Referendum, il No domina nelle grandi città incluse roccaforti di destra con picchi a Napoli e Palermo

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24 Marzo 2026

Rai, Regione Lazio e Atenei uniti per parità di genere nei panel pubblici

A Roma, il 23 marzo, Rai, Regione Lazio e le sei università statali laziali – Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre, Foro Italico, Tuscia e Cassino – hanno sottoscritto il protocollo d’intesa “No Women No Panel – Senza Donne Non se ne Parla”. L’accordo, siglato nella Sala Tevere della Presidenza regionale, impone l’equilibrio di genere in convegni, seminari e talk, oltre al monitoraggio delle buone pratiche attraverso l’analisi socio-statistica del Cnr. L’iniziativa, nata su impulso della Commissione europea e rilanciata da Rai, mira a superare l’invisibilità femminile negli spazi pubblici di dibattito, rafforzando la responsabilità delle istituzioni nel garantire una rappresentazione paritaria e competente delle donne nei luoghi in cui si forma l’opinione pubblica.

In sintesi:

  • Firmato a Roma il protocollo “No Women No Panel” tra Rai, Regione Lazio e sei atenei statali.
  • Obbligo di equilibrio di genere in convegni, seminari e talk promossi dalle istituzioni aderenti.
  • Monitoraggio delle buone pratiche affidato all’analisi socio-statistica del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
  • Obiettivo: rendere strutturale la presenza femminile nei luoghi del sapere e del dibattito pubblico.

Il protocollo “No Women No Panel” e la rete istituzionale che lo sostiene

Il progetto No Women No Panel nasce da una linea guida della Commissione europea ed è stato fatto proprio da Rai, inizialmente come campagna di Radio1 e poi, dal 2022, tramite un Memorandum con le principali istituzioni nazionali e internazionali. Vi aderiscono, tra gli altri, Presidenza del Consiglio – Dipartimento Pari Opportunità, Cnel, Conferenza delle Regioni, Anci, Upi, Lincei, Crui, Cnr, Rappresentanza Ue in Italia, Unione per il Mediterraneo, a cui si sono aggiunti Istat, Confindustria e Cattedre Unesco.

L’amministratore delegato Rai Giampaolo Rossi sottolinea che il protocollo è “un passo importante” nel percorso di parità e inclusione del Servizio Pubblico: “Come Servizio Pubblico, abbiamo il dovere di offrire un racconto pluralista e rispettoso, contrastando ogni divario e valorizzando il ruolo delle donne”. La convergenza tra missione di Rai e principi del progetto rende la collaborazione “naturale e necessaria”, rafforzando il ruolo dell’azienda come ponte tra istituzioni e cittadini.

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Per il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, l’accordo integra le politiche regionali su pari opportunità, imprenditoria femminile, osservatori su violenza di genere e promozione delle discipline Stem. Rocca richiama una verità spesso disattesa: un dibattito pubblico moderno e credibile non può escludere metà del Paese.

Le università laziali rivendicano un ruolo strategico nel cambiamento culturale. La rettrice di Sapienza, Antonella Polimeni, definisce “No Women No Panel” un’assunzione di responsabilità concreta: “Non può esserci un dibattito serio, avanzato e pienamente rappresentativo se le donne non ne sono parte integrante”. La rettrice dell’Università della Tuscia, Tiziana Laureti, insiste sul valore della pluralità: “La conoscenza è piena solo quando è plurale”, avvertendo che ogni voce mancante restringe le possibilità di futuro.

Per il rettore di Tor Vergata, Nathan Levialdi Ghiron, un panel senza donne non è neutro ma “sapere ridotto”: l’intesa impegna atenei e istituzioni a una vera responsabilità intellettuale. Il rettore di Roma Tre, Massimiliano Fiorucci, legge l’adesione come conferma di politiche strutturate per contrastare stereotipi e disuguaglianze attraverso la pluralità delle voci.

Il rettore del Foro Italico, Massimo Sacchetti, lega protocollo e sport, definito linguaggio universale e inclusivo, dove la presenza femminile è leva strategica per ricerca e innovazione. Il rettore dell’Università di Cassino, Marco Dell’Isola, richiama il dovere di essere motore di emancipazione nel Lazio meridionale, affinché l’università resti “laboratorio di civiltà, dove il merito non conosce barriere”. La cerimonia è stata moderata dalla caporedattrice centrale Tgr Lazio, Antonella Armentano, segnalando l’impegno delle redazioni regionali Rai nella diffusione territoriale del progetto.

Verso un modello stabile di partecipazione femminile nei dibattiti pubblici

Il protocollo sottoscritto nel Lazio rappresenta un caso pilota di applicazione sistematica del principio “No Women No Panel” in un ecosistema integrato tra servizio pubblico, governo regionale e mondo accademico. La misurazione prevista tramite il Cnr consentirà di produrre dati comparabili su composizione dei panel, frequenza della presenza femminile e impatto delle nuove linee guida sugli eventi pubblici.

Nel medio periodo, l’iniziativa potrà diventare modello replicabile da altre regioni e atenei, orientando bandi, format di comunicazione istituzionale e criteri di qualità degli eventi. La prospettiva è trasformare una scelta valoriale in standard operativo: senza donne, i panel non saranno più considerati completi né adeguati agli obblighi di rappresentazione di una democrazia matura.

FAQ

Cosa prevede concretamente il protocollo No Women No Panel nel Lazio?

Prevede l’obbligo di equilibrio di genere in convegni, seminari e talk promossi da Rai, Regione Lazio e università statali laziali, con monitoraggio sistematico delle pratiche adottate.

Chi sono i firmatari istituzionali dell’accordo No Women No Panel?

Hanno firmato Rai, Regione Lazio e le sei università statali laziali: Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre, Foro Italico, Tuscia e Cassino, riunite nella Sala Tevere regionale.

Come verrà controllato il rispetto dell’equilibrio di genere nei panel?

Verrà monitorato attraverso la raccolta di dati sugli eventi e l’analisi socio-statistica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, con report periodici sulle buone pratiche.

Perché il progetto No Women No Panel è rilevante per università e ricerca?

È rilevante perché vincola gli atenei a garantire rappresentanza femminile competente nei luoghi del dibattito scientifico, migliorando qualità del confronto, leadership femminile e visibilità del talento accademico.

Qual è la fonte originale delle informazioni su No Women No Panel?

Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.

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Direttore Editoriale Assodigitale.it Phd, MBA, CPA

Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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