Meloni difende Delmastro e ipotizza interferenze esterne sul caso giudiziario

Meloni rilancia la riforma della giustizia prima del silenzio elettorale
Alla vigilia del silenzio elettorale per il referendum sulla giustizia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni interviene in tv da Roma, ospite di Bruno Vespa su Rai1 e poi di La7. Nell’ultimo anno di legislatura, il governo punta a una riforma strutturale della giustizia, fondata su meritocrazia, responsabilità disciplinare dei magistrati e nuovo sistema di selezione attraverso sorteggio. L’obiettivo dichiarato è modernizzare il Paese, ridurre le ingerenze politiche nel Csm e correggere i malfunzionamenti emersi in casi clamorosi, dai ritardi nelle sentenze alla gestione dei detenuti. Sullo sfondo, gli effetti del recente Consiglio europeo su Ets e bollette, il caso Delmastro e lo scontro con una parte della magistratura sull’immigrazione. Meloni chiede agli elettori “cinque minuti” per votare Sì, denunciando una campagna referendaria segnata da toni esasperati e informazioni considerate fuorvianti.
In sintesi:
- Meloni lega il referendum alla modernizzazione della giustizia e alla meritocrazia nelle carriere dei magistrati.
- Difesa del sorteggio per l’Alta corte disciplinare contro le correnti ideologizzate del Csm.
- Dal Consiglio europeo possibile via libera alla sospensione temporanea del meccanismo Ets sulle bollette.
- Su Delmastro e immigrazione, Meloni denuncia attacchi ideologici e “crociata” di alcuni magistrati.
Giustizia, sorteggio e scontro sulle correnti della magistratura
Nel colloquio con Bruno Vespa, Giorgia Meloni rivendica una riforma che, a suo dire, “si tenta da decenni e nessuno è mai riuscito a fare”. Il cuore dell’intervento è la selezione dei vertici disciplinari tramite sorteggio e non tramite correnti organizzate.
Rispondendo alle critiche, Meloni definisce “surreale” il paragone con il “primario sorteggiato”: sostiene che la vera alternativa sia tra chi ottiene incarichi per merito e chi per amicizia o appartenenza correntizia. Cita episodi di magistrati che avrebbero dimenticato detenuti in carcere, depositato sentenze con anni di ritardo o condannato innocenti senza conseguenze disciplinari concrete.
Per il premier, un’Alta corte disciplinare composta tramite sorteggio garantirebbe giudizi “più giusti e più efficaci”, superando l’attuale “anomalia” di un controllore scelto dai controllati. La critica è doppia: alla lottizzazione politica di parte del Csm e alle correnti “ideologizzate” interne alla magistratura. Meloni rovescia così l’accusa di ingerenza: sostiene che la riforma serva a “liberare la magistratura dalla politica”, mentre chi si oppone difenderebbe, di fatto, l’esistente sistema di controllo politico e correntizio.
Consiglio europeo, campagna referendaria e fronti politici aperti
Nel passaggio sul recente Consiglio europeo, Giorgia Meloni rivendica di aver ottenuto per gli Stati membri la possibilità di negoziare con la Commissione europea correttivi alle regole che generano “distorsioni”, in particolare sul sistema Ets. Lo definisce una tassa che, colpendo le fonti più inquinanti, finirebbe per far crescere i costi anche dell’energia meno inquinante, con effetti amplificati sulle bollette familiari e industriali.
Ricorda il decreto Bollette, che punta alla sospensione del meccanismo Ets, e sottolinea che le conclusioni del Consiglio aprirebbero la strada al necessario via libera europeo. Sul fronte interno, Meloni difende il sottosegretario Delmastro, definendolo “leggero” ma respingendo ogni ipotesi di connivenza con la criminalità organizzata: *“uno che sta sotto scorta per il lavoro che fa contro la criminalità organizzata”*. Evoca l’eventuale “manina” che avrebbe fatto emergere il caso negli ultimi giorni di campagna, invitando “gli italiani a valutare”.
Ospite dello Speciale Referendum su La7, bolla la campagna come non “bella”, per il tentativo di *“buttarla in caciara”* e “individuare il nemico”, accusando il fronte del No di aver “mentito” sul contenuto dei quesiti per spaventare gli elettori. Riconosce toni accesi anche nel proprio campo, ma ribadisce di essersi esposta direttamente solo per chiarire “su che cosa si va a votare”.
Magistratura, immigrazione e possibili effetti futuri della riforma
Sul tema immigrazione, Giorgia Meloni parla esplicitamente di *“crociata che alcuni magistrati stanno facendo contro il governo per ragioni ideologiche”*. Cita casi in cui, a suo avviso, è stato disposto il rilascio di migranti irregolari responsabili di reati gravi, come lo stupro, anche su minori, giudicandolo “privo di senso”.
Nella visione del premier, una riforma che elimina il controllo della politica sulla magistratura e riduce la forza delle correnti dovrebbe portare a una giurisdizione “meno polarizzata e meno ideologizzata”, con sentenze tendenzialmente meno condizionate da valutazioni politiche. L’esito del referendum, in questa chiave, non incide solo sulla disciplina interna delle toghe, ma potrebbe ridisegnare a lungo termine l’equilibrio tra poteri dello Stato e la percezione di imparzialità del sistema giudiziario, con riflessi diretti sulla fiducia dei cittadini e degli investitori nel contesto italiano.
FAQ
Che cosa prevede la riforma della giustizia sostenuta da Giorgia Meloni?
La riforma introduce un’Alta corte disciplinare con magistrati sorteggiati, rafforza meritocrazia e responsabilità disciplinare, riduce il peso delle correnti e della lottizzazione politica nel Csm.
Perché Giorgia Meloni difende il sorteggio dei magistrati nell’Alta corte?
Meloni ritiene che il sorteggio, applicato a magistrati già qualificati, limiti il potere delle correnti, favorisca decisioni disciplinari più autonome e migliori la percezione di imparzialità.
In che modo il Consiglio europeo influisce sulle bollette italiane?
Il Consiglio europeo apre a negoziati sul sistema Ets, permettendo all’Italia di chiedere una sospensione temporanea dell’impatto sui costi energetici e sulle bollette.
Qual è la posizione di Meloni sul caso Delmastro?
Meloni ammette leggerezza di Delmastro ma respinge ogni connivenza mafiosa, ricordando la sua scorta per attività contro la criminalità organizzata.
Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo sulla riforma della giustizia?
L’articolo deriva da un’elaborazione congiunta di informazioni tratte da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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