Mediaset porta Corona in Procura antimafia e chiede lo stop ai social, lui rilancia lo scontro totale

Mediaset porta Corona in Procura antimafia e chiede lo stop ai social, lui rilancia lo scontro totale

22 Gennaio 2026

Mediaset denuncia Fabrizio Corona e bussa alla Dda: “Subito fuori dai social”. Lui: “È guerra”

Scontro aperto con la tv privata

La mossa giudiziaria di Mediaset contro Fabrizio Corona segna un salto di livello nel contenzioso nato attorno al presunto “sistema” legato alle scelte editoriali e ai casting del Grande Fratello. L’azienda televisiva ha presentato una denuncia alla Procura di Milano ipotizzando diffamazione e minacce ai vertici del gruppo e a noti conduttori, dopo le puntate del format online “Falsissimo” in cui vengono attaccati programmi e volti di punta del Biscione.

Nel mirino, oltre alle accuse di Corona sui meccanismi interni delle trasmissioni, c’è l’uso sistematico dei social come cassa di risonanza per campagne considerate denigratorie. Mediaset punta a dimostrare come i contenuti pubblicati online abbiano inciso sulla reputazione aziendale, in un momento già delicato per il gruppo dopo la sospensione di Alfonso Signorini dal video. L’iniziativa giudiziaria è letta come un segnale di tolleranza zero verso quella che l’azienda ritiene una strategia di attacco mediatico organizzato.

L’obiettivo, sul piano della comunicazione, è arginare l’onda lunga delle rivelazioni annunciate da Corona, che promette nuovi dossier, file, chat e presunte prove su logiche opache nei rapporti tra management, conduttori e talent televisivi.

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L’intervento della Dda e lo stop ai social

Nella stessa iniziativa legale, Mediaset ha interessato la Dda di Milano, chiedendo di valutare una misura di prevenzione personale che, se applicata, rappresenterebbe un precedente pesantissimo per il mondo dell’informazione digitale. La richiesta è quella di vietare a Fabrizio Corona l’uso totale o parziale di specifiche piattaforme e servizi online, oltre al possesso e all’utilizzo di telefoni cellulari e dispositivi di comunicazione ritenuti strumenti essenziali per la diffusione dei contenuti contestati.

Si tratta di un’impostazione che richiama gli strumenti normalmente utilizzati contro soggetti ritenuti socialmente pericolosi, in un ambito – quello dell’inchiesta spettacolo e della contro-narrazione sui social – che finora aveva goduto di ampia libertà di azione. L’azienda televisiva intende così bloccare in radice le prossime uscite di “Falsissimo”, già annunciate dallo stesso Corona e incentrate sul funzionamento interno del reality di punta e sulle relazioni tra conduttori, agenti e produzione.

L’episodio 21, “Il prezzo del successo parte finale”, era stato fissato per il 26 gennaio, con la promessa di pubblicare foto, chat, documenti e “interviste rubate” in grado – secondo Corona – di incastrare Signorini in “gravissimi reati” e di chiamare in causa la consapevolezza dei vertici aziendali.

La controffensiva e il clima da “guerra”

Alla manovra giudiziaria, Fabrizio Corona replica sulle sue piattaforme social adottando un registro di sfida totale: parla di “guerra”, esclude qualsiasi trattativa e assicura che continuerà a raccontare “tutta la verità” sui protagonisti del sistema televisivo che lo ha messo nel mirino. Il tono resta quello che ha caratterizzato l’intero progetto di “Falsissimo”: personalizzazione dello scontro, pubblicazione di anticipazioni, promessa di materiale “esplosivo” su conduttori e manager.

Il nodo cruciale, ora, è la possibile sospensione o il blocco preventivo dei nuovi contenuti, anche alla luce del ricorso d’urgenza presentato dai legali di Alfonso Signorini per impedire la diffusione dell’episodio 21. Se la Dda dovesse accogliere la richiesta di misura di prevenzione, Corona potrebbe trovarsi privato degli strumenti che hanno alimentato la sua visibilità e il suo peso mediatico in questi mesi.

In parallelo, l’ex fotografo alimenta la narrativa da “film di mafia”, come nella storia Instagram in cui si mostra in total black accanto a Marina Berlusconi, sulle note de “Il Padrino”, giocando simbolicamente sul legame tra potere televisivo, famiglia e gestione del consenso.

FAQ

D: Perché Mediaset ha denunciato Fabrizio Corona?
R: L’azienda contesta a Corona diffamazione e minacce nei confronti dei vertici e di conduttori di programmi di punta, a seguito dei contenuti pubblicati con il format “Falsissimo”.

D: Che cosa ha chiesto Mediaset alla Dda di Milano?
R: Ha chiesto di valutare una misura di prevenzione che limiti l’uso di social, piattaforme digitali e dispositivi di comunicazione da parte di Corona.

D: Qual è il ruolo del Grande Fratello in questa vicenda?
R: Le puntate contestate ruotano attorno alle modalità di selezione e gestione del reality, con accuse sulla correttezza del sistema e dei suoi protagonisti.

D: Che cosa prevede l’episodio 21 di “Falsissimo”?
R: Corona annuncia la diffusione di foto, chat, documenti e testimonianze che, a suo dire, coinvolgerebbero direttamente Alfonso Signorini in condotte gravi.

D: Perché i legali di Alfonso Signorini sono intervenuti?
R: Hanno presentato un ricorso d’urgenza per bloccare la pubblicazione online dell’episodio 21, ritenuto lesivo dell’immagine del conduttore.

D: Una misura di prevenzione può davvero escludere Corona dai social?
R: In teoria sì: il giudice può imporre divieti mirati all’uso di piattaforme e dispositivi, se ritiene che rappresentino un pericolo concreto.

D: Come ha reagito Corona alle mosse di Mediaset?
R: Ha rilanciato sui social parlando apertamente di “guerra” e promettendo di non fermare le sue rivelazioni.

D: Qual è la fonte giornalistica principale delle informazioni su denuncia e richiesta alla Dda?
R: I dettagli su esposto in procura e coinvolgimento della Direzione Distrettuale Antimafia provengono da ricostruzioni di stampa nazionale e agenzie che hanno seguito il caso giudiziario.


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