La notizia in sintesi
- Revolut ha costituito Revolut Ventures con Carne Group: il lancio della piattaforma è previsto nel 2027.
- I clienti idonei potranno investire in società tecnologiche private direttamente dall’app, accanto agli strumenti già disponibili.
- L’iniziativa segue l’introduzione dei Mercati Privati in alcune giurisdizioni dello Spazio economico europeo a luglio 2026.
- Gli investimenti non quotati presentano minore liquidità rispetto alle azioni quotate e un rischio sostanziale di perdita del capitale.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
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Revolut prepara una piattaforma per consentire ai clienti idonei di investire in società tecnologiche non quotate. La fintech, che conta 80 milioni di clienti, ha annunciato il 26 ottobre 2026 la costituzione di Revolut Ventures in collaborazione con Carne Group. Il lancio è programmato per il 2027: l’accesso sarà integrato nell’app, insieme agli strumenti di investimento già disponibili.
Il progetto punta a estendere agli investitori al dettaglio idonei l’accesso a investimenti in venture capital, un ambito rimasto tradizionalmente appannaggio delle grandi istituzioni e delle persone con patrimoni molto elevati. La costituzione di Revolut Ventures precede dunque l’avvio del servizio: l’annuncio riguarda la creazione della struttura destinata a ospitare la nuova offerta, non la sua disponibilità immediata per i clienti.
Società private e tempi più lunghi per la quotazione
Alla base dell’iniziativa c’è l’allungamento dei tempi con cui le imprese arrivano in Borsa. Secondo i dati di PitchBook e Morningstar Indexes citati da Revolut, aggiornati a dicembre 2025, l’età media delle società al momento dell’offerta pubblica iniziale è passata da 6,9 anni nel 2014 a 11 anni nel 2025. Le aziende restano quindi private più a lungo prima di aprire il capitale al mercato azionario.
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Revolut collega questa tendenza allo spostamento di una parte maggiore della creazione di valore nella fase precedente alla quotazione. È su questo segmento che si concentra la nuova piattaforma: società tecnologiche private ad alta crescita, nelle quali i clienti ammessi potranno assumere posizioni da affiancare agli investimenti già presenti nei propri portafogli.
Un altro dato richiamato dall’azienda riguarda la contrazione del numero di società quotate negli Stati Uniti, sceso da 7.000 nel 2000 a 3.900 nel 2025. Revolut segnala inoltre il ricorso alle operazioni di ritiro dal listino, i cosiddetti take-private, e la scelta di alcune imprese mature e capaci di generare cassa di non quotarsi. Sono dinamiche che restringono l’insieme delle società accessibili attraverso i mercati pubblici.
L’accesso attraverso l’app
La gestione della piattaforma resterà a Revolut. Rolandas Juteika, Head of Revolut Wealth and Trading (EEA) di Revolut, ha descritto così l’obiettivo dell’iniziativa:
“Con Revolut Ventures puntiamo a smantellare una delle ultime barriere nella gestione patrimoniale: l’esclusione degli investitori al dettaglio dalle società non quotate. La creazione di valore avviene molto prima di una IPO e, gestendo la nostra piattaforma, diamo agli investitori di tutti i giorni l’opportunità di accedere ai leader di mercato di domani direttamente dall’app Revolut”.
Nell’app, Revolut Ventures si affiancherà ad azioni statunitensi e dello Spazio economico europeo, ETF, fondi del mercato monetario, obbligazioni e fondi del mercato privato. L’integrazione riunirà quindi nello stesso ambiente l’accesso alle nuove opportunità e agli strumenti esistenti, pur trattandosi di investimenti con caratteristiche differenti.
Il progetto segue l’introduzione dei Mercati Privati, avvenuta a luglio 2026 in alcune giurisdizioni dello Spazio economico europeo. Revolut prosegue così l’ampliamento dell’offerta verso attività non quotate, con una piattaforma dedicata alle partecipazioni in aziende tecnologiche private.
Liquidità e rischio del capitale
La possibilità di investire prima della quotazione non elimina i rischi legati a queste attività. Revolut evidenzia che le opportunità previste presentano una liquidità significativamente inferiore rispetto alle azioni negoziate sui mercati pubblici e comportano un rischio sostanziale di perdita del capitale. Il potenziale di crescita va quindi distinto dalla possibilità di recuperare quanto investito.
Il prossimo passaggio indicato è il lancio nel 2027. L’offerta è destinata ai clienti idonei, non indistintamente a tutta la clientela: è entro questo perimetro che Revolut intende ampliare l’accesso agli investimenti nelle società private.
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