Riscaldamento, nuove regole di spegnimento: calendario aggiornato città per città

Riscaldamento, nuove regole di spegnimento: calendario aggiornato città per città

16 Marzo 2026

Spegnimento termosifoni 2026: date, regole e differenze tra città

Nel 2026 lo spegnimento dei termosifoni negli edifici con riscaldamento centralizzato è regolato dal D.P.R. 412/1993, che suddivide l’Italia in sei zone climatiche e fissa un calendario diverso per ogni area.
Le date di chiusura vanno dal 15 marzo al 15 aprile 2026, con limiti di ore giornaliere di utilizzo per quasi tutte le province e nessun vincolo solo nella fascia climatica F.

Le regole interessano soprattutto chi vive in condominio, mentre chi dispone di riscaldamento autonomo mantiene maggiore flessibilità, pur dovendo rispettare temperature massime e orari di esercizio stabiliti dalla normativa sul contenimento dei consumi energetici.
In caso di ondate di freddo, i Sindaci possono autorizzare proroghe temporanee dell’accensione, intervenendo con proprie ordinanze.

In sintesi:

  • Calendario spegnimento termosifoni 2026 fissato dal D.P.R. 412/1993 in base alle zone climatiche.
  • Date comprese tra 15 marzo e 15 aprile, con eccezione della fascia climatica F.
  • Obbligo stringente per condomìni con riscaldamento centralizzato, più flessibilità con impianti autonomi.
  • Sindaci possono prorogare accensione in presenza di condizioni meteo eccezionalmente fredde.

La normativa nazionale sulla climatizzazione degli edifici punta a ridurre i consumi energetici e le emissioni, bilanciando comfort abitativo e risparmio.
Il territorio italiano è suddiviso in zone climatiche in base alla rigidità media degli inverni: più fredda è la zona, più lungo è il periodo consentito di accensione e maggiori sono le ore giornaliere disponibili.

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Queste regole incidono soprattutto sui condomini con impianto centralizzato, dove l’assemblea non può derogare liberamente al calendario nazionale, salvo specifiche ordinanze comunali.
Per chi ha il riscaldamento autonomo, restano comunque limiti di principio: temperature interne consigliate intorno a 20°C e orari contenuti per evitare sprechi e possibili contestazioni, anche in sede condominiale o di controllo.

In caso di prolungata ondata di freddo, le amministrazioni comunali possono ordinare l’estensione dei periodi di accensione, con efficacia su tutto il territorio cittadino o su specifiche aree particolarmente esposte.

Zone climatiche, orari e date di spegnimento dei riscaldamenti 2026

L’Italia è ripartita in sei zone climatiche (A, B, C, D, E, F), determinate dalla differenza tra la temperatura ideale interna (20°C) e la media giornaliera esterna.
Questa classificazione definisce sia le ore massime giornaliere di accensione, sia il periodo della stagione termica, incluso lo spegnimento per il 2026.

Nella fascia A (Lampedusa, Linosa, Porto Empedocle) l’accensione è consentita fino a 5 ore al giorno con spegnimento fissato al 15 marzo 2026.
Nella fascia B (tra cui Agrigento, Catania, Messina, Palermo, Reggio Calabria, Siracusa, Trapani) il limite è di 7 ore giornaliere e lo spegnimento al 31 marzo 2026.

Nella fascia C (tra le altre Bari, Benevento, Brindisi, Cagliari, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Imperia, Latina, Lecce, Napoli, Oristano, Ragusa, Salerno, Sassari, Taranto) sono consentite 9 ore al giorno con spegnimento il 31 marzo 2026.
La fascia D (ad esempio Ancona, Ascoli Piceno, Avellino, Caltanissetta, Chieti, Firenze, Foggia, Forlì, Genova, Grosseto, Isernia, La Spezia, Livorno, Lucca, Macerata, Massa, Carrara, Matera, Nuoro, Pesaro, Pescara, Pisa, Pistoia, Prato, Roma, Savona, Siena, Teramo, Terni, Verona, Vibo Valentia, Viterbo) prevede 11 ore giornaliere e spegnimento al 15 aprile 2026.

Nella fascia E (tra cui Alessandria, Aosta, Arezzo, Asti, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Como, Cremona, Enna, Ferrara, Cesena, Frosinone, Gorizia, L’Aquila, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Modena, Novara, Padova, Parma, Pavia, Perugia, Piacenza, Pordenone, Potenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Rovigo, Sondrio, Torino, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Verbania, Vercelli, Vicenza) sono autorizzate fino a 13 ore di esercizio giornaliero con spegnimento al 15 aprile 2026.
La fascia F (solo Belluno e Cuneo) non ha limiti di orario né di periodo, per la particolare severità climatica.

In tutte le zone, i Sindaci possono autorizzare proroghe o riduzioni straordinarie, in relazione alle condizioni meteorologiche o a esigenze di emergenza energetica.

Impatto sui consumatori e possibili sviluppi normativi futuri

Le scadenze 2026 per lo spegnimento dei termosifoni incidono direttamente sulle bollette delle famiglie e sulla programmazione dei condomìni.
Una gestione più rigorosa di orari e temperature consente risparmi significativi sui consumi di gas e un minore impatto ambientale.

Nei prossimi anni è probabile una revisione delle zone climatiche, alla luce del cambiamento climatico e dei nuovi standard europei di efficienza energetica.
Ciò potrebbe portare a una diversa classificazione di alcune province e a un aggiornamento dei calendari di accensione e spegnimento, con riflessi su abitudini domestiche, interventi di riqualificazione energetica e politiche di sostegno alle famiglie più esposte ai rincari energetici.

FAQ

Quando si spengono i termosifoni a Roma nel 2026?

Per Roma, in zona climatica D, lo spegnimento dei riscaldamenti centralizzati è fissato al 15 aprile 2026, salvo eventuali proroghe disposte dal Sindaco per freddo anomalo.

Qual è la data di spegnimento riscaldamento a Milano nel 2026?

Per Milano, in zona climatica E, la data di spegnimento dei termosifoni centralizzati è il 15 aprile 2026, con massimo 13 ore giornaliere di utilizzo.

Chi ha riscaldamento autonomo deve rispettare le stesse date?

Per gli impianti autonomi le date sono più flessibili, ma vanno comunque rispettati i limiti di temperatura interna (circa 20°C) e orari, secondo il principio di contenimento dei consumi energetici.

I Sindaci possono prorogare l’accensione dei termosifoni?

Sì, i Sindaci possono emettere ordinanze che autorizzano l’accensione oltre le date previste, in presenza di condizioni climatiche eccezionalmente rigide o situazioni di emergenza documentate.

Quali sono le fonti delle informazioni sulle date di spegnimento 2026?

Le informazioni derivano da una elaborazione redazionale basata su fonti ufficiali e agenzie, tra cui Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate.

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