Marco Masini racconta la battaglia personale contro la depressione

Marco Masini racconta la battaglia personale contro la depressione

26 Febbraio 2026

Marco Masini, dal buio delle superstizioni al ritorno a Sanremo

Marco Masini, cantautore fiorentino tra le voci simbolo degli anni ’90, torna in gara al Festival di Sanremo insieme a Fedez. Sullo stesso palco che ne consacrò il debutto nel 1990 con Disperato, l’artista presenta oggi la sua rinascita dopo un periodo segnato da accuse infamanti di “portare sfortuna” e dall’isolamento professionale. A inizio Duemila, indiscrezioni provenienti dal mondo dello spettacolo resero Masini un “prodotto invendibile”, spingendolo ad annunciare l’addio alla musica. Il rientro nel 2003 con l’album Il mio cammino e il trionfo sanremese nel 2004 con L’uomo volante hanno però ribaltato quella narrativa, trasformando la sua storia in un caso emblematico di resistenza artistica e personale.

In sintesi:

  • Marco Masini torna a Sanremo dopo una carriera segnata da successo, isolamento e rinascita.
  • All’inizio dei Duemila fu bollato come “porta sfortuna” e escluso da tv, radio e discografia.
  • Nel 2003 il rientro con l’album Il mio cammino, poi la vittoria con L’uomo volante nel 2004.
  • Oggi la sua vicenda è un caso di resilienza contro pregiudizi e superstizioni nello spettacolo.

Dal lutto giovanile al crollo pubblico e professionale

La parabola di Marco Masini nasce da un dolore privato profondo. “Avevo 19 anni quando morì mia madre… il pianoforte era il mio modo per anestetizzare il dolore”, ha raccontato in un monologo a Le Iene nel novembre 2024. La musica diventa presto lavoro: pianista per cantanti affermati, quindi il successo fulmineo a Sanremo 1990 con Disperato e il terzo posto nel 1991 con Perché lo fai.

Seguono soldi, popolarità e, come lui stesso ammette, “un ingannevole senso di onnipotenza”. Masini riconosce errori di comportamento con persone e addetti ai lavori in un ambiente dove reputazione e relazioni pesano quanto le vendite. Proprio in quell’humus attecchiscono le voci: un “addetto ai lavori” inizia a indicarlo come portatore di sfortuna, riproponendo lo stigma già visto con Mia Martini.

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La conseguenza è drastica: stop a contratti discografici, inviti tv, passaggi radio, concerti. “Le tv non mi volevano… la casa discografica mi disse: sei un prodotto invendibile”. Nel 2001, logorato, annuncia che non canterà più: “Non mi rovineranno la vita come a Mia Martini”.

Rinascita artistica, responsabilità personale e il peso delle etichette

Nella ricostruzione successiva, Masini rifiuta la narrazione vittimistica totale: “L’unica persona a cui avevo portato sfiga ero io”, ammette, riconoscendo come l’abbaglio del successo lo avesse allontanato dalla centralità della musica.

Il periodo di silenzio lo riporta al punto di partenza: “Io, un dolore e il pianoforte”. Ma a fare da contraltare all’isolamento mediatico c’è la rete di affetti reali: colleghi e amici che non lo abbandonano. Tra questi, Eros Ramazzotti, indicato esplicitamente come uno dei più strenui difensori dell’artista in anni in cui la superstizione rischiava di sostituirsi a un giudizio critico razionale.

La svolta arriva a fine 2003 con l’album Il mio cammino e una frase programmatica: “Solo gli imbecilli non cambiano mai idea. Io non finirò come Mia Martini”. Nel 2004 il ritorno a Sanremo si trasforma in rivincita simbolica: Masini vince con L’uomo volante, suggellando una rinascita che pone al centro la responsabilità individuale, ma anche il dovere del sistema mediatico di non alimentare etichette distruttive.

Il caso Masini come monito per l’industria dello spettacolo

La traiettoria di Marco Masini, oggi di nuovo protagonista a Sanremo, rappresenta un osservatorio privilegiato sulle dinamiche tossiche di fama, pregiudizio e potere nelle industrie culturali italiane. Le voci di “malasorte” mostrano come uno stigma informale possa generare effetti economici e psicologici concreti, fino a marginalizzare un artista di successo.

La sua vicenda, però, evidenzia anche la capacità di ricostruzione attraverso autocritica, lavoro sul repertorio e alleanze professionali solide. In prospettiva, il suo ritorno sul palco dell’Ariston insieme a Fedez può riaprire il dibattito sull’impatto delle narrazioni mediatiche, sulla tutela della salute mentale degli artisti e sulla responsabilità degli “addetti ai lavori” nel non trasformare superstizioni e dicerie in sentenze di mercato irreversibili.

FAQ

Perché Marco Masini fu accusato di portare sfortuna?

Le accuse nacquero da un “addetto ai lavori” che, nei primi Duemila, iniziò a etichettarlo come portatore di sfortuna, generando un effetto domino mediatico e professionale.

In che anno Marco Masini ha annunciato il ritiro dalla musica?

Masini annunciò il ritiro nel 2001, dopo anni di isolamento da tv, radio e case discografiche, motivando la scelta con la volontà di non subire il destino di Mia Martini.

Quando è avvenuto il ritorno discografico di Marco Masini?

Il ritorno è avvenuto a fine 2003 con l’album Il mio cammino, poi ripubblicato nel 2004, anno del suo rientro e della vittoria al Festival di Sanremo.

Quale canzone ha riportato Marco Masini alla vittoria a Sanremo?

Masini ha vinto il Festival di Sanremo nel 2004 con il brano L’uomo volante, simbolo della sua rinascita artistica dopo gli anni di isolamento.

Da quali fonti è stata ricostruita la storia di Marco Masini?

La ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.

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