Massimo Giletti e Luciano Garofano si scontrano sul delitto di Garlasco tra analisi forensi e indagini
Indice dei Contenuti:
Lite in tv sul delitto di Garlasco e sulle analisi del Ris
Nell’ultima puntata stagionale de Lo Stato delle cose, condotta da Massimo Giletti, è esplosa una durissima lite in diretta con il generale in congedo dei carabinieri Luciano Garofano, ex comandante del Ris e già consulente tecnico della difesa di Andrea Sempio nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco.
Al centro dello scontro, in studio, a Roma, una foto del 2007 della porta a soffietto che conduceva alla cantina dove fu ritrovato il corpo di Chiara Poggi.
Lo scatto, contenuto in una relazione del Ris, mostra quelle che appaiono come evidenti macchie di sangue: per Giletti sono “tutto tranne che un’illusione fotografica”, per Garofano invece si tratta di un semplice effetto ottico, frutto di luce e angolazioni, non confermato dai rilievi scientifici.
In sintesi:
- Scontro in diretta tra Massimo Giletti e il generale Luciano Garofano sul delitto di Garlasco.
- Nel mirino una foto del 2007 della porta della cantina con presunte macchie di sangue.
- Garofano rivendica indagini “oneste e complete”, parlando di illusioni fotografiche e polveri per impronte.
- Giletti contesta il metodo: “Quella porta andava smontata e analizzata ovunque per il Dna”.
Perché la porta della cantina divide Giletti e Garofano
Il generale Luciano Garofano ha difeso con fermezza il lavoro del Ris sulla scena del delitto di Garlasco, definendolo “onesto, scrupoloso e completo”.
Ha elencato gli accertamenti svolti sulla porta a soffietto: luce forense, test specifici per il sangue, trattamenti per impronte digitali con polveri – tra cui l’alluminio – e successive analisi di laboratorio con Nero Amido.
Secondo Garofano, le macchie che sembrano sangue nella relazione fotografica del 2007 sarebbero spiegabili come “effetti illusori” dovuti a angolazione e flash, mentre le “macchie bianche” richiamate da Giletti sarebbero semplicemente residui dei trattamenti per le impronte.
Il generale ha denunciato “suggestioni, manipolazioni, falsità” che, a suo dire, avrebbero inquinato il dibattito pubblico nell’ultimo anno. Giletti, però, ha messo in discussione l’impostazione delle indagini, sostenendo che quella porta “non era banale” e che lui l’avrebbe smontata, controllata integralmente e sottoposta ad analisi genetiche del Dna in ogni punto, trovando più convincenti le perplessità dell’avvocato Bocellari.
Le foto discordanti e il nodo irrisolto dopo vent’anni
Il confronto è degenerato quando in trasmissione è stata mostrata una seconda foto, scattata – secondo la ricostruzione – il giorno successivo all’omicidio di Chiara Poggi, in cui le presunte macchie visibili nella relazione del Ris non comparirebbero.
In un’immagine sembrano chiare tracce ematiche, nell’altra no: una discrasia che Giletti ha indicato come cruciale, chiedendo spiegazioni puntuali.
“Forse lei non vuol capire, le ho detto che l’abbiamo controllata tutta”, ha ribadito irritato Garofano, chiudendosi su ulteriori chiarimenti.
Giletti, dal canto suo, ha collegato l’episodio alla lunga irrisolutezza processuale: *“Se siamo qui dopo 20 anni credo che le indagini…”*, lasciando intendere gravi lacune investigative.
Rivendicando il “mazzo” fatto in mesi di lavoro sul caso, il conduttore ha giudicato “insufficiente” la risposta del generale. Garofano ha replicato con una battuta (“magari ci sarà l’esame di riparazione”), ma la chiusura del giornalista è stata severa: *“Nella vita bisogna saper accettare i confronti, non ci si nasconde”*.
Il peso mediatico del caso Garlasco e le prossime incognite
Lo scontro tra Massimo Giletti e Luciano Garofano conferma come il delitto di Garlasco resti un nervo scoperto, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi.
La divergenza pubblica tra giornalismo d’inchiesta e vertici della scena investigativa riapre interrogativi su metodo, catena di custodia delle prove e trasparenza delle perizie scientifiche.
L’attenzione alle immagini della porta della cantina, alle possibili “illusioni fotografiche” e alle fotografie discordanti potrebbe alimentare nuove pressioni per una revisione critica del materiale tecnico, specie nell’era delle analisi digitali ad alta definizione.
In prospettiva, l’eco mediatica della puntata di Lo Stato delle cose può incidere sulla percezione pubblica dell’intero caso Garlasco, favorendo ulteriori approfondimenti televisivi, richieste di accesso agli atti e, potenzialmente, nuove iniziative legali da parte delle difese coinvolte.
FAQ
Cosa ha scatenato il litigio tra Massimo Giletti e Luciano Garofano?
La lite è scoppiata sulla diversa interpretazione delle foto della porta della cantina di Chiara Poggi, con presunte macchie di sangue contestate.
Le presunte macchie sulla porta erano sangue secondo le indagini ufficiali?
No, secondo le indagini illustrate da Luciano Garofano, sulla porta non furono rilevate tracce di sangue dopo i test specifici.
Perché Giletti critica il lavoro del Ris sul caso Garlasco?
Massimo Giletti ritiene che la porta dovesse essere smontata e analizzata integralmente, con estese verifiche genetiche del Dna su ogni possibile traccia.
Che ruolo aveva Luciano Garofano nel procedimento su Andrea Sempio?
Luciano Garofano è stato consulente tecnico della difesa di Andrea Sempio, figura emersa in alcune ipotesi alternative sull’omicidio.
Quali sono le fonti utilizzate per questo resoconto giornalistico?
Il contenuto deriva da una elaborazione giornalistica della Redazione su materiale riconducibile alle agenzie Ansa, Adnkronos, Asca e Agi, opportunamente rielaborato.

