlli successivi e verifiche puntuali.

Da quali fonti sono state elaborate le informazioni su deleghe digitali e servizi Pa?

Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di dati Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.

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