Parlamento europeo proroga Chat Control, crittografia end-to-end esclusa dai controlli

11 Luglio 2026

La notizia in sintesi

  • Parlamento europeo approva la proroga di Chat Control 1.0.
  • Le chat con crittografia end-to-end vengono escluse dai controlli.
  • Il testo passa al Consiglio dell’Unione Europea per la decisione finale.
  • La misura punta a contrastare gli abusi sessuali online sui minori.

(Riassunto generato con AI)

Chat Control 1.0, cosa cambia dopo il voto

Il Parlamento europeo ha approvato nelle ultime ore una proroga della deroga ePrivacy nota come Chat Control 1.0, mantenendo la possibilità per le piattaforme online di rilevare volontariamente contenuti collegati ad abusi sessuali sui minori. Il passaggio più rilevante riguarda però la tutela delle comunicazioni cifrate: messaggi, chiamate e contenuti protetti da crittografia end-to-end vengono esclusi dall’ambito della norma.

La decisione riguarda l’Unione europea e arriva dopo la scadenza della precedente deroga, introdotta nel 2021 per consentire ai servizi digitali di individuare e segnalare materiale pedopornografico. L’obiettivo dichiarato è evitare un vuoto normativo in attesa di una disciplina stabile contro gli abusi online. Il testo emendato sarà ora esaminato dal Consiglio dell’Unione Europea, chiamato ad accettarlo oppure ad aprire una procedura di conciliazione con il Parlamento.

Deroga ePrivacy e protezione delle chat cifrate

La direttiva ePrivacy tutela la riservatezza delle comunicazioni elettroniche e impedisce normalmente ai gestori di leggere o analizzare messaggi, email e altri contenuti degli utenti. Il regolamento 2021/1232 aveva introdotto un’eccezione temporanea, permettendo ai fornitori di servizi di usare volontariamente strumenti automatici per individuare immagini, video e conversazioni potenzialmente illegali.

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Con gli emendamenti approvati, le comunicazioni alle quali è applicata, è stata applicata o sarà applicata la crittografia end-to-end restano fuori dalla deroga. In concreto, le conversazioni protette su servizi come WhatsApp e Telegram non dovrebbero essere sottoposte alle misure previste dalla proroga. La modifica ha un effetto pratico limitato nell’immediato, poiché le piattaforme non dispongono normalmente degli strumenti per analizzare contenuti cifrati end-to-end senza comprometterne il funzionamento.

Il voto assume tuttavia un rilievo politico nel confronto su Chat Control 2.0, la proposta permanente presentata nel 2022 e ancora senza un via libera definitivo. La presidente del Parlamento, Roberta Metsola, aveva sostenuto la necessità di riaprire l’esame della proroga per evitare l’assenza di tutele specifiche per i minori online.

Algoritmi, segnalazioni e nodi ancora aperti

I controlli volontari possono basarsi sul confronto tra file e impronte digitali, gli hash, di contenuti già classificati come illegali. Per immagini nuove o presunti tentativi di adescamento vengono invece impiegati sistemi capaci di valutare contenuti e sequenze di messaggi, con un margine di errore più elevato.

Le associazioni favorevoli ritengono questi strumenti utili per intercettare materiale pedopornografico e contatti pericolosi. Le organizzazioni contrarie segnalano invece rischi per privacy, sicurezza delle comunicazioni e falsi positivi, soprattutto nell’analisi testuale. Il prossimo passaggio al Consiglio determinerà se la proroga potrà procedere con le garanzie introdotte dal Parlamento.

FAQ

Che cos’è Chat Control 1.0?

Sì, è una deroga temporanea alle norme ePrivacy che consente ai servizi online di rilevare volontariamente contenuti legati ad abusi sessuali sui minori.

Le chat WhatsApp saranno controllate?

No, le conversazioni protette da crittografia end-to-end, come quelle di WhatsApp, sono state escluse dal testo emendato dal Parlamento europeo.

Come vengono individuati i contenuti illegali?

Sì, gli algoritmi possono confrontare immagini e video con hash di file già segnalati oppure stimare la probabilità che nuovi contenuti siano sospetti.

Cosa deve fare ora il Consiglio UE?

Sì, il Consiglio dell’Unione Europea ha tre mesi per accettare gli emendamenti oppure avviare una conciliazione con il Parlamento europeo.

Su quali fonti si basa questa analisi?

Sì, il contenuto nasce da analisi approfondita e verifica incrociata della nostra Redazione su più fonti: Hardware Upgrade e Leggo.

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