Monica Cirinnà critica i sindaci di destra che sfruttano le unioni civili

Unione civile tra due sindaci di destra, il commento di Monica Cirinnà
L’unione civile tra i sindaci di destra Alessandro Basso (Pordenone, Fratelli d’Italia) e Loris Bazzo (Carlino, Lega), annunciata per il 27 giugno in Friuli-Venezia Giulia, riaccende il dibattito sui diritti LGBTQIA+. A intervenire è Monica Cirinnà, ex senatrice e autrice della legge sulle unioni civili del 2016, che commenta sui social la scelta dei due amministratori, appartenenti a partiti che all’epoca tentarono di bloccare il provvedimento.
L’episodio assume rilievo nazionale perché avviene a dieci anni dall’entrata in vigore della legge e vede protagonisti esponenti di forze politiche storicamente contrarie a quel testo. Cirinnà, pur facendo gli auguri alla coppia, evidenzia la contraddizione politica e ribadisce che i diritti, in democrazia, valgono per tutti, anche per chi li ha avversati.
Il caso diventa così un simbolo dello stato attuale del dibattito su uguaglianza, riconoscimento delle famiglie omogenitoriali e prospettive di matrimonio egualitario in Italia.
In sintesi:
- Unione civile tra i sindaci di destra Alessandro Basso e Loris Bazzo in Friuli-Venezia Giulia.
- Monica Cirinnà rivendica la legge che consente loro di unirsi dopo l’opposizione dei loro partiti.
- Il caso riporta al centro il tema dei diritti LGBTQIA+ e delle future riforme.
- La vicenda mostra la distanza tra retorica politica e benefici concreti delle leggi sui diritti.
Dieci anni di unioni civili tra politica, diritti e incoerenze
Nel suo commento, Monica Cirinnà pubblica su Instagram un articolo di ANSA e scrive: “Auguro a questi sposi tanto amore e tanta felicità”, accompagnando gli auguri a un richiamo politico molto netto.
Ricorda infatti che, dieci anni fa, la legge sulle unioni civili fu duramente contrastata proprio da Fratelli d’Italia e Lega, partiti di riferimento di Alessandro Basso e Loris Bazzo. Cirinnà sottolinea: “La legge permette di creare famiglia anche a esponenti di quei partiti che volevano a tutti i costi osteggiarla, che presentarono emendamenti offensivi, che raccolsero firme per abolirla, che invocarono ‘l’obiezione di coscienza’”.
Nel 2016, l’approvazione arrivò infatti solo grazie al voto di fiducia del governo, dopo mesi di ostruzionismo: il centrodestra, in particolare Lega e Forza Italia, presentò circa 6.000 emendamenti, molti di natura meramente dilatoria. L’obiettivo era rallentare l’iter e indebolire il testo, fino alla cancellazione della stepchild adoption.
Oggi, evidenzia Cirinnà, gli stessi schieramenti politici che combatterono quella legge ne usufruiscono. La ex senatrice definisce questa dinamica come piena espressione della democrazia: “I diritti sono di tutti, anche di chi li ha combattuti”.
Prospettive future: matrimonio egualitario e riconoscimento delle famiglie
Nella parte finale del suo intervento, Monica Cirinnà guarda avanti e denuncia il limite dell’attuale quadro normativo. Scrive che, a dieci anni di distanza, la legge sulle unioni civili resta ancora oggi l’unico strumento di riconoscimento per molte persone LGBTQIA+ che una parte della destra politica vorrebbe “riportare all’invisibilità e allo stigma”.
Cirinnà prevede l’arrivo, prima o poi, del matrimonio egualitario e del pieno riconoscimento della genitorialità alla nascita per le famiglie omogenitoriali, avanzando una previsione amara ma realistica: “Loro lo contrasteranno e poi si sposeranno. Loro lo contrasteranno e poi avranno figli. Non ci fermeremo”.
La vicenda dei due sindaci friulani diventa così un caso emblematico per analizzare la distanza tra posizioni ufficiali dei partiti e concrete esigenze di vita di amministratori e cittadini che ne fanno parte, aprendo un nuovo fronte di dibattito nel centrodestra sui temi dei diritti civili.
FAQ
Chi sono Alessandro Basso e Loris Bazzo e quali città amministrano?
Sono due sindaci di destra: Alessandro Basso guida Pordenone per Fratelli d’Italia, Loris Bazzo amministra Carlino per la Lega, entrambi in Friuli-Venezia Giulia.
Cosa prevede la legge Cirinnà sulle unioni civili del 2016?
La legge Cirinnà riconosce giuridicamente le coppie omosessuali, garantendo diritti su successione, assistenza, reversibilità pensionistica e obblighi reciproci, ma senza piena equiparazione al matrimonio e senza adozione congiunta.
Perché nel 2016 ci furono migliaia di emendamenti contro le unioni civili?
Furono presentati circa 6.000 emendamenti da centrodestra, soprattutto Lega e Forza Italia, con finalità ostruzionistica per rallentare l’iter e indebolire il testo, eliminando in particolare la stepchild adoption.
Qual è oggi il principale limite delle unioni civili secondo Monica Cirinnà?
Secondo Cirinnà, il principale limite è l’assenza di matrimonio egualitario e di riconoscimento automatico della genitorialità per le famiglie omogenitoriali, che restano giuridicamente più fragili rispetto alle coppie sposate eterosessuali.
Quali sono le fonti giornalistiche utilizzate per questo articolo?
L’articolo deriva da una elaborazione giornalistica basata su fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
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