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Recuperare il credito telefonico residuo dopo il cambio gestore dal fallimento di Bip Mobile

21 Gennaio 2014

Il fallimento di Bip Mobile, società che si occupa di telefonia mobile, ha portato non pochi problemi ai tanti

consumatori che, oggi, si trovano senza un contratto per il proprio cellulare. Fortunatamente le alternative

ci sono, infatti ci si può rivolgere all’offerta di Tim, oppure a quella di Tre, etc.

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I consumatori che vogliono risparmiare cercano infatti di confrontare le tariffe di Wind con quelle di

Vodafone o di altri operatori per poter telefonare, mandare sms e avere anche una connessione internet

per lavoro o per svago a prezzi vantaggiosi.

Era quello che ricercavano anche i clienti di Bip Mobile, che oggi però, dopo il fallimento dell’azienda,

cercano di farsi sentire per non perdere i loro soldi. I consumatori che hanno richiesto la portabilità del

numero entro il 13 gennaio hanno già ottenuto un bonus da parte dell’azienda, mentre da 3 Italia e Tiscali

rimane la disponibilità di offrire un risarcimento anche per chi si sia attivato successivamente.

 

Sono coinvolti nel caso 60 mila consumatori, per i quali adesso si apre il rischio di perdere il credito residuo

oltre al numero di telefono. Le associazioni di settore per questo sono sul piede di guerra per trovare una

soluzione.

Per quanto riguarda la portabilità del numero “Bip mobile ha comunicato ad Agcom di non essere in

grado di garantire le future portabilità, perché non sa se potrà continuare a pagare l’azienda partner che li

gestisce”, hanno dichiarato da Adiconsum.

“Il principio è che gli operatori sono obbligati a restituire il credito se non hanno avvisato gli utenti

diversamente. Cioè se non hanno comunicato, a quelli che hanno chiesto la portabilità, l’impossibilità di

restituire il credito”, spiegano dalla tutela consumatori di Agcom, che si sta occupando di mediare tra gli

operatori”. Ha concluso l’Associazione.

Agcom, invece, da parte sua, avrebbe recepito la richiesta avanzata dalle associazioni per la creazione di un

fondo di solidarietà che tuteli gli utenti in occasioni simili a quella che si è verificata per l’operatore virtuale

ed esplosa nelle ultime settimane.

 

Il fondo sarebbe a carico dei gestori, e non sarebbe esclusa la partecipazione anche di Agcom. Si potrebbe

formare accantonando una cifra di piccola entità dalle singole ricariche effettuate dagli utenti, con modalità

ancora da definire nello specifico.

 

L’azienda ora risulta in concordato preventivo, procedura che consentirà, tra l’altro, ai singoli utenti di fare

richiesta al Corecom per vedersi riconoscere le somme dovute dall’operatore insolvente. Rispetto alla base

iniziale di 220 mila clienti dichiarata da Bip, al momento sarebbero ancora clienti del Mvno 60 mila utenti,

mentre ad aver già fatto richiesta di portabilità sarebbero stati in circa 45 mila.

 

In totale il tesoretto del credito nelle sim Bip è di circa 2,5 milioni di euro. “L’operatore è in concordato

preventivo, quindi difficilmente chi ha dato agli utenti il credito residuo o vari bonus riuscirà a recuperare

questi soldi da Bip”, spiega Marco Pierani, responsabile rapporti istituzionali di Altroconsumo.

 

“Ma se gli utenti non riconoscono il credito residuo, sulle portabilità richieste finora, fanno una pratica

commerciale scorretta. Nel caso Agcom attivi una procedura cautelare contro di loro”, dice Pierani. Al

momento però il problema sembra non porsi, almeno con i grandi operatori e fino al 13 gennaio.

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