Svizzera-Italia tensione crescente sulle fatture sanitarie record di Crans-Montana per ricoveri e soccorsi
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Incendio di Crans-Montana, quanto costano davvero le cure in Svizzera
Le famiglie dei giovani italiani feriti nell’incendio di Crans-Montana, avvenuto nella notte di Capodanno in Svizzera, hanno ricevuto fatture sanitarie per importi fino a 200 mila euro. Le richieste riguardano in particolare il ricovero di Leonardo Bove, rimasto negli ospedali elvetici fino all’11 gennaio, e di Antonio Lucia, a cui sarebbero stati fatturati 2.500 euro per poche ore di pronto soccorso.
Le cifre hanno innescato un caso diplomatico tra Italia e Svizzera sulla gestione dei costi sanitari transfrontalieri e sulla corretta applicazione degli accordi di reciprocità.
Le autorità federali elvetiche e l’ambasciata italiana a Berna assicurano che le famiglie non dovranno pagare direttamente le fatture, ma restano dubbi su procedure, tempi e coperture dei rimborsi tra i due Servizi sanitari nazionali.
In sintesi:
- Alla famiglia di Leonardo Bove fattura fino a 200 mila euro per il ricovero in Svizzera.
- Alla famiglia di Antonio Lucia chiesti 2.500 euro per circa due ore di pronto soccorso.
- Si invoca un accordo di reciprocità sanitaria tra Italia e Svizzera per coprire i costi.
- Le famiglie non dovrebbero pagare, ma le procedure di rimborso restano da chiarire.
Le fatture, le reazioni delle famiglie e il nodo dei costi sanitari
L’importo indicato nella fattura per l’assistenza a Leonardo Bove raggiunge i 200 mila euro, dopo settimane di cure negli ospedali svizzeri prima del trasferimento al Niguarda di Milano. Per Antonio Lucia, altro ragazzo coinvolto nel rogo, la cifra di 2.500 euro riguarderebbe poche ore di permanenza in pronto soccorso: nei casi analoghi, l’ammontare complessivo supera comunque i 128 mila euro.
Il padre di uno dei feriti, Umberto Marcucci, ha definito la vicenda *“molto spiacevole e inopportuna”*, sottolineando lo shock nel ricevere documenti di questo tenore economico in un contesto già segnato da traumi fisici e psicologici.
L’avvocato Fabrizio Ventimiglia, legale di Sofia Donadio, ha chiesto un intervento sulle norme qualora il problema derivi da lacune regolatorie. Il Servizio sanitario nazionale italiano, intanto, sostiene costi tra 500 e 800 euro al giorno per i ricoveri dei feriti, a cui si sommano procedure altamente specialistiche: una singola porzione di pelle da trapiantare (20×30 cm) può costare circa 5 mila euro.
Accordi bilaterali, rassicurazioni ufficiali e possibili sviluppi futuri
L’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha ricordato l’esistenza di un accordo di reciprocità per la gestione dei costi sanitari tra i due Paesi. In base a tale meccanismo, gli ospedali svizzeri fatturano le spese alla LAMal, il Servizio sanitario nazionale elvetico, che a sua volta richiede il rimborso al Servizio sanitario nazionale italiano.
Ospite di *Storie Italiane* il 27 aprile, Cornado ha precisato che *“l’autorità svizzera ha assicurato che non saranno le famiglie a pagare”*. Tuttavia, dal versante italiano emergono criticità operative: secondo il Corriere della Sera, dalla Regione Lombardia non sarebbero ancora arrivate istruzioni per quantificare con precisione le spese dei due feriti curati al Niguarda.
Il caso potrebbe accelerare la revisione degli accordi sanitari transfrontalieri e portare a protocolli più chiari su chi riceve le fatture, come vengono calcolati i costi e in quali tempi intervengono i rimborsi, con impatto diretto su studenti, turisti e lavoratori italiani all’estero.
FAQ
Chi deve pagare le fatture svizzere dei feriti di Crans-Montana?
Formalmente devono pagare i sistemi sanitari nazionali. La Svizzera fattura alla LAMal, che chiede rimborso al Servizio sanitario nazionale italiano, non alle famiglie.
Perché la fattura per Leonardo Bove arriva fino a 200 mila euro?
L’importo riflette lunghe degenze, terapie intensive e interventi specialistici per ustioni gravi, con costi giornalieri elevati negli ospedali svizzeri rispetto alle tariffe italiane.
L’Italia chiederà rimborsi alla Svizzera per i ricoveri al Niguarda?
È possibile ma non ancora definito. Mancano indicazioni operative dalla Regione Lombardia sul calcolo delle spese per i feriti curati in Italia.
Come funziona l’accordo sanitario tra Italia e Svizzera per i turisti?
Funziona tramite reciprocità: il Paese che ospita il paziente cura e fattura al proprio sistema sanitario, che poi si rivale sul Paese d’origine.
Qual è la fonte delle informazioni su fatture e accordi sanitari citati?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.



