Musk sfida OpenAI: maxi causa da 109 miliardi per profitti illeciti e ruolo di cofondatore negato

Musk sfida OpenAI: maxi causa da 109 miliardi per profitti illeciti e ruolo di cofondatore negato

17 Gennaio 2026

Richiesta di risarcimento e accuse a OpenAI

Elon Musk ha avviato un’azione legale contro OpenAI, chiedendo un risarcimento fino a 109,4 miliardi di dollari, sostenendo che l’azienda abbia generato “guadagni illeciti” sfruttando il suo apporto iniziale di cofondatore. Nei documenti depositati presso un tribunale della California, i legali del magnate citano una perizia economica che quantifica il valore attuale dell’organizzazione e il presunto pregiudizio subito. La richiesta si fonda sull’asserita privazione del valore del suo investimento e sull’evoluzione di OpenAI da modello no-profit a struttura orientata al profitto, con benefici che, secondo l’accusa, non rifletterebbero i patti originari.

La causa si inserisce nel contesto della disputa avviata nel 2024 e ripresa con nuovi elementi probatori. Musk afferma che OpenAI abbia disatteso la missione iniziale di operare nel solo interesse dell’umanità nell’ambito della ricerca sull’intelligenza artificiale, favorendo invece gli interessi commerciali di partner strategici, in particolare Microsoft. Secondo i legali, tale deviazione avrebbe prodotto un arricchimento indebito, alimentato dalla reputazione, dalle risorse e dai contatti apportati nella fase di avvio.

OpenAI respinge le accuse e definisce le affermazioni una “grave travisazione” dei documenti interni, contestando il presupposto giuridico della domanda risarcitoria. L’azione, la quarta promossa da Musk contro l’azienda di ChatGPT, viene inoltre letta dalla controparte come una mossa dilatoria per ostacolare lo sviluppo dei modelli e consolidare il vantaggio competitivo di iniziative concorrenti.

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Il ruolo di Musk come cofondatore e la valutazione dei contributi

Nei documenti di causa, i legali di Elon Musk evidenziano un apporto iniziale pari a 38 milioni di dollari a favore di OpenAI, accompagnato da accesso a contatti industriali e supporto tecnico-strategico nella fase di avvio. La perizia allegata attribuisce a tali contributi un peso determinante nella crescita dell’organizzazione, ancorandovi una quota del valore attuale dell’azienda.

La stima economica presentata indica un range tra 65,5 e 109,43 miliardi di dollari come valorizzazione di riferimento, dal quale discenderebbe il diritto del cofondatore a un riconoscimento proporzionale. Secondo l’impostazione attorea, la trasformazione dell’ente da modello no-profit a struttura orientata al profitto avrebbe eroso gli impegni originari verso i primi sostenitori.

La ricostruzione insiste sul ruolo di indirizzo di Musk nella definizione della missione del 2015 e nel posizionamento reputazionale che ha facilitato partnership e capitali. Per il team legale, tale contributo immateriale, unito al finanziamento diretto, configurerebbe una partecipazione sostanziale non adeguatamente riconosciuta nella governance e nei ritorni economici generati dai prodotti come ChatGPT.

Reazioni di OpenAI e implicazioni per la competizione con xAI

OpenAI respinge in blocco le accuse, definendo le affermazioni di Elon Musk una “grave travisazione” della documentazione interna e della natura degli accordi. L’azienda ribadisce la legittimità dell’attuale struttura ibrida e dei rapporti con Microsoft, sostenendo che non vi sia stato alcun arricchimento indebito riconducibile all’ex cofondatore. Nel merito, la difesa contesta il nesso tra contributi iniziali e presunto diritto a quote del valore attuale.

La causa, la quarta promossa dal magnate, viene letta da OpenAI come una strategia di pressione per rallentare roadmap e modelli, spostando l’attenzione su contenziosi anziché su rilascio e ricerca. La linea comunicativa insiste sull’intento di proseguire lo sviluppo di ChatGPT e delle piattaforme correlate, minimizzando l’impatto operativo della disputa.

Le implicazioni competitive sono immediate: la narrazione del “tradimento” della missione no-profit alimenta il posizionamento di xAI, fondata nel 2023, che promuove il chatbot Grok come alternativa a ChatGPT. Per OpenAI, l’azione legale mira a favorire la crescita di xAI in una fase di forte interesse degli investitori, mentre per il fronte Musk la controversia punta a ristabilire riconoscimenti e corretta governance nel settore dell’IA generativa.

FAQ

  • Qual è l’oggetto centrale della causa? Una richiesta risarcitoria fino a 109,4 miliardi di dollari per presunti “guadagni illeciti” legati al contributo iniziale di Musk.
  • Come risponde OpenAI alle accuse? Parla di “grave travisazione” dei documenti e nega qualsiasi arricchimento indebito o violazione degli impegni originari.
  • Qual è il ruolo di Microsoft nella vicenda? È indicata da Musk come beneficiaria della svolta commerciale di OpenAI; l’azienda contesta questa lettura.
  • Perché la disputa incide sulla competizione? Il contenzioso alimenta la narrativa competitiva tra ChatGPT di OpenAI e Grok di xAI, influenzando percezioni di mercato e tempi di sviluppo.
  • Che contributi rivendica Musk? Finanziamenti iniziali, accesso a contatti strategici e supporto tecnico-organizzativo nella fase di avvio.
  • OpenAI ritiene la causa strumentale? Sì, la interpreta come mossa per rallentare i lavori e favorire xAI.
  • Qual è la fonte giornalistica citata? L’informativa e i dettagli provengono da un articolo firmato da Filippo Santelli pubblicato l’8 Gennaio 2026.

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