Pensioni anticipate, nuovi ritardi in arrivo allungano sensibilmente i tempi di attesa

Pensioni anticipate, nuovi ritardi in arrivo allungano sensibilmente i tempi di attesa

3 Marzo 2026

Pensione anticipata, finestre e aumenti: cosa cambia dal 2026 al 2028

Le pensioni anticipate in Italia interessano centinaia di migliaia di lavoratori che ambiscono a lasciare il lavoro prima dei 67 anni. Riguardano chi matura un’anzianità contributiva elevata – oggi 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne – senza limiti di età anagrafica. Dal 2019, con il Decretone, l’accesso effettivo al primo assegno è però subordinato alle cosiddette finestre di decorrenza, che impongono un’attesa tra il raggiungimento dei requisiti e il pagamento della pensione. Dal 2027, inoltre, scatteranno gli adeguamenti alla speranza di vita che allungheranno ulteriormente sia la carriera contributiva richiesta sia, per alcune categorie, i mesi di finestra, con impatti concreti sulla pianificazione dell’uscita dal lavoro.

In sintesi:

  • Requisiti attuali: 42 anni e 10 mesi uomini, 41 anni e 10 mesi donne.
  • Dal 2027 aumentano i contributi necessari per la pensione anticipata ordinaria.
  • Finestre di attesa: 3 mesi per il privato, fino a 5 mesi per alcune casse.
  • Dal 2028 alcune categorie arriveranno fino a 9 mesi di finestra.

Requisiti contributivi e adeguamenti alla speranza di vita

Per la pensione anticipata ordinaria resta centrale l’anzianità contributiva, non l’età. Oggi occorrono 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Una volta raggiunta questa soglia, il lavoratore può cessare l’attività, ma non riceve subito il primo rateo, che decorre dopo la finestra prevista.
Dal 2027 gli adeguamenti all’aspettativa di vita innalzeranno gradualmente il requisito contributivo: è programmato un aumento di un mese nel 2027 e di due ulteriori mesi nel 2028.

In prospettiva, ciò porterà a 43 anni e un mese per gli uomini e 42 anni e un mese per le donne, rendendo di fatto più lunga la permanenza nel mercato del lavoro. Per molti, la combinazione fra maggiori contributi e finestre di attesa rischia di spostare l’uscita effettiva ben oltre quanto inizialmente pianificato.

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Finestre di decorrenza più lunghe e impatto sulle diverse categorie

Le finestre di decorrenza rappresentano il periodo che intercorre tra la maturazione dei requisiti e il pagamento del primo assegno. Per la generalità dei lavoratori iscritti all’AGO e alle gestioni sostitutive la finestra è di tre mesi, in base al DL n. 4/2019 in vigore dal 30 gennaio 2019.

Per gli iscritti alle gestioni esclusive dell’AGO la disciplina è più penalizzante. Secondo la scheda ufficiale dell’INPS, fino al 31 dicembre 2026 la finestra è di cinque mesi per gli iscritti a CPDEL (Cassa Pensioni Dipendenti Enti Locali), CPI (Cassa Pensioni Insegnanti), CPUG (Cassa Pensioni Ufficiali Giudiziari) e CPS (Cassa Pensioni Sanitari). Fino al 31 dicembre 2025 era di quattro mesi, nel 2026 è salita a cinque.

Dal 2027 l’attesa per queste categorie salirà a sette mesi, per arrivare nel 2028 a nove mesi. In pratica, oggi un lavoratore privato riceve la pensione tre mesi dopo i requisiti; un dipendente comunale, regionale o un infermiere iscritto alle casse speciali ne attende cinque, che diventeranno quasi nove mesi a regime.

Pianificazione dell’uscita e rischi di slittamento della pensione

L’allungamento delle finestre, combinato con l’adeguamento alla speranza di vita, rende la pianificazione previdenziale sempre più delicata. Il rischio concreto è di sfiorare l’anno tra maturazione dei requisiti e primo pagamento, soprattutto per gli iscritti alle gestioni esclusive dell’AGO.

Le finestre di decorrenza, spesso trascurate nel dibattito pubblico, incidono invece in modo determinante sui tempi effettivi di uscita dal lavoro, con impatti su reddito familiare, strategie di risparmio e continuità contributiva. Conoscere per tempo la propria posizione previdenziale, verificare gli anni accreditati e simulare le date di accesso in base alle regole 2027‑2028 diventa cruciale per evitare sorprese e disallineamenti fra data di dimissioni e prima entrata pensionistica.

FAQ

Quando posso andare in pensione anticipata come uomo nel regime ordinario?

Attualmente puoi accedere con 42 anni e 10 mesi di contributi. Dal 2028, salvo modifiche normative, serviranno 43 anni e un mese.

Quanti contributi servono oggi alle donne per la pensione anticipata?

Oggi alle lavoratrici servono 41 anni e 10 mesi di contributi. Dal 2028 saranno necessari 42 anni e un mese complessivi.

Quanto devo attendere dopo i requisiti se lavoro nel settore privato?

Attualmente, maturati i requisiti per la pensione anticipata, i lavoratori privati attendono tre mesi per la decorrenza del primo assegno pensionistico.

Perché le finestre di decorrenza sono più lunghe per CPDEL, CPS, CPI, CPUG?

Perché le gestioni esclusive dell’AGO seguono una disciplina specifica INPS: finestra di cinque mesi oggi, che diventerà sette mesi nel 2027 e nove mesi nel 2028.

Qual è la fonte delle informazioni sulle pensioni anticipate in questo articolo?

Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di dati e notizie ANSA, Adnkronos, ASCA e AGI, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.

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