Cornado riconosce le differenze tra i codici di procedura penale e chiede maggiore armonizzazione internazionale

Cornado riconosce le differenze tra i codici di procedura penale e chiede maggiore armonizzazione internazionale

8 Aprile 2026

Incendio di Crans-Montana, rientra l’ambasciatore Cornado e cambia la cooperazione

Nella notte di Capodanno, al bar Le Constellation di Crans-Montana in Vallese, un devastante incendio ha provocato 41 morti e 115 feriti, tra cui numerosi cittadini italiani.
La scarcerazione su cauzione del proprietario del locale, Jacques Moretti, ha innescato forti tensioni diplomatiche tra Italia e Svizzera, culminate nel richiamo a Roma dell’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado lo scorso gennaio.

Oggi Cornado è rientrato a Berna, dopo un’intensa trattativa che ha portato a una cooperazione giudiziaria rafforzata tra le procure di Roma e Sion.
L’obiettivo è chiarire cause, responsabilità e carenze nelle misure di prevenzione del locale, garantendo alle famiglie delle vittime un percorso di verità e giustizia considerato credibile da entrambe le opinioni pubbliche nazionali.

In sintesi:

  • Incendio al bar Le Constellation di Crans-Montana: 41 morti e 115 feriti.
  • Richiamo a Roma e successivo rientro a Berna dell’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado.
  • Cooperazione rafforzata tra procure di Roma e Sion sulle indagini penali.
  • Priorità diplomatica: assistenza legale e istituzionale alle famiglie delle vittime italiane.

L’incendio di Capodanno a Crans-Montana rimane uno dei più gravi disastri recenti in Svizzera, con un impatto emotivo fortissimo soprattutto in Italia, dove sei vittime e undici feriti sono connazionali.
“Mi rendo conto che ogni Paese ha i propri codici di procedura penale”, ha spiegato al Telegiornale RSI l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, sottolineando però come la liberazione di Jacques Moretti, in assenza di chiare misure preventive nel locale, abbia profondamente colpito famiglie e opinione pubblica italiane.

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Da qui il richiamo a Roma, utilizzato anche come leva per ridisegnare il quadro di collaborazione investigativa con la Confederazione.
A partire dall’incontro a Berna del 20 febbraio e poi in Vallese a marzo, le procure di Roma e Sion hanno costruito un canale operativo stabile, pur rinunciando formalmente alla “squadra investigativa comune” richiesta inizialmente dal governo italiano.

Cooperazione giudiziaria rafforzata tra Roma e Sion dopo le tensioni

Secondo l’ambasciatore Cornado, il percorso diplomatico ha prodotto risultati concreti.
“La prima richiesta è stata accolta al 100% perché è stata avviata un’efficace collaborazione tra le autorità giudiziarie dei due Paesi”, ha precisato, evidenziando come gli inquirenti italiani dispongano ora di strumenti equivalenti a quelli di una squadra investigativa congiunta.

La cosiddetta “cooperazione rafforzata” tra le procure di Roma e Sion consente infatti scambi più rapidi di atti, prove e informazioni sensibili, riducendo il rischio di zone d’ombra sul fronte delle responsabilità penali e delle eventuali negligenze nei controlli di sicurezza del bar Le Constellation.
Le due richieste politiche centrali dell’Italia – pieno coinvolgimento degli inquirenti e canale privilegiato sulle informazioni – risultano, nelle parole di Cornado, sostanzialmente soddisfatte.

L’ambasciatore ha chiarito che il suo mandato prioritario resta ora di natura umana e operativa: “Stare vicino alle famiglie, aiutarle con gli avvocati, con le autorità federali e cantonali e sostenerle nella loro richiesta di verità e giustizia. È una priorità assoluta”.

Il caso continuerà dunque a essere seguito a livello diplomatico, con particolare attenzione alle condizioni degli undici feriti italiani, molti dei quali affronteranno percorsi di cura e riabilitazione lunghi e complessi, e alle possibili azioni civili e penali a tutela dei loro diritti.

Prospettive future per le indagini e per le famiglie delle vittime

La gestione del dopo-tragedia a Crans-Montana diventa un banco di prova per la cooperazione giudiziaria italo-svizzera in casi complessi con molte vittime straniere.
La scelta di una collaborazione rafforzata, più flessibile di una struttura formale congiunta, potrebbe rappresentare un modello per future inchieste transfrontaliere.

Per le famiglie e i feriti italiani, il punto decisivo sarà la capacità di tradurre questi accordi istituzionali in risposte concrete: accertamento delle responsabilità, eventuali risarcimenti e miglioramento degli standard di sicurezza nei locali pubblici, affinché una tragedia simile non possa ripetersi.

FAQ

Quante vittime ha causato l’incendio al bar Le Constellation?

L’incendio al bar Le Constellation di Crans-Montana ha provocato 41 morti complessivi e 115 feriti, secondo i dati ufficialmente comunicati dalle autorità elvetiche competenti.

Quanti cittadini italiani risultano coinvolti nell’incendio in Svizzera?

Risulta confermato il coinvolgimento di 17 italiani: sei persone decedute e undici feriti, alcuni in condizioni gravi, seguiti dalle autorità consolari e dai servizi sanitari svizzeri.

Perché l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado era stato richiamato a Roma?

Il richiamo dell’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado è avvenuto in segno di protesta per la scarcerazione su cauzione di Jacques Moretti, ritenuta offensiva dalle famiglie delle vittime italiane.

Cosa significa cooperazione giudiziaria rafforzata tra Roma e Sion?

La cooperazione rafforzata prevede scambio rapido di atti, prove e informazioni, permettendo agli inquirenti italiani di operare con strumenti equivalenti a una squadra investigativa congiunta transnazionale.

Quali sono le principali fonti informative utilizzate per questo articolo?

L’articolo è stato elaborato sulla base di una rielaborazione congiunta di contenuti provenienti da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, integrati dalla nostra Redazione.

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