Opzione donna chiarita le due strade ancora utili per la pensione

Opzione donna 2026: perché la domanda è ancora possibile su My INPS
Le lavoratrici che accedono all’area riservata My INPS tramite SPID o CIE possono ancora visualizzare la domanda di opzione donna, nonostante la misura sia formalmente scaduta il 31 dicembre 2025 e non prorogata in legge di Bilancio.
Ciò accade perché, nel sistema previdenziale italiano, vige la regola della cristallizzazione del diritto: chi ha maturato i requisiti entro le scadenze fissate dalla legge mantiene il diritto all’uscita anticipata, anche se la misura non è più attiva per il futuro.
Nel caso specifico, restano oggi esercitabili due diverse “versioni” di opzione donna, legate agli anni di maturazione dei requisiti (2022 e 2023), con condizioni di accesso molto differenti e impatto economico rilevante sull’assegno pensionistico.
In sintesi:
- Opzione donna è scaduta, ma resta valida per chi ha cristallizzato il diritto entro le scadenze.
- Esistono due versioni: requisiti perfezionati entro il 2022 e entro il 2023.
- Su My INPS sono ancora attivi due percorsi distinti per la domanda online.
- La pensione è calcolata integralmente col metodo contributivo, con taglio dell’assegno.
Requisiti 2022 e 2023: come cambiano le due versioni di opzione donna
La prima versione, più favorevole, riguarda chi ha maturato entro il 31 dicembre 2022 almeno 35 anni di contributi e 58 anni di età (lavoratrici dipendenti) oppure 59 anni (autonome).
Per queste lavoratrici l’accesso resta possibile senza le strette categoriali successivamente introdotte: non è necessario essere caregiver, invalide o coinvolte in crisi aziendali.
La seconda versione interessa chi ha perfezionato i requisiti entro il 31 dicembre 2023: restano i 35 anni di contributi, ma l’età sale a 61 anni, riducibile a 60 o 59 anni in presenza di uno o più figli.
In questo secondo caso, però, l’uscita è consentita solo a specifiche categorie: caregiver che assistono coniuge o parenti stretti con disabilità grave, caregiver di parenti/affini di secondo grado in precise condizioni familiari, invalide civili con almeno il 74% di invalidità e lavoratrici licenziate o dipendenti di aziende con tavolo di crisi aperto (con possibile riduzione dell’età fino a 59 anni).
Nel portale INPS restano attive due schede separate, una riferita ai requisiti maturati entro il 2022 e una alla versione 2024‑2025 (requisiti 2023), confermando la piena operatività della cristallizzazione del diritto anche nel 2026.
Come verificare il diritto e le conseguenze sull’assegno futuro
Per capire se si può ancora utilizzare opzione donna è decisivo verificare con precisione tre elementi: la data di maturazione dei 35 anni di contributi, l’età anagrafica raggiunta entro il 31 dicembre 2022 o 2023 e l’eventuale appartenenza alle categorie tutelate nella versione più recente.
Questa verifica va effettuata consultando l’estratto conto contributivo su My INPS e, se necessario, con il supporto di un patronato o di un consulente previdenziale specializzato.
Va ricordato che il calcolo della pensione in opzione donna è interamente contributivo: l’assegno risulta generalmente più basso rispetto al sistema misto, con riduzioni che possono essere molto significative nel lungo periodo.
Per alcune lavoratrici, tuttavia, la possibilità di anticipare l’uscita rispetto alla pensione di vecchiaia o anticipata ordinaria può rappresentare ancora la soluzione più coerente con le proprie esigenze familiari, lavorative o di salute.
La persistenza delle due schede INPS nel 2026 non è un’anomalia tecnica, ma il riflesso di una precisa architettura normativa: finché il diritto è stato maturato in tempo utile, la cristallizzazione consente di esercitarlo anche a distanza di anni.
FAQ
È ancora possibile presentare domanda di opzione donna nel 2026?
Sì, è possibile se i requisiti sono stati maturati entro il 31 dicembre 2022 o il 31 dicembre 2023, secondo le rispettive versioni.
Come verifico se ho cristallizzato il diritto a opzione donna?
È sufficiente controllare estratto contributivo e dati anagrafici su My INPS, verificando 35 anni di contributi ed età entro le scadenze previste.
Opzione donna conviene rispetto alla pensione ordinaria?
Di norma no, perché il calcolo integralmente contributivo riduce l’importo. Conviene solo se l’esigenza primaria è anticipare l’uscita dal lavoro.
Serve appartenere a categorie tutelate per chi aveva requisiti nel 2022?
No, per i requisiti maturati entro il 31 dicembre 2022 non sono richieste categorie particolari: valgono le regole originarie meno restrittive.
Quali sono le fonti ufficiali utilizzate per questo articolo?
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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