L’Ue sanziona HTX e altre piattaforme crypto nel 21° pacchetto contro la Russia

24 Luglio 2026

La notizia in sintesi

  • HTX entra nel 21° pacchetto di sanzioni dell’Unione europea contro la Russia.
  • Il divieto riguarda le transazioni con operatori UE, senza congelamento diretto degli asset.
  • Le misure colpiscono reti crypto, banche, flotte ombra e canali energetici russi.
  • Bruxelles introduce un possibile divieto verso fornitori crypto di Paesi terzi.

Riassunto generato con AI

L’UE limita HTX nelle sanzioni contro la Russia

L’Unione europea ha inserito HTX, exchange crypto legato al fondatore di Tron Justin Sun, nel 21° pacchetto di sanzioni contro la Russia, adottato nelle ultime ore nel contesto della guerra in Ucraina. La piattaforma, indicata attraverso il suo operatore Huobi Global SA, è stata inclusa tra le imprese ritenute responsabili di ostacolare in modo significativo le restrizioni europee e di agevolare canali finanziari usati da soggetti russi.

La misura non equivale a un congelamento dei beni dell’exchange, ma impone agli operatori dell’UE di non effettuare transazioni con HTX. Il pacchetto estende inoltre le restrizioni a 14 piattaforme crypto attive in Georgia, Panama, Emirati Arabi Uniti, Isole Marshall, Kirghizistan e Bielorussia.

Per Bruxelles, il motivo è rafforzare la pressione sulle infrastrutture finanziarie che possono aiutare Mosca a eludere le precedenti sanzioni attraverso asset digitali e pagamenti transfrontalieri.

Rete A7 e nuovo strumento per i Paesi terzi

Il provvedimento europeo prende di mira anche quattro designazioni legate alla rete di pagamenti transfrontalieri A7, comprese nuove connessioni con l’Africa. Sulla rete opera la stablecoin ancorata al rublo A7A5, che secondo l’analisi citata da Chainalysis ha processato quasi 120 miliardi di dollari ed è stata progettata per aggirare le sanzioni russe.

La novità più rilevante è l’introduzione di uno strumento che può consentire all’UE di vietare del tutto le operazioni tra soggetti europei e fornitori di crypto-asset di Paesi terzi qualora vengano usati dalla Russia per eludere le restrizioni. La misura è presentata come deterrente verso le giurisdizioni che ospitano servizi considerati funzionali alle reti finanziarie russe.

Kaja Kallas, Alto rappresentante UE per gli Affari esteri, ha dichiarato: “Stiamo colpendo oltre cento banche e operatori crypto”, insieme a più di 40 navi della flotta ombra e a raffinerie in Russia e Bielorussia. Parallelamente, Bruxelles dispone congelamenti di asset e divieti di finanziamento per 94 banche e grandi istituzioni finanziarie, oltre ad ampliare il divieto di transazione ad altre 33 entità creditizie e finanziarie russe.

Effetti pratici e pressione sui partner finanziari

Per HTX, l’effetto immediato riguarda soprattutto i rapporti con banche, fornitori di pagamenti, custodi e operatori di liquidità collegati all’Europa. L’assenza del congelamento patrimoniale riduce l’impatto diretto, ma accresce il rischio di controlli, screening delle transazioni e possibili restrizioni volontarie da parte delle controparti.

L’exchange era già stato sanzionato dal Regno Unito a maggio per presunti servizi collegati ad A7 e Garantex. In quella circostanza, un portavoce di HTX aveva sostenuto: “La conformità normativa resta la nostra priorità assoluta”.

La decisione UE segnala quindi un’estensione dell’enforcement: non più soltanto wallet o piccoli intermediari, ma grandi piattaforme capaci di offrire accesso globale tra crypto-asset e valute tradizionali.

FAQ

HTX è stata completamente bloccata dall’Unione europea?

Sì, ma solo nelle transazioni: gli operatori UE non possono trattare con HTX, mentre il pacchetto non prevede il congelamento dei suoi asset.

Perché l’UE ha inserito HTX nelle sanzioni?

Sì, l’inclusione deriva dall’accusa che Huobi Global SA abbia significativamente ostacolato le misure contro la Russia attraverso servizi crypto e canali finanziari collegati.

Quali Paesi ospitano le piattaforme crypto colpite?

Sì, le 14 piattaforme interessate operano da Georgia, Panama, Emirati Arabi Uniti, Isole Marshall, Kirghizistan e Bielorussia.

Che cos’è la rete A7 citata dalle autorità europee?

Sì, è una rete di pagamenti transfrontalieri associata alla stablecoin A7A5, che avrebbe processato quasi 120 miliardi di dollari secondo l’analisi citata da Chainalysis.

Come è stata verificata questa notizia?

Sì, il contenuto nasce da analisi approfondita e verifica incrociata della nostra Redazione su più fonti: CoinDesk, Decrypt, FinanceFeeds e crypto.news.

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