Professori di diritto scelgono l’intelligenza artificiale alle risposte dei colleghi nelle ricerche accademiche

Professori di diritto scelgono l’intelligenza artificiale alle risposte dei colleghi nelle ricerche accademiche

6 Giugno 2026

La notizia in sintesi:

  • Sedici professori di diritto dei contratti USA hanno confrontato risposte umane e LLM in valutazione cieca.
  • I modelli Gemini 2.5 Pro e NotebookLM hanno vinto circa tre quarti dei confronti diretti.
  • Le risposte LLM sono state giudicate meno “dannose” rispetto a molte risposte dei docenti.
  • Lo studio indica che gli LLM possono eguagliare o superare il miglior tutor umano in diritto.
  • (Riassunto generato con AI).

LLM meglio dei professori nel tutoraggio di diritto dei contratti

Chi ha scritto le risposte migliori alle domande di diritto dei contratti: i professori o l’intelligenza artificiale? Cosa emerge da un test rigoroso condotto da Julian Nyarko, professore di Stanford, e colleghi? Dove è avvenuto lo studio? In un campione di quattordici facoltà di giurisprudenza statunitensi che usano lo stesso casebook. Quando? In una sperimentazione recente, condotta con valutazioni cieche e forzate a coppie. Perché è rilevante? Perché mostra che i modelli linguistici avanzati possono non solo affiancare, ma spesso superare i docenti umani nel fornire tutoraggio mirato, ponendo interrogativi cruciali su futuro dell’insegnamento, qualità formativa e standard professionali nel diritto.

Il risultato centrale è netto: gli LLM testati, in particolare Gemini 2.5 Pro e NotebookLM con accesso al casebook, sono stati preferiti in media nel 75% circa dei confronti rispetto alle risposte scritte dai professori.

Come è stato condotto il test e cosa hanno mostrato i dati

Sedici professori di diritto dei contratti, provenienti da quattordici law school statunitensi, hanno elaborato 40 domande rappresentative di quelle poste in orario di ricevimento. Le domande coprivano quattro categorie: richiamo a casi o codici, richiamo di dottrina, ipotetici e quesiti di policy giuridica.

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In una seconda fase, ogni docente ha redatto risposte brevi a un sottoinsieme delle domande. In terza battuta, gli stessi professori hanno valutato in modo cieco confronti “testa a testa” tra risposte anonime generate da colleghi e risposte prodotte da due LLM di Google: una versione standard di Gemini 2.5 Pro e un’istanza di NotebookLM dotata di retrieval sul casebook.

Ogni valutatore ha eseguito circa 150–200 confronti, scegliendo obbligatoriamente l’opzione migliore e potendo segnalare come “pedagogicamente dannosa” qualsiasi risposta ritenuta fuorviante o ostacolo all’apprendimento. Gli autori hanno inoltre ingegnerizzato una serie di caratteristiche lexico-sintattiche – lunghezza, organizzazione, sfumatura del ragionamento, riferimenti legali, tono di sicurezza, chiarezza, supporto didattico – per verificare quanto lo stile superficiale spiegasse le preferenze.

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I risultati sono quattro. Primo, gli LLM soddisfano – e spesso superano – lo standard professionale definito dalle preferenze degli esperti. Gemini 2.5 Pro ha superato tutti i docenti tranne uno (win rate medio 75,92%), mentre NotebookLM ha superato ogni docente, con un solo pareggio (74,75%). Secondo, il vantaggio degli LLM è rimasto stabile in tutte le categorie di domanda, incluse quelle su ipotetici e policy, che richiedono ragionamento maturo e bilanciamento di argomenti.

Terzo, i tassi di “dannosità” delle risposte LLM sono risultati bassi: 3,41% per Gemini e 3,64% per NotebookLM, contro un intervallo tra 1,00% e 39,75% per i professori. In media, quindi, il rischio pedagogico associato all’IA non supera quello dei migliori istruttori umani. Inoltre, valutando risposte dei colleghi, i professori hanno continuato a preferire quelle dei modelli, segno che il vantaggio non si limita ai gusti di un sottoinsieme di valutatori.

Quarto, le caratteristiche stilistiche spiegano solo parzialmente il successo degli LLM: le win rate osservate superano sistematicamente le previsioni basate su lunghezza, chiarezza o struttura, indicando che la preferenza riguarda anche la sostanza del ragionamento giuridico.

Implicazioni future per la didattica giuridica e l’uso di AI

Lo studio suggerisce che gli LLM possono diventare tutor di riferimento in corsi complessi come il diritto dei contratti, affiancando o integrando i docenti nelle attività di ripasso e chiarimento individuale.

Ciò apre scenari in cui i professori si concentrano su mentoring, discussione critica e formazione etica, delegando all’IA il supporto di base e l’esercizio mirato. Resta cruciale, tuttavia, una supervisione umana attenta per definire linee guida, controllare derive applicative e garantire che *“il superamento dello standard medio”* non sostituisca il ruolo insostituibile dell’esperienza umana nel giudizio professionale e nella responsabilità verso gli studenti.

FAQ

Che cosa dimostra lo studio sugli LLM nel diritto dei contratti?

Dimostra che LLM come Gemini 2.5 Pro e NotebookLM possono eguagliare o superare i migliori professori nel tutoraggio breve.

Quanto spesso le risposte degli LLM sono state preferite a quelle dei docenti?

Sono state preferite in circa tre confronti su quattro, con win rate medi compresi tra il 74% e il 76%.

Le risposte degli LLM sono risultate pedagogicamente pericolose?

No, hanno registrato tassi di “dannosità” intorno al 3,5%, comparabili ai migliori istruttori e inferiori a diversi professori.

In quali ambiti didattici gli LLM possono essere più utili?

Possono essere particolarmente utili per domande di ripasso, chiarimenti su dottrina, casi, ipotetici guidati e discussioni introduttive di policy.

Qual è la fonte originaria delle informazioni riportate nell’articolo?

Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di dati e notizie Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.


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