Rilascio DURC immediato con richiesta di dilazione anche se INPS ritarda

Rilascio DURC immediato con richiesta di dilazione anche se INPS ritarda

25 Marzo 2026

Cassazione e DURC: quando la rateazione salva gli sgravi contributivi

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 6142 del 17 marzo 2026, ha chiarito quando un’azienda può mantenere gli sgravi contributivi pur avendo avuto irregolarità nei versamenti a INPS e INAIL.
Al centro della decisione c’è il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva), requisito essenziale per accedere a numerose agevolazioni sul costo del lavoro in tutta Italia.

La controversia nasce da contributi non pagati e dalla successiva richiesta di dilazione presentata entro 15 giorni dall’invito a regolarizzare. L’ente previdenziale ha disconosciuto le agevolazioni sostenendo che, entro quel termine, dovesse intervenire anche l’accoglimento formale della domanda.
La Cassazione ha invece riconosciuto che la sola richiesta tempestiva di rateazione è sufficiente a mantenere la regolarità contributiva ai fini del DURC, purché il piano venga poi rispettato.

In sintesi:

  • Il DURC è decisivo per ottenere e conservare gli sgravi contributivi.
  • La richiesta di dilazione entro 15 giorni tutela la regolarità contributiva.
  • Il ritardo dell’ente previdenziale non può far perdere i benefici.
  • La Cassazione rafforza la certezza operativa per imprese e consulenti.

Perché la decisione sul DURC cambia la gestione degli sgravi

Il DURC certifica che il datore di lavoro è in regola con gli obblighi verso INPS e INAIL e condiziona l’accesso alle agevolazioni previste dall’art. 1, commi 1175 e 1176, L. 296/2006.
Un’irregolarità, anche limitata nel tempo, può determinare la perdita degli sgravi già fruiti e il recupero delle somme da parte degli enti.

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Nel caso esaminato, l’azienda aveva ricevuto un invito a regolarizzare e, entro 15 giorni, aveva presentato domanda di dilazione del debito, poi accolta e interamente rispettata.
L’ente previdenziale ha però negato la regolarità sostenendo che, nel termine di 15 giorni, non bastasse l’istanza, ma fosse necessario anche il provvedimento di accoglimento.

La Cassazione ha respinto questa tesi, affermando che sarebbe irragionevole far dipendere il DURC da tempi amministrativi non controllabili dal contribuente. La richiesta tempestiva di rateazione dimostra la volontà effettiva di rientrare e, se successivamente accolta e rispettata, mantiene intatti gli sgravi contributivi già riconosciuti.

Implicazioni operative per imprese, professionisti e controllo del rischio

La pronuncia rafforza la tutela dell’affidamento delle aziende che reagiscono con tempestività agli inviti di regolarizzazione.
Per imprese, consulenti del lavoro e studi professionali, la priorità diventa protocollare immediatamente la domanda di dilazione entro i 15 giorni, documentando ogni passaggio.

In presenza di un’istanza tempestiva poi accolta, il DURC non può essere negato solo perché l’ente ha deliberato oltre il termine. Ciò riduce il rischio di recuperi contributivi e di blocco improvviso di appalti, incentivi e bonus legati alla regolarità contributiva.

Resta essenziale il rispetto rigoroso del piano di rateazione: eventuali inadempimenti successivi possono far venir meno gli effetti positivi della sentenza. Tuttavia, il principio affermato dalla Cassazione riequilibra il rapporto tra contribuenti ed enti previdenziali, valorizzando il comportamento concreto e tempestivo del datore di lavoro.

FAQ

Che cos’è il DURC e perché è indispensabile alle imprese?

Il DURC attesta la regolarità verso INPS e INAIL ed è indispensabile per appalti, incentivi, sgravi contributivi e molti benefici pubblici.

Quando la domanda di rateazione salva gli sgravi contributivi?

La domanda di rateazione salva gli sgravi se presentata entro 15 giorni dall’invito a regolarizzare e se il piano viene poi integralmente rispettato.

Cosa succede se l’ente previdenziale risponde oltre i 15 giorni?

Succede che, secondo la Cassazione, il ritardo dell’ente non può far perdere gli sgravi, se l’istanza era tempestiva e successivamente accolta.

Come devono comportarsi imprese e consulenti alla ricezione dell’invito?

Devono presentare immediatamente domanda di dilazione entro 15 giorni, conservare le ricevute e rispettare puntualmente tutte le scadenze del piano rateale.

Quali sono le fonti utilizzate per questa analisi sul DURC?

Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di dati tratti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.


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